Home of the brave, parte V

in "L'Originale Miscellanea di Slipperypond."

Dopo che Obama è andato in onda con uno spot elettorale di mezz’ora quasi a reti unificate, come riesce solo al Papa e a Silvio Berlusconi, McCain prova a recuperare punti a due giorni dalle elezioni ostentando sicurezza, e comparendo in TV -  sulla FOX (la Rete4 americana), nel seguitissimo talk show di Larry King (l’Emilio Fede americano, ma devoto a tutto il partito repubblicano e non a una sola persona).

Prova anche a dimostrare di non essere un noioso matusa e di saper stare allo scherzo, prestandosi come guest star per gli sketch del Saturday Night Live - ironizzando sulla propria età e sullo spot di Obama facendo il Mastrota della situazione in una finta televendita di coltelli. (Il video dello sketch della televendita è sparito da Youtube, ma mi crederete se vi dico che McCain non arriva nemmeno a sfiorare le vette di carisma non tanto del suo rivale politico quanto dello chef Tony). I sondaggi dicono che Obama è in vantaggio, anche se McCain è in leggera ripresa. McCain fa il guappo proclamando che mancano due giorni alla vittoria, mentre i democratici fanno comprensibili gesti di superstizione ricordando che a pochi giorni dalle elezioni scorse il Mannheimer americano, John Zogby, dava Kerry per vincente, proprio come oggi dà Obama in testa di qualche punto. Intanto i repubblicani alzano un polverone sul fatto che Obama avrebbe una zia che è illegalmente negli Stati Uniti - un’immigrata irregolare, insomma. Messaggio esplicito: Obama ha dei fuorilegge in famiglia e per interesse personale tollera che qualcuno a lui vicino violi le leggi federali. Messaggio implicito: Obama è estraneo all’America, non vorrete votare uno straniero.

Che poi a mischiare le carte nella discussione sul peso della variante razziale su queste elezioni arriva un articolo di Esquire, che è andato a intervistare alcuni suprematisti bianchi neonazisti e un nazionalista nero che invoca una neosegregazione delle razze in America. Apparentemente, tra i suprematisti spopola Obama, mentre al contrario il nazionalista nero si schiera con McCain. Il campione (come ammettono anche quelli Esquire) è talmente piccolo da risultare ridicolo. Tuttavia lo scambio di battute con i fanatici apre uno squarcio su un mondo che è altrimenti difficile figurarsi - e la scelta di inserire i “likes and dislikes” nella scheda di ogni intervistato condisce il pezzo in maniera gustosa. Lo trovate qui.

E infine, di nuovo, con puntualità strabiliante arriva la figura di cazzo mediatica di Sarah Palin. Stavolta la possibile futura vicepresidente degli Stati Uniti d’America è stata al telefono con due comici radiofonici Canadesi, convinta di conversare amabilmente con Nicholas Sarkozy. La vice di McCain conduce la conversazione (parzialmente riportata qui per i meno avvezzi al duro idioma anglosassone) con tono molto casual, e continua deferente e gaia anche quando il finto Sarkozy inizia davvero tirare la corda: prima dichiara che gli piace la caccia (”Che bella sensazione togliere la vita a un animale!”; “Eheh”, sghignazza Sarah Palin); poi che Carla Bruni (che, specifica, è bravissima a letto) ha scritto una canzone per la Palin, che si chiama in francese “Rouge à levres sur un cochon” (”Rossetto su un maiale”: ok, la Palin non capisce il francese); che lui da casa sua vede non la Russia ma il Belgio, purtroppo; infine che gli è molto piaciuto Nailin’ Paylin. Alla fine deve dirglielo esplicitamente: siamo due cazzoni di Montreal, ti abbiamo preso per il culo. Lei cerca di far buon viso a cattivo gioco ma resiste solo un attimo prima di scappare in preda al panico.

Di nuovo, l’America la addita sganasciandosi e tenendosi la pancia dalle risate. C’è forse il rischio di una specie di effetto-berlusconi: vuoi vedere che dopo un’ondata di indignazioni per le gaffe e la superficialità di un importante politico, segue un atteggiamento di simpatica accettazione? A tranquillizzare l’elettorato americano di buonsenso dovrebbe bastare il fatto che la Palin, mai marpiona quanto Berlusconi, quasi sempre subisce le figure di cazzo, quasi mai se le va a cercare di sua spontanea iniziativa, con sicumera e sorrisoni.

E se lei è stata ingenua, che dire di chi nel suo staff le ha passato la telefonata. Comunque vadano queste elezioni, i repubblicani devo fare un discorsino con chi ha curato la loro campagna elettorale.


  1. Intanto in Italia Andreotti alla domanda “Come vede il futuro dei bambini?” in tv si pietrifica. Dimostrazione che, in fondo, anche Belzebù ha un’anima.

    p.s. I bambini?!?: ormai sono stati by-passati i giovani. Per loro non c’è futuro.

    di Un Vile Cabaret

  2. OT. (mi sento spesso ultimamente in off-topic)

    di Un Vile Cabaret

  3. Resta, a conclusione di questa splendida serie del Corrispondente, il pronostico (lo aspettiamo per domanisera): bando alle scaramanzie, gliela famo?

    di VanoTecnico

  4. A questo punto il Corrispondente deve sbilanciarsi!!!

    di Gabe.

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