Ci si becca in Becca

in "L'Originale Miscellanea di Slipperypond."

Da qualche tempo la Redazione è sommersa da missive di fedeli lettori di una certa età che, pur ricoprendoci di complimenti, avvertono una certa difficoltà nel cogliere tutte le sfumature del linguaggio da noi utilizzato. Non è certo un mistero che Slipperypond nasca come giovane e dinamica realtà fiorentina, ma non abbiamo certo paura di aprirci al mondo (cogliamo anzi l’occasione per salutare i numerosi contatti ucraini: Dobryy den’, amici di Kiev!) e parlare anche ai frequentatori più anziani.

Fortunatamente la rete brulica di preziose risorse in grado di far avvicinare anche i matusa al nostro lessico giovane, fresco e soprattutto fiorentino. Un vademecum imperdibile, che consigliamo di ciclostilare e riporre nel borsello, è offerto dal Liceo Linguistico G. Pascoli, istituzione cittadina tra le più autorevoli, che ha permesso la costruzione di questo ponte ideale tra noi inguaribili pischelli e le passate generazioni.


Leggehelo suissito

Ecco finalmente spiegate le espressioni Palla (preceduto dalla preposizione a) forte, velocemente, es.: andare a palla, musica a palla), Cicchino (sigaretta), Doma (abbreviazione per domani, es.: “Cisi doma”), Peso (grave, complicato, complesso, detto di un fatto, una persona, una cosa, es.: “è morta la nonna.. Peso!”, “Ho preso due al compito..Peso!”) e mille altre tutte da scoprire.

Chi sono i Pottini? E i Darkettoni? E cosa intende esattamente il Direttore quando, apostrofando il Collaboratore e la Porno Segretaria, esclama: “Bona raga, ci si becca in Becca e poi si va al Mecca”?

Sicuro di aver fornito un utile servizio alla nostra community, vi saluto, perché e deo andà a dormire, domani c’ho dapporta’ ibbuste a cambiagli la marmitta, quella rigiraha della Giannelli! Bona merdeeee!

Postilla semiseria: questo “Vocabolario del linguaggio giovanile fiorentino” è solo un piccolo esempio di quanto sia sentita, non si capisce bene perché, l’esigenza di formalizzare un gergo per sua definizione elastico, fluido e dalle influenze più disparate. Fulgidi esempi di simili tentativi, anche autorevoli, sono rintracciabili, ad esempio, qui e qui.
Anche se composti con le migliori e più serie intenzioni, temo che l’unica parte da salvare sia l’umorismo involontario che ne scaturisce. Senza contare un nostalgico ritorno al passato (tipo, io ganziale, tranchigia e “o, ma che sse’ beige?” non li sentivo dal 98…).

La Redazione ringrazia il Dott. Rave G per la preziosa segnalazione, in cui pare si sia imbattuto cercando il lemma “dahane” su Google.


  1. Bellissima la definizione — Degenero: confusione eccessiva (v. macello) ..
    La slangopedia dell’espresso più che involontariamente umoristica mi sembra pateticamente inattuale, e conferma che la stampa nostrana è ormai un bhè degenero; cisi..

    di Collaboratore

  2. p.s. sia lode al Puntiglioso che ha contribuito al più piacevole degli inizi-mattinata – le due slangopedie sono una droga irresistibile..

    di Collaboratore

  3. "Oh. Te lo diho…": espressione di minaccia traducibile in "io ti sto avvertendo. Fai molta attenzione."
    Da sussurrarsi abbassando le orecchie come due cani quando si incontrano sullo stesso marciapiede.
    Ah, e per concludere, un appello al Nostro Legale il quale -portavoce della cultura lombardo-celtica- saprà certo aggiungere a questo dizionario anche curiosi intercalari del profondo nord (mutuati dal Supergiovane, è ovvio.)

    di Gab.

