Joanie Loves Chachi, Chachi Loves Sofas.

in "L'Originale Miscellanea di Slipperypond."

D’Oltreoceano la mia cara Nipote mi informa che il 15 luglio p.v. il prestigioso palinsesto del canale via cavo VH1 verrà arricchito dall’ennesimo brutto programma televisivo. Uno dei tanti reality show palesemente finti con protagonisti celebrità di mezza tacca. In questo caso, una ex-celebrità di mezza tacca: Scott Baio. Scott Baio era Chuckie Arcola. Sì, avete indovinato (mi rivolgo ai numerosi nerd nostri lettori che hanno risposto ad alta voce), il  cugino di Fonzie nella memorabile serie Happy Days. Il reality - dall’eloquente titolo di Baiowatch - parte da una constatazione: Baio ha vissuto una gioventù da Don Giovanni, schiavardando donne bellissime grazie alla sua effimera notorietà come idolo delle giovanissime; come mai a 45 anni è ancora single? La missione del programma è fargli superare questo blocco che gli impedisce di impegnarsi sentimentalmente. (Vabè).

Per sfruttare l’ondata di pubblicità, Baio fa uscire ora una sua autobiografia - operazione tanto più bieca e spregevole se si pensa che il libro si fonda solo su un memoriale delle più boccaccesche delle avventure galanti dell’attore. E fin qui, niente per cui l’occupatissimo uditorio di Slipperypond debba degnarsi di perder tempo.

Non sottolineeremo troppo alcuni aneddoti interessanti della biografia, tipo quando la cinquantasettenne Liza Minnelli gli ha chiesto gentilmente un po’ di sperma per far inseminare un ovulo da impiantare nell’utero di chissà chi (motivazione della richiesta: sei un bell’italianone pieno di talento e voglio figli come te). Né rifletteremo troppo sulla rivelazione, pure sconvolgente, che essere famosi significa anche scoprire a proprie spese che ricevere biancheria intima da delle fan non è così bello come possa sembrare, specie se le fan in questione credono fermamente nei fluidi corporali come sigillo di un amore (e qui mi fermo). Lasciate però che il cronista esprima l’ammirazione per un uomo tanto sensibile che quando l’allora compagna Pamela Anderson gli ha annunciato di volersi gonfiare ancora le tette ha avuto la lucidità di capire che Pamela pensava ormai come una star di Hollywood ed era finita tra loro (anziché festeggiare con schiamazzi e raudi fischioni come più d’uno in questa redazione avrebbe fatto).

Ma veniamo a noi. Chuckie Arcola in Happy Days era fidanzato con Joanie Cunnigham (bravi!) interpretata dalla sbarazzina Erin Moran (ah ma siete bravissimi). Una storia tra adolescenti con un tale potenziale che i produttori puntarono persino su uno spinoff intitolato Joanie Loves Chachi, cassato senza ripensamenti tra lanci di ortaggi dopo una sola stagione, e perciò mai giunto sugli schermi italiani (Deo gratias).

Nella vita reale, Scott ha perso la verginità con Erin Moran. Anzi no, con un divano. Su cui era distesa Erin Moran. Nella foga del momento, Baio si è abbandonato con trasporto all’amplesso, solo per scoprire presto (ma non proprio subito) di essere accolto tra le lascive pieghe dei cuscinoni del sofà. Un episodio terribilmente prosaico, che egli stesso racconta. E un errore che noi di Slipperypond quando perderemo la verginità speriamo di evitare.

Perché vi racconto questo? Un po’ perché ormai Slipperypond si occupa solo di donne nude, calcio e gossip pruriginoso. Un po’ perché via ammettetelo, il cugino di Fonzie che chiava un divano fa ridere.

