Medicomio.

in "L'Originale Miscellanea di Slipperypond."

Ieri un telegiornale (non ricordo quale) apriva la lunga pagina dedicata ai test truccati delle facoltà mediche riportando la notizia di un chirurgo in pensione che si sarebbe cimentato con la prova d’ammissione -presumibilmente scazzandola- solo per il nobilissimo scopo di confermare che, visto come è fatta, quella non dimostrerebbe un bel niente: che si tratti di un derivato dalla Settimana Enigmistica, più qualche elemento di letteratura e astrusa chimica, è risaputo dalla notte dei tempi. Inoltre oggi su Repubblica il coraggioso cronista Paolo Russo si è finto candidato sottoponendosi alla miriade di controlli di tipo aeroportuale con i quali gli atenei usano vessare i poveracci che vogliono diventare medico o dentista. Un metal detector all’ingresso, buste su buste nelle quali infilare penne e fogli, più un misterioso Comitato per l’Alta Vigilanza presente in sala con dieci elementi agevolati da pareti anti-onde-dei-cellulari più body-guards. E nell’improbabile caso che tutto questo possa suonare ridicolo, conviene fare un salto indietro di dieci anni…

…per arrivare all’agosto del novantotto, ossia quando il test lo feci io e le cose erano effettivamente un filo più pacate. Dopo una processione di studenti relativamente corta in quel di Careggi, entriamo infatti nell’aula come ci pare (non come adesso, ma già ai tempi c’erano i cellulari…) nonché senza un’anima viva a controllare niente. Io prendo posto accanto ad un vecchio compagno di liceo (e accanto vuol dire accanto, con i banchi a trenta centimetri massimo di distanza) e naturalmente chiacchieriamo a lungo durante la prova, sebbene mai saltando in piedi per avere qualche informazione mancante, come invece fanno tutti gli altri ragazzi attorno a noi. Il Ministro Brunetta non avrebbe certo gradito l’atteggiamento di quel tizio dietro la cattedra che, per tutta la durata del test, legge il Corriere della Sera. Poco male: ai tempi Brunetta non esisteva. Poi, finito il test, lo consegnavi ad un tizio che a sua volta lo consegnava alla commissione valutante, che valutava e divideva i candidati in idonei o non idonei. Questa divisione durava circa sei mesi, ossia fino a quando il TAR accettava i ricorsi dei non idonei, e il vecchio gruppo si riuniva come veterani di guerra, di fatto rendendo inutile il test. Ad ogni modo mentre non eri “idoneo” mica perdevi tempo: ti iscrivevi a biologia, però sempre frequentando medicina, e firmavi ad ogni lezione quel foglio per i ricorsisti che circolava nelle aule. Al momento dell’ammissione -che tutti sapevano sarebbe arrivata, bastava aspettare- con il foglio dimostravi di avere frequentato e davi l’esame (inoltre i ricorsisti, con il passare dei mesi, erano sempre meno e non perché sceglievano di migrare in altre facoltà, quanto perché ogni mese Medicina decideva di reintegrarne un po’. Alla data del test i posti erano 200: dopo un mese 250, poi 300 e via così…) Adesso invece sono sicuro che le cose sono molto, molto, molto più serie. Vista l’aria che tira.

[...]

(N.B. Il più brillante radiologo che conosco è arrivato 799esimo su 840. Reintegrato, ha abbandonato l’idea di diventare un bassista jazz professionista, si è laurato in corso e adesso lavora in Spagna, dove lo riempiono di soldi e complimenti. Colgo l’occasione per salutarlo.)


  1. come disse qualcuno, un test a crocette dimostra solo l’attitudine di una persona a risolvere quel test.

    di IdQ

  2. Un test a crocette è sempre meglio di un test a scheletrini.

    di Un Vile Cabaret

  3. Divago ma non tanto. Rileggendo il post vedo che spunta Brunetta. Ieri il ministro era a Matrix, una delle prime volte che lo vedevo parlare. Non ho potuto evitare di notare che ha un tic mostruoso, come di sistemarsi il ciuffo (tipo Sgarbi) e ogni trenta secondi ripete di essere professore. Non è difficile capire che sia un omino pieno di complessi, e l’origine di alcuni tra questi.

    di G.

  4. Zivago ma non tanto. Brunetta alle elementari lo usavano per far scrivere alla lavagna i bambini più piccoli. Per questo ce l’ha tanto con gli statali. Alla scuole private ci pensavo i preti a prendersi in collo i bambini.

    di Un Vile Cabaret

  5. Se sapessero cosa non ho visto io in tre giorni di esame di stato per l’avvocatura, gli aspiranti medici si rallegrerebbero che, in fondo, siamo tutti nello stesso schifo.

    di Anonimo

  6. Solidarietà con l’Avvocato!!!!!

    di Ohio.

  7. Dai veterinari son molti meno i raccomandati.

    C’è però da dire che 90 su 100 se hai le tette hai un bonus dai 2 ai 6 punti sul voto. Dipende dalla misura e da quanto le fai vedere.

    Se sei un cesso, conti come un uomo.

    di L'Illetterato Garzone

  8. eh caro il feroce, da frequentanti non iscritti abbiamo riempito un quadernino di cazzate!!!
    Lo cercherò!

    di rizzo

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