“Abbiamo i capelli sempre ben impomatati”
in "L'Originale Miscellanea di Slipperypond."
Non voglio certo rubare il mestiere al Direttore, ma non posso fare a meno di segnalare questo esempio – vecchio di un paio d’anni, va detto – di tipici rapporti italo-tedeschi.
Torniamo al 2008: l’Italia esce dai campionati europei di calcio per mano degli spagnoli. I tedeschi, ancora sfavati per la sconfitta casalinga nei mondiali ed esasperati dalle prese per il culo continue di gente tipo Cosimo il Brindisino, non possono che esultare per la vendetta.
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mercoledì 3 febbraio 2010 alle 18:32 da Il Corrispondente dal Contado
Sardati a mizzo.
in "L'Originale Miscellanea di Slipperypond."

Tifonidi de todos lo mundi vivendi , saria lo tienpo giustiniano pe facere un conto a manrovescio su la situescion commedi Viola!
Lo sgonpanforto ce tanaglia? Lo gomento ce oppressa?La rabbica ce comanda?L’indivia ce trivella?
Ecchi lo moment plus veritas pe statuare civini a l’omopianta e a li sui fruttaroli!!!!!!
Se primeira se iocava uno bello ioco , e ori abemo difficultazio e l’Omopianta bocca a bona e a manca che la colparia est de la creperia de iocador canpeon rottati de ossa, CREDEMOCI, percom attra veritas no siste , essere solitario uni chiappa de preoccupazio congeniata pe facere uni moment periglioso pe la scquadriglia!
La Viola , abe ora lo moment offpositif che attre scquadre abeano avutato a lo comincizio de lo canpeonado! Se reprende la marcetta , se riva bene bene anchi esto agnos , e sgoncentremo le fuerze avverso la scquadra petrolera e la zensiscquadra , che ori faria punterie a manibassorum, ma a Frankistadio speseremo carote la vida!!!! Eppoi Cassanazio statua ove sei , che essere miglio pe lo calciosportif! FORZA VIOLA
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lunedì 1 febbraio 2010 alle 15:36 da Antonietto da Scandicci
«Se hai avuto un’educazione da anormale, vedi almeno di usarla.»
in "L'Originale Miscellanea di Slipperypond."
«Si tratta di tutti quanti. Tutto ciò che la gente fa è così…non so: non sbagliato, no. Neppure stupido, e nemmeno meschino. Solo così insignificante, così minuscolo, così deprimente.- [...] Tacque. Scrollò il capo per un istante e per una frazione di secondo si tastò la fronte con una mano. Era sbiancata. -Mi sento così strana- disse. -Forse sto diventando matta. Forse lo sono già [...]- disse Franny. -Sono stufa di tutti questi ego, ego, ego. Del mio e di quello di tutti gli altri. Sono stufa delle gente che vuole arrivare da qualche parte, fare qualcosa di notevole, essere tipi interessanti. È disgustoso. È disgustoso è basta.-»
***
«Franny respirò adagio, continuando a tenere l’orecchio sul ricevitore. Il segnale di libero, naturalmente, seguì la fine della comunicazione. E Franny parve considerarlo bellissimo da ascoltare, quesi fosse il miglior surrogato possibile al silenzio primevo. Ma pareva anche sapesse, ora, quando smettere di ascoltarlo, come se tutta la piccola o grande saggezza del mondo fosse improvvisamente sua. E quando agganciò il microfono sembrò anche sapere cosa avrebbe fatto dopo. [...] Per alcuni minuti, prima di cadere in un sonno profondo e senza sogni, rimase distesa, tranquilla, sorridendo al soffitto.»
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giovedì 28 gennaio 2010 alle 19:41 da la Redazione
A domanda rispondo.
in "L'Originale Miscellanea di Slipperypond."