Ma soprattutto perché il fatto che Scott Baio se la facesse con Erin Moran nella vita come sul set vuol dire solo una cosa: Happy Days era un documentario, e tutto quello che avete visto era vero. La verità è stata tenuta segreta come il vero nome dell’omicida di Kennedy, i cadaveri alieni in Arizona, la ricetta della Coca-Cola. Ma ora esce fuori per caso dalle confessioni umilianti di una squallida celebrità di second’ordine.

A Milwaukee c’era davvero un meccanico semianalfabeta di origine italiana, alto un metro e venti ma temutissimo da tutti, che a 40 anni ancora faceva il bullo con i liceali e portava le diciassettenni al drive-in. E che aveva un cugino che chiavava divani. Una figura tristissima su cui tante generazioni – compresa la mia - hanno costruito la propria idea di coolness. Auguri di miglior fortuna alle generazioni future.

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Appendice. Ok, ormai vi conosco abbastanza da sapere che la storia dei fluidi corporali vi ha lasciato curiosi, la trovate qui alla voce “On being a teen heartthrob”.


  1. Appena pubblicato l’articolo, apprendo della gioia del Puntiglioso nel ricevere il proprio divano Ikea.
    Spero non si sia fatto strane idee.

    di Il Corrispondente dal Contado

  2. Dopo la lavatrice e il microonde mi ero stancato di storie che durano solo un giro di timer. Finalmente una relazione stabile.

    di Il Puntiglioso Redattore

  3. Caro Slipperypond, scrivo per fare un pò di chiarezza sull’argomento poiché anche io -come Scott Baio- ho fatto più volte sesso con un divano (così come anche con la variante “due materassi uniti” o “cuscini stretti tra loro”, per quanto temo che il risultato non cambi, specie in termini di autostima.) Infatti si tratta di una abitudine assai logorante e dura da sostenere, ma che -come una droga- rende impossibile qualsiasi altra relazione: poco da ridere.
    Per la cronaca al liceo avevo un amico che usava concedersi rapporti piuttosto intimi con vasetti di yogurt Danone (al tempo era lo sponsor della Juve e questo aumentava l’eccitazione) o (ben più costoso) con bracioline ancora da friggere (l’atto -mi è stato detto- le rendeva infriggibili, poi) Un ragazzo con il quale giocavo a calcio era un asso nel fare sesso con i termosifoni (pensate comunque che parlo degli anni ottanta, anni in cui i termosifoni avevano gli elementi distanziati tra loro; questo lui ci tiene che lo dica.) Niente da ridere perché queste persone adesso sono:
    a) un avvocato,
    b) uno psichiatra dello sviluppo (giuro),
    c) un architetto d’interni.
    …e potreste ricevere la loro visita in ogni momento.

    di Anonimo.

  4. Ero convinto che Chachi fosse il nipote di Fonzie, subentrato a “Spadino” così come il cinese subentrò a Alfred (il gestore di Arnold’s), ma mi sbagliavo: anche l’Happy Days fans club lo presenta come cugino… Mah! Comunque oggi Spadino è così: http://www.happydaysfanclub.com/ita/spike.jpg
    Per Anonimo: ok le bracioline, ok il termosifone, ma il vasetto dello yogurt non è troppo largo? O erano quei vasetti tipo Dan-up?
    Io comunque resto affezionato alla rassicurante stupidità di Ralph Malph.
    Bon, sono un po’ stanco: vado a buttarmi sul divano…

