in "East Köast."
In queste ore c’è un rumoroso fermento attorno alla mia dacia, poiché certamente anche le faccende esteuropee potrebbero subire grandi cambiamenti con l’elezione di Obama o McCain. Come ovvio, gli argomenti più discussi risultano essere i più inerenti alle zone in questione: per esempio Obama indietreggerà sulla faccenda delle postazioni missilistiche in Repubblica Ceca, armate contro l’Iran ma casualmente puntate dritte contro il Cremlino, o i radar polacchi appena tirati a lucido dalla signorina Rice? Viceversa McCain quale contributo potrebbe dare alla fermissima volontà georgiana e ucraina di entrare nella NATO? (Data l’esperienza in Vietnam, viene naturale pensare che McCain, a differenza di Bush, conosca un po’ di geografia e sappia indicare i luoghi richiesti su una cartina, sotto tortura o meno.) Ma soprattutto quali differenze comportamentali emergerebbero nei confronti della Russia?
Obama e Medvedev sicuramente potrebbero andare più d’accordo a causa dell’età in comune, e la comune passione per Bruce Springsteen, tuttavia McCain potrebbe calare l’asso di una vicepresidentessa dalle cui finestre di casa è possibile vedere l’allegra costa siberiana del mar di Ciukci, e Putin non è insensibile a stimoli del genere. Comunque sia, la TOL -Transitions Online-, testata che riporta e analizza le vicende dei 28 paesi post-comunisti, getta acqua sul fuoco e dichiara che, pur sostenendo velatamente Obama, non serve farsi illusioni poiché la politica estera statunitense non è mai cambiata molto sia in tempi democratici che repubblicani. La cosa in parte è vera, in parte no (al momento tutto deve essere calato nel contesto che usciamo da otto anni di Bush, e mica uno qualsiasi.)
Ma insomma a giustificazione del lieve endorsement democratico la TOL dice: forse la politica estera con Obama non cambierà molto, tuttavia cambierà decisamente la politica interna degli USA, che diventeranno un posto più civile e questo faciliterà il lavoro anche a noi. Il Prager Zeitung, in veste di cerimoniere, ribatte e invita a priori il nuovo presidente USA -chiunque esso sia- ai festeggiamenti per i novant’anni della Cecoslovacchia (nata nel diciotto e morta nel novantadue, ma questo importa meno ai numerosi Master of Cerimony presenti al Castello.) La lista degli invitati per adesso conta solo la regina Elisabetta II e Principe Consorte. Lista striminzita ma garanzia di divertimento, Barack e/o John. Ragione in più per non mollare adesso.
