Petting fuori le mura: esperienze a confronto
in "L'Originale Miscellanea di Slipperypond."
La dotta e arguta penna del Feroce Direttore ci ha introdotto in un viaggio per i luoghi del petting della città di Dante, regalandoci osservazioni a un tempo emozionanti e istruttive.
In qualità di Responsabile della Sezione Esteri della redazione, mi sento in dovere di dar voce a chi, come me, ha scoperto le meraviglie del petting (più o meno spinto) lontano delle bellezze artistiche del centro storico cittadino. Così facendo rischio, evidentemente, di snaturare l’operazione in questione, elidendo dal binomio “petting & cultura” l’elemento culturale.
Il Direttore, spero, non me ne vorrà: si sa che noialtri di campagna siamo gente semplice, e la cultura la chiamiamo curtura, ne parliamo come di un oggetto misterioso e astratto e la lasciamo fare a Piero Angela.
E dire che da noi una splendida Villa Medicea (progettata da Giuliano da Sangallo su commissione di Lorenzo Il Magnifico, abbellita da pregiati affreschi del Pontormo e ceramiche del Della Robbia) avrebbe teoricamente offerto con il suo ampio e verdeggiante giardino un luogo ideale per il pomicio. Dico teoricamente, perché poi di fatto nessuno ci andava al fine di limonare: troppo scontatamente losco? Troppo affollato di famigliole felici? Chissà.
Sta di fatto che per noialtri cresciuti nel Contado, il luogo privilegiato per ciuccioni in apnea e tremebondi palpeggiamenti era il locale cinema. Si sa, il paese è piccolo e la gente mormora, e pomiciare in pubblici giardini esponeva al rischio agghiacciante di farsi beccare da genitori, parenti, vicine di casa, ex maestre delle elementari, suore del Sacro Cuore, informatori della mamma di varia natura e provenienza. D’altra parte, è anche vero che tutti sapevano che lo spettacolo domenicale delle 2 – si proiettasse Ghost o Vacanze di Natale ’90 – era deputato al pomicio forsennato degli adolescenti della locale scuola media. Il cinema era per di più adiacente alla parrocchia, ciò che elevava all’ennesima potenza il gusto dolceamaro del peccato. Le pratiche da boudoir da cui noi adolescenti improfumati e con maglioncini stirati di fresco ci lasciavamo rapire erano tuttavia tollerate dalle autorità, che tutt’al più cercavano di fomentare qualche senso di colpa con occhiatacce, colpi di tosse, mezze frasi e frecciatine trasversali. Ma se Dio vuole, la cupa pressione dell’oscurantismo della Chiesa Cattolica cedeva docile alla fiera contropressione degli ormoni imbizzarriti e delle irresistibili curiosità alimentate dalle pagine dei mensili per adolescenti, che sfacciate ci ipnotizzavano con digressioni su petting, primi baci, prime volte. Si arrivava così alla domenica pomeriggio pronti ad abbandonarsi totalmente al peccato, dopo le consuete full-immersion teoriche rappresentate dal (seguitissimo) Colpo Grosso del sabato sera, notte in cui si poteva stare alzati fino a tardi e godersi lo spogliarello finale, quello integrale – salvo vedersi spesso rovinato il paziente lavoro di ore dall’apparizione inopinata quanto improvvisa di Umberto Smaila.
Cresciuto, la mia impaziente voglia d’amore ha trovato asilo in giardinetti, piazze e piazzette di città via via più grandi, dentro e fuori i confini nazionali. Ma la straordinaria palestra di quel cinema di campagna mi ha insegnato lezioni che non dimenticherò.

La notizia che l’accanito fan-curatore del sito su Colpo Grosso sia tedesco mi spinge a rivedere la tesi di uno scarno feeling tra i teutonici e il mondo dell’erotismo. Certo già basterebbe l’enorme mole di film hard prodotti in Germania (…direi a ridosso degli anni ’80, anche se vestiti si vedono poco e parlano solo i baffi…) o il mondo ambiguo del cabaret, sebbene morto e sepolto dalla fine degli anni trenta.
di Il Feroce Direttore. il 19 gennaio 2007 alle 01:15Per quello che riguarda invece la scoperta dell’altro sesso fuori dalle mura, posso solo dire che gran parte di Slipperypond ha vissuto le stesse sensazioni, ma al mare (e qui interpello il Feroce Notaio Milanese, anche lui fulminante limonatore dei cinema estivi.) Parlarne e ricordare quei momenti d’oro fa un gran bene, anche se magari ne usciamo piuttosto sporchi.
Cin cin.
Personalmente, la sola idea che ci siano persone che si scambiano gigabyte di filmati di vecchie puntate di Colpo Grosso mi fa gelare il sangue nelle vene. E a ben vedere, questo sito conferma la tua tesi: direi che se un adulto gestisce un sito su una trasmissione softcore trash anni 80 non può avere un particolare feeling con l’erotismo.
di Il Corrispondente il 19 gennaio 2007 alle 16:48Quanto alle tue (vostre) avventure amorose estive davanti al grande schermo in località marittime, mi fa pensare che vivere in campagna è davvero magnifico: è vacanza tutto l’anno.
Il Commentatore mi ha fatto venire i Lucciòni.
Belle le domeniche al cinema Ambra .. Nessun Truffaut, nessun Murnau hanno mai potuto restituirmi il piacere di non-vedere film come "Un poliziotto alle elementari" o "Fermati o mamma spara".
Ma, ho capito bene? "Tutti i frutti" era "Colpo Grosso" doppiato, non la versione tedesca del medesimo format. L’idea di un Umberto Smaila che introduce le ragazze cin cin nella lingua di Goethe e di Giovanni Trapattoni non mi farà dormire facilmente stanotte.
di Notizie dal Mongo il 19 gennaio 2007 alle 17:06l’emozione ha fatto sì che il Corrispondente sia stato ribattezzato il Commentatore, senza ragione alcuna se non la precoce demenza senile del sottoscritto
di Notizie dal Mongo il 19 gennaio 2007 alle 17:11