Vogliono trasformarci in casseurs?

in "L'Originale Miscellanea di Slipperypond."

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L’estate fiorentina. Non solo Fi-esta e Italia Wave, ma anche nuovi locali, vecchie iniziative sotto nuove etichette, facce anch’esse vecchie e idoli magari nuovi. Dopo la ormai celebre combo Slipperypelù nei locali di novaradio, questo post era nell’aria.
Marietto “Patema” Baluganti, personaggio di spicco della Firenze prima punk e poi new wave (appena gli furono ricresciuti i capelli sui lati), ci ha inviato questa lucida analisi dell’estate fiorentina attualmente in corso, che volentieri pubblichiamo.

Vogliono trasformarci in casseurs: tre prove inconfutabili.

1) Tre settimane fa circa. Procedo da S.Ambrogio verso il centro. Passando sotto la Loggia del Pesce, quel loggiato che prelude al mercato antiquario, non posso fare a meno di notare che qualcuno vi ha piazzato sedie da giardino e tavolacci, vi ha tirato su un baretto e si prodiga nel distribuire bevute e musica d’atmosfera.
Rallegrato nel profondo del cuore, mi avvicino con le migliori intenzioni – “finalmente qualcuno fa qualcosa!” – e per quanto squattrinato decido di prendermi una bevuta, per finanziare questa nuova preziosa iniziativa e godermi in anteprima la piacevolezza del luogo.
Mi sporgo al bancone. Chiedo un mojito.
In tutta risposta mi viene presentata una provetta…

Una provetta di mojito. A occhio cinque, sei centilitri di bicchiere.
- Otto euro.
- [bestemmia possente]
- Eh, sai, il mojito costa di più perché c’è da lavorare…
Da mettere la menta. Il lavoro è mettere la menta. E poi cosa ti giustifichi…me ne vado che mi frizzano le mani.

2) MUV: la Firenze dell’elettronica. La prima cosa che noto salendo verso Villa Strozzi sono le lucciole. Migliaia di lucciole, animaletti che notoriamente alla minima presenza di PM10 crepano all’istante, nel bel mezzo a Firenze dove la composizione dell’aria è (dati OMS) 31% azoto 10% CO2 6% ossigeno 40% PM10 13% sudore alcolico di americana. Ovviamente ce le hanno portate. Penso che, se da un lato non sarà bellissimo veder morire 50’000 lucciole nel giro di tre giorni, dall’altro se tanto tanto quella sera uno conosce la sua anima gemella, e poi copula nel bosco, certo è che sarà una serata indimenticabile, con tutte quelle lucine. Poi scopro che costa nove euro, che è un tamarrodromo (ergo niente anima gemella) e soprattutto che è il banco di prova per una strategia geniale, che credo dobbiamo a quel diavolo (o dialogo?) di Piero: dopo secoli di collaudato schema supporter—>star, il MUV inaugura uno spiazzante schema inverso: i gruppi bravi subito, quando non c’è nessuno, e la robaccia dopo. Di certo risolve il problema dello sfollare il locale per tempo. Sfollo me stesso in mezzo alle lucciole già agonizzanti.

3)
Concerto di un gruppo modernissimo, i biondo rosso testa. Hanno una driade giapponese alla voce e due gemelli magri a suonare. Usano moltissime basi, non hanno il basso, e sembrano un mix tra i Sonic Youth, i Blue Foundation e i Pixies ma prodotti dal fonico dei Mum. Suonano poco, a occhio tra i sette e i settantanove minuti, ma danno al pubblico quello che vuole. Nel flyer c’è scritto: “e dopo, dancefloor.”
Finisce il concerto. Cerco il dancefloor. Non lo vedo. Poi capisco che ce ne sono ben due. Due gazebo con uno stereo dentro. Non voglio fare il
nichilista ad ogni costo e mi avvicino. Un basuso fa gli occhi dolci alla barista e per ganzeggiare non trova di meglio che chiederle un negroni ma con la vodka al posto del gin e il martini bianco al posto del campari. Tremo, compro i miei 20cl di birra a cinque euro e me ne vado indignato. Sono ancora in tempo per scoprire che la *navetta gratuita* fa un tragitto di dieci metri e ti molla all’altro piazzale delle Cascine. Dove naturalmente devi avere la macchina. Mi avvio verso il centro a piedi, disperato.