    di Antonello Da Messina

  5. Si noti che nella versione italiana misteriosamente Richie diventa Ricky e Chachi diventa Chuckie. Nemmeno fossimo in Corea, dove Chachi vuol dire pressappoco “cazzo”.
    Curioso infine il fatto che l’amica di Joanie in italiano fosse chiamata con un nome che suonava tipo “Jenny Picalo”. Ho sempre pensato si scrivesse Picalow, invece era (udite udite) Jenny Piccolo. Nello scrivere questo articolo l’ho scoperto (lode a Wikipedia), rivivendo le emozioni di quando anni fa (non poi tanti) sono venuto a sapere che quella canzone di Little Richard non diceva qualcosa in inglese (ciulifruli, chuly frooly, choolley froollee) ma Tutti Frutti (Oh, Tutti). Oggi grazie a Google scopro che non dice nemmeno Abam bam baluba balam bem bom bensì un molto più sensato A-Wop-bop-a-loo-lop a-lop-bam-boo.
    Certo sono uno che fino a 16 anni ha creduto che i Beach Boys cantassero “Oh babburèèèèè!”, e non Barbara Ann (meglio babburè).
    Nonostante ciò, non mi sono mai congiunto carnalmente con dello Yomo.
    (I maligni dicono che sia lo Yomo che non mi ha mai voluto).

    di Il Corrispondente dal Contado

  6. Ricordo chiaramente che sul “Corriere dei Piccoli” il tipo che si occupava della sezione TV, nei riassuntini, chiamava sempre Potsie
    (http://www.happydaysfanclub.com/ita/anson.jpg) “Pozzi,” tipo cognome.
    E ricordo anche che Pozzi non si sarebbe riuscito a trombare neanche un divano.

    di L'Illuminato del Quartiere

  7. Sui siti anglofoni scrivono Jenny Piccalo, con la A. E comunque sulle traduzioni “fantasiose” si potrebbe scrivere un’enciclopedia. Limitandosi ai nomi, Moe, il barista dei Simpson, diventa Boe; così come Callahan diventa Callaghan. Sconcertante.
    Ancor più sconcertante che non sia mai riuscito a trovare non dico in videoteca, ma neppure su e-mule, un misero episodio di Stanford & son. Ma dove va il mondo…?

    di Antonello Da Messina

  8. Vero, ho notato. Ma in diverse pagine di wikipedia si ha la lectio facilior, Piccolo: http://en.wikipedia.org/wiki/Cathy_Silvers
    Vero anche che tanti sono i casi di adattamenti bizzarri, basta prendere il Mereghetti e dare un’occhiata ai titoli originali di film anche famosi. Ultimo caso celebre ed eclatante, “The Eternal Sunshine of the Spotless Mind”-> “Se mi lasci, ti cancello”. Dal titolo italiano uno si aspetta di trovarci dentro Boldi e la Falchi.

    Chiudo dicendo che il prossimo pezzo di un gruppo a noi caro non potrà non intitolarsi Moana Potsie.

    di Il Corrispondente dal Contado

  9. Però sulla stessa pagina di wikipedia c’è un link esterno dove scrivono Piccalo: http://www.imdb.com/name/nm0799001/
    Anche se, tutto sommato, potremmo raggiungere un accordo all’insegna del chissenefrega. Siamo pur sempre italiani: onoriamo dunque le nostre tradizioni!
    Comunque, nell’attesa di rivedere Stanford & son (non sarò l’unico che se lo ricorda, spero), vado a provare la fodera nuova del divano. Buonanotte.

    di Antonello Da Messina

  10. Siete veramente dei gini. Scarsissimi! Lo sanno tutti che i Beach Boys cantavano “Baba-bwre,” e in ogni caso i Duran Duran sono molto più giusti.

    di Lucido

  11. Elevo il Corrispondente del Contado a mio redattore preferito.

    di giampiero

  12. Erin Moran indemoniata? Stava per succedere

    http://www.repubblica.it/2007/07/sezioni/persone/erin-moran/erin-moran/erin-moran.html

    di Il Corrispondente dal Contado

  13. Il fatto che Repubblica parli di Erin Moran proprio in questi giorni non fa che sottolineare una volta di più il fiuto giornalistico del nostro Corrispondente.

    di Il Puntiglioso Redattore

  14. tu tocchi la storia e offendi i fans di una gloriosa serie che ha fatto la storia.le tue opinioni(stronzate)perche’ dici solo quelle toccano i fans del serial ricordo che baio e’ stato anche in un medico in corsia,e sul fatto della sfera privata,tu pensa alla tua prima di giudicare gli altri!

