in "East Köast."
“Oggi la Commissione Europea pubblicherà un rapporto
dal quale emergerà che l’allargamento ad Est non ha turbato il lavoro
dei vecchi paesi UE: la temuta invasione degli idraulici polacchi
non si è verificata.”
Repubblica 18-11-2008, p. nove.
Goerlitz è una cittadella al confine tra Germania e Polonia. Quando venni minacciato di passare da lì per un weekend la cosa che più mi convinse a declinare l’invito fu l’attitudine degli abitanti ad organizzare spaventosi presepi viventi la notte, nonché il fatto che a Goerlitz le case hanno gli occhi. E comunque Goerlitz non è che la metà d’un grosso complesso urbano che comprende anche la città polacca di Zgorzelec, luogo meno spaventoso ma con uno stemma cittadino che fa riflettere sul concetto di instabilità degli scudi. Naturalmente Zgorzelec prima della Conferenza di Potsdam era la parte orientale di Goerlitz, e solo grazie a Schengen da qualche tempo le due città non hanno più alcuna dogana a dividerle. Però, come spesso accade, le cose filano lisce solo sulla carta. Infatti da quelle parti sorgono spessissimo enormi problemi in fatto di immigrazione.
Per la precisione Aleksandr è bielorusso e non è difficile immaginare quanto essere bielorussi aiuti poco a trascorrere una esistenza tranquilla in giro per l’Europa. In particolar modo se abiti lungo un confine (e poco importa se di fatto quel confine non esiste più.) Aleksandr abita a Goerlitz/Zgorzelec da qualche anno e ogni volta che sale sul bus per andare all’università lo fermano i tedeschi. Poi quando scende lo fermano i polacchi. Le varie polizie, ogni volta che controllano il passaporto di Aleksandr (il passaporto bielorusso è piccolo e blu, per quanto ciò possa avere un valore) lo girano come un qualcosa di misterioso e altamente tecnologico, da un momento all’altro pronto ad esplodere. Quindi fanno sempre lunghe telefonate ai superiori per sapere dove sia meglio fucilare Aleksandr. Nonostante Aleksandr abbia un regolare permesso di studio, spesso viene condotto in qualche centrale per accertamenti, come il sottoscritto ogni volta che atterra a Pisa. La cosa che più turba Aleksandr sono però gli sguardi degli altri tizi sul bus -tedeschi e polacchi- che pensano (Aleksandr ha i capelli neri e mossi) “ma guarda un po’ questi italiani.”
Olga invece è ucraina e parla alterandosi del caso di quei suoi concittadini ai quali è successo tutto al vecchio confine tedesco/polacco, anche stavolta nonostante un regolare permesso di lavoro. Certe cose lei non se le spiega proprio, e mette su uno sguardo davvero feroce sotto la passata rosa quando l’argomento viene a galla.
Poi c’è Klara di Praga, che non è mai stata dalle parti di Goerlitz/ Zgorzelec, però ha avuto il cuore di trasferirsi un po’ in Italia. Essendo reduce da una esperienza di studio e lavoro in Finlandia pensava fosse sufficiente l’inglese per stare a galla nel Belpaese. La disponibilità alle lingue degli abitanti di Lecco l’ha costretta ad un corso full-time di italiano nel vicino capoluogo lombardo.
-Abbiamo la classe A…con ragazzi americani e inglesi. Tu vieni da…?
-Praga.
-Ok. Ti mettiamo con questi nella B. Lui viene dal golfo della Guinea, lui dal Marocco. C’è anche questo vietnamita. Vedrai ti troverai come a casa.
Klara dice che le agenzie lavorative in Italia offrono ai cechi quei tipi di lavori che i cechi chiamano brigada e sono destinati ai pensionati (giardinaggio…spedizioni di raccomandate la mattina alle poste.) Dice che a Lecco è meglio essere della Repubblica Domenicana che boema perché esiste una nutrita comunità africana che parla francese, a Lecco, e quasi nessuno capisce il boemo (eccetto un giovane romanziere chiamato Petr Qualcosa.) Il ragazzo di Klara sta facendo un post-doc medico a Roma ma la lievissima difficoltà italiana nel settore della ricerca lo porterà presto in Spagna, con Klara al seguito. Klara che deve cambiare casa ma di giorno lavora. Quindi decido di darle una mano a smobilitare la notte. Carichiamo tutto in auto e partiamo. Ci ferma la polizia dopo cinque metri. Goerlitz/Zgorzelec è lontanissima.
-Signorina, lei da dove viene?- le domanda un agente infilandosi nell’abitacolo come il T-1000.
-Repubblica Ceca.
-E ce l’ha il permesso di soggiorno per l’Europa?
-Certo che no.
-Ah. Partiamo male, signorina…scenda, coraggio.

Cucù! Ma chi è questa bella bambina qua?
di Slipperypond. il 18 Novembre 2008 alle 12:46Ucciso romeno è stato un romano.
di Play on words il 18 Novembre 2008 alle 15:52http://www.corriere.it/cronache/08_novembre_18/rumeno_travolto_e_ucciso_a0a7536a-b551-11dd-b26d-00144f02aabc.shtml
Il nostro non è l’unico leader a fare gaffe su Obama:
di Anonimo il 19 Novembre 2008 alle 16:01http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/esteri/200811articoli/38352girata.asp
Me ne parlava ieri sera il Ferocissimo Direttore, e vorrei segnalarlo a tutti i lettori: tra loro ci sarà chi è interessato all’esperienza.
http://www.repubblica.it/2008/11/sezioni/esteri/soviet-park/soviet-park/soviet-park.html
di Meanwhile, back in communist Russia il 19 Novembre 2008 alle 16:03Io ci sono stato. Quando ti danno il rancio è fenomenale.
di Ohio. il 19 Novembre 2008 alle 18:44di Hai paura del buio? il 21 Novembre 2008 alle 14:11