Il fatto è che noi giovani abbiamo un disperato bisogno di intrattenimento e alcol a buon mercato (o anche solo di alcol a buon mercato), e ci trattano così. Voci di corridoio dicono che l’anno prossimo ci pensa Ghigo. Vedremo che succede.


  1. E io che mi lamento di Lucca…

    di enricoaka balder aka ciumeo aka aka

  2. Il problema è che -essendo l’estate fiorentina organizzata da Piero- ogni cosa deve essere ricondotta alla teoria dello “spirito-o-o libero-o. Sto contento-o quando mi balli dentro”, ossia non dobbiamo più cercare la felicità al di fuori di noi, ma solo dentro.
    Stessa cosa per “Qui niente male-a-a-a, l’eterno funerale”, che è un sistema di cose del tutto sorpassato per il giovane di inizio millennio, al contrario invece della weltanshaung derivante dal motto “giro di notte con le anime perse” (El Diablo) che invece ancora vale, viste le peregrinazioni notturne del nostro Illuminato del Quartiere, con il quale naturalmente condivido la teoria delle lucciole importate dall’estero.

    di Il Feroce Direttore.

  3. Qualche dato sul Muv.
    I flyer parlano di un innovativo luogo “di contaminazione” cittadino. In realtà anche al Muv ci sono le stesse persone che vediamo ovunque in città, oltretutto assolutamente incontaminabili tra loro (o, se contaminabili, lo sarebbero state anche senza Muv, potete scommeterci.)
    L’unico dato positivo della rassegna è che il Muv ha luogo in un posto molto buio, e questo è un bene. Anche se al buio tutti (tutti) si confondono e non è piacevole aguzzare la vista alla ricerca di qualcuno, trovarlo e osservarlo/a tutta la sera al fine di vedere cosa combina quando tu non ci sei, e poi rendersi conto che si tratta della persona sbagliata.

    Come dice il buon Illuminato, il Muv viene subito dopo l’esperienza fiorentina della Stazione Leopolda, e devo ammettere che le differenze tra i due luoghi sono minime. Sotto questo punto di vista ho quindi grosse difficoltà a spiegarmi cosa faccia sì che io -nonostante il buio e i cessi intasati- penda decisamente per il Muv, quando si tratta di esprimere una preferenza.

    di Gab the Muv.

  4. eh eh

    di Venusia Valcani

  5. In questo quadro di festival del cazzo e baristi “cercosi di ereui” l’Asia Market nei pressi di Santo Spirito con la sua Moretti 66cl gelata a euro 2.30 si staglia sempre più nel firmamento dei grandi simboli di Giustizia Proletaria.
    El Chino rulz.

    di Il Corrispondente

  6. se il Feroce Direttore mi permette, Weltanschauung

    di Il pignolo lettore

  7. Me ne sono accorto troppo tardi. Comunque grazie.

    di Il Feroce Direttore.

  8. Una puntualizzazione. Il borsino del Morettone da 66cl presso l’Asia Market è estremamente volatile: dagli euro 1,60 di qualche settimana fa si è passati, forse per invogliare con un prezzo-civetta i newbie santospiritini, a concorrenziali 1,50 euro.

    Non siamo certo ai livelli del toto-prosecco (il cui prezzo varia di sera in sera a seconda del tasso di umidità, dell’affollamento del bar di turno, dell’umore del barman, indipendentemente dall’esercizio preso a campione), ma poco ci manca.

    di Il Puntiglioso Redattore

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