    di luca

  15. tu tocchi la storia e offendi i fans di una gloriosa serie che ha fatto la storia - Che Happy Days sia Storia della TV è pacifico, e non mi pare di aver detto il contrario. Per il resto, sarò un inguaribile ottimista ma continuo a sperare che non siano molte le persone che si offendono leggendo poche righe palesemente ironiche su di un telefilm.
    le tue opinioni(stronzate)perche’ dici solo quelle - touché!
    toccano i fans del serial ricordo che baio e’ stato anche in un medico in corsia, - da parte mia, ricordo invece che l’interpunzione è regolata da una serie di collaudate convenzioni studiate appositamente per rendere più chiara la comunicazione scritta. Ricordo altresì che Baio è stato anche protagonista di Charles in Charge, ma resta il fatto che ha ammesso egli stesso di essersi chiavato un divano. Se poi il problema è lo status di “celebrità di second’ordine” che gli attribuisco, non credo di dover evidenziare che la stessa pubblicazione di un libro del genere conferma che come celebrità Scott Baio non è certo una figura di primo piano nel Jet Set americano.
    e sul fatto della sfera privata,tu pensa alla tua prima di giudicare gli altri! - Mi preme osservare che nel momento in cui Baio scrive un libro sui fatti suoi, li rende pubblici intenzionalmente e li sottopone al dibattito della comunità, per cui Slipperypond non sta ficcando il naso nel privato di nessuno. Quanto a me, sarai felice di sapere che rifletto molto spesso sulla mia vita privata. Nella fattispecie penso di poter confermare (ma vado a braccio) che non mi sono mai trombato suppellettili di sorta.
    Infine se mi permetti, Caro Luca, visto che dell’innocente e guascona ironia su di una serie TV solleva in te un tale livore, ti inviterei garbatamente a riflettere un po’ anche sulla tua vita privata.
    Con la speranza di aver conquistato un lettore alla sempre aperta comunità di Slipperypond.
    Cordialità,
    CdC

    di Il Corrispondente dal Contado

  16. Grande Corrispondente dal contado! Sei un mito!!!
    Ti vogliamo sempre così!

    di Giampiero

  17. La città di Milwaukee (che io per comodità ho sempre pronunciato “Migliuochi”) ha promesso di dedicare (finalmente) una statua in bronzo al nostro Fonzie. Servono 85 mila dollari, siamo a 45: forza!
    http://www.repubblica.it/trovacinema/pop_gallery.jsp?idContent=333566&i=0

    di Antonello da Messina

  18. http://www.repubblica.it/trovacinema/pop_gallery.jsp?idContent=333566&i=1

    l’ottima redazione di repubblica (enfatizzo le minuscole) si distingue anche dalle piccolezze

    di Il Puntiglioso Redattore

  19. “Mi chiesero di fare Grease, ma rifiutai”. Firmato Henry Winkler. Dal Corriere.it:
    http://www.corriere.it/spettacoli/07_dicembre_20/fonzie_grease_23b34178-af00-11dc-8fe5-0003ba99c53b.shtml
    (sperando di non sballare l’impaginazione).

    di Antonello da Messina

  20. Pronta la statua. E dallo stesso articolo scopro che in origine Fonzie si sarebbe dovuto chiamare Carmine Ragusa:
    http://www.corriere.it/spettacoli/08_agosto_19/fonzie_mania_happy_days_statua_milwaukee_876f9304-6db1-11dd-8a0c-00144f02aabc.shtml

    di Antonello da Messina

  21. È sempre bello vedere che il Corriere segue con attenzione le fasi dei lavori per il monumento.
    Certo che a chiamarlo Ragusa, il soprannome “the Rag” sarebbe stato un po’ bruttino. (non che the Fonz sia granché, per carità).

    di Il Corrispondente dal Contado

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