Cara Monia [terzo commento al post precedente],
in quanto abbonata meriti onestà da parte mia: nonostante i rapporti tra il sottoscritto e Luca Barbareschi non siano così idilliaci come certa stampa scandalistica vorrebbe dare ad intendere [a breve tutto ti sarà più chiaro] realmente non posso fare fuoco sui presunti furti del fascinoso uomo politico liberale ai danni di Spinoza, e questo poiché non ho seguito affatto la cosa [così come la polemica tutta interna al Corriere Fiorentino tra Ametrano e Semmola sull'utilità delle librerie-caffè: pardòn.] Tuttavia colgo l’occasione per confessarti quanto segue: ebbi l’onore di stare un mesetto spalla-a-spalla con Barbareschi nella estate del duemilacinque. Ci trovavamo a Roma e lui era l’étoile di una ficition chiamata [ma potrei sbagliarmi] «Giorni da leone due.» Io invece stavo lì assieme ad alcuni amici/colleghi in veste di schiavo di un ufficio-stampa con l’unico compito di riassumere plot e avanzamento dei lavori dell’opera per le disinteressate testate locali [nonostante mi fu concesso anche l'onore di una comparsata: casomai ti capitasse l'occasione di vedere «Giorni da leone due», sono il giovanotto che dà i soldi al mendicante nella struggente scena alla Coop.] E insomma in quel periodo di stretta convivenza Luca Barbareschi mi è parso un tizio decisamente senza il dono della battuta pronta; assai portato per gli aneddoti [la gran parte dei quali irripetibili in questa sede, specie quello della barca e del nano] ma con scarsa propensione alla satira tagliente. Sono dunque piuttosto propenso a credere che abbia fregato materiale a Spinoza convinto di gabbare tutti, e sia stato poi sputtanato. Però più in là di questo non posso davvero andare.
Saluti.
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mercoledì 27 gennaio 2010 alle 15:07 da Il Feroce Direttore
Sulla slush-pile.
in "L'Originale Miscellanea di Slipperypond."
Limitandomi alla mia esperienza bazzicatoria in casa editrice, la slush-pile* esiste ancora, gode di ottima salute e non potrebbe essere altrimenti**: magari è vero che nella norma si valuta soltanto o sempre più i manoscritti suggeriti, segnalati e sponsorizzati da conoscenti [non necessariamente agenti letterari, per altro] o tizi attivi e riconosciuti su internet, tuttavia è inevitabile che si formi una simile catasta da qualche parte in ufficio se persino una piccola casa editrice riceve in media due manoscritti la settimana, più o meno una dozzina al mese, e l’orribile cifra di circa duecento l’anno: hai voglia a sconsigliare l’invio e segnalare l’andazzo a chi di dovere. Pacchi spediti da tizi impermeabili a tutto arriveranno sempre formando collinette che, se ben sponsorizzate, certo potrebbero far riflettere anche i più esagitati sull’idea di provare a dare visibilità al capolavoro che covano da anni nel portatile. Epperò è anche vero che in un lustro di collaborazione con una libreria ho potuto ascoltare -senza esagerare- almeno mille presentazioni di autori al netto dei gusti francamente impresentabili, gente che deduco sia franata giù da una slush-pile più o meno per caso e non a seguito del consiglio di qualcuno, che altrimenti meriterebbe la forca.
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sabato 23 gennaio 2010 alle 17:59 da Il Feroce Direttore
Nessuna indicazione su eventuali interventi alla Coop.
in "L'Originale Miscellanea di Slipperypond."
«Per Theweleit* il fascista o maschio soldato [soldatischer Mann] non può essere compreso in termini di psicoanalisi freudiana; bisogna piuttosto fare ricorso alla psicanalisi dell’infanzia [Melanie Klein, Margaret Mahler] e della psicosi [Michael Balint e altri] e concetti mutuati da Deleuze e Guattari. Il modello freudiano dell’Es, Io e Super-Io, quindi dell’Edipo, non è applicabile al fascista poiché in realtà il fascista non ha mai effettuato compitamente la separazione dalla madre e non si è mai costruito un Io nel senso freudiano del termine. Il fascista è il “non completamente nato”. Tuttavia non è uno psicopatico; ha effettuato una separazione parziale, è socialmente integrato, parla, scrive, agisce nel mondo spesso efficacemente e purtroppo talvolta prende persino il potere. Per riuscirci si è costruito o fatto costruire -tramite la disciplina, l’addestramento- un Io esteriorizzato che si presenta come una “corazza”, un’”armatura muscolare”. Tale armatura…»
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domenica 17 gennaio 2010 alle 16:21 da Il Feroce Direttore