  4. Da una delle pagine trovate da Google si apprende che Dahane è un cognome presente in Francia. Sospetto che si tratti di qualcuno che proviene dalle colonie, ma sta di fatto che che Oltralpe vivono ben 211 sig. Dahane. Spero che prima o poi uno dei loro figli diventi un calciatore di successo, di cui comprerei subito la maglia per portarmi in giro la mia esclamazione prediletta.
    Quello dello studio dei gerghi giovanili è uno dei più inespugnabili dei paradossi. Nasce come strumento di identificazione di una generazione rispetto alle precedenti, e come elemento di viva e salvifica spontaneità all’interno della lingua codificata, e non è possibile sistematizzarlo. Nel momento in cui uno studioso (si sa che lo Studioso ha i capelli bianchi, gli occhialoni e la bavina senile per definizione) si avvicina al gergo, lo Studioso muore. Fa la figura del fesso, come Johnny Dorelli che tentasse di fare il rap (notate per inciso come in bocca ai matusa parole tipo rap e affini suonino sempre come se fossero tra gigantesche virgolette). Come Homer Simpson quando tenta di roccheggiare all’Hullabalooza, finendo come ognun sa per essere scambiato per un narcone.
    Mi permetto di citare lo storico trailer di Panarea, filmaccio estivo di Vanzina che schierava il peggio del sottobosco televisivo caro agli adolescenti di allora: una voce fuoricampo invogliava alla visione di questo "film da non lisciare", in cui "si acchiappano strafichi da sballo". Che dire, piglia bene.

    di Un instancabile linguista

  5. Un grazie all’Instancabile Linguista. Qui si fa cultura, mica pizza e fihi.

    di Il Feroce Direttore dell'Accademia della Crusca.

  6. Ringrazio anch’io l’instancabile linguista, del quale apprezzo sempre le piacevoli chiose.

    di Il Puntiglioso Redattore

  7. Colgo l’occasione per segnalare al Linguista che può soddisfare, anche se solo in parte, le sue velleità blasfemo-calciofile acquistando la casacca dell’indimenticato giocatore dell’Inter e del Galatasaray Bürük Okan (nella foto)

    link://www.inter.it/media/jpg/Part-3351-14888.jpg

    e chiedendo alla gente: "Di chi è la maglia?"

    In alternativa, può, con qualche fatica, rintracciare la t-shirt della co-protagonista di Ranma 1/2, Akane Tendo.

    link://pantransit.reptiles.org/images/2002-02-17/Ranma_All_010.jpg

    di Il puntiglioso, puntigliosissimo Redattore

  8. Eh, ormai la mia vetusta età (che mi porta a frequentare quei locali "da trentenni" che un tempo guardavo con compassione mentre entravo in dizco a sentire Franchino) mi ha escluso dalle gioie di ascoltare i dialoghi tra zarri brianzoli scesi a Milano "per il week".

    Nota di attualità per il Merlo: sentendo della strage di Erba ti sei ricordato che quel bellissimo posto dove portai te e il Losco anni fa (il Modà) era proprio in tale amena località della brianza?

    di Avv. Gigino

  9. Elaborata la tristezza per le sorti del Nostro Legale Avv. Gigino, che -per sua stessa ammissione- adesso è un "cashmere" (ovvero colui che si mette il golfino matusa e non va in dizco) ammetto di ricordare con un certo piacere Erba.
    Il Losko -collaboratore di Slipperypond, e per questo ti consiglio di leggere il suo post sull’Australia, nella sezione Slippery-routard- ancora sogna il Modà con le lacrime agli occhi.
    Infine permettimi di citare Erba anche così (esulando dalla stretta e drammatica attualità, naturalmente.)
    "C’era una donna che viveva ad Erba,
    era molto bella però,
    i suoi pori secernevan escrementi,
    invece che sudor…"
    Elio e le storie tese, da Elio Samaga Hukapan Kariyana Turu.

    di Merlo.

  10. START QUOTATION
    Dark (o Dark metal) dall’inglese, definisce una tribù giovanile [1] i cui membri si vestono di nero[2], adorano l’occultismo[3], portano come accessori borchie e spille da balia [4], amano la musica di Marylin Manson, cantante statunitense assai discusso. Esiste anche la forma darkettoni [5].
    END QUOTATION

    [1] – si, una variante esoterica della Tim Tribù
    [2] – stai a vedere che anche le suore…
    [3] – ma come lo adorano poi… se lo scrivono persino sulle cartelle “occultismo t.v.b.e.t.a.t.”
    [4] – qui c’è un conflitto ideologico: la spilla da balia, tipico simbolo punk, stride non poco con la borchia “metallara”.
    [5] – ossia un allestimento più basico, a prezzo particolamente interessante, che consente di avvicinarsi al segmento in questione senza privarsi di un ingente capitale.

    di Rocker

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