Rave me tender – il Teknival in dieci discipline

in "L'Originale Miscellanea di Slipperypond."

teknival
Sono le 8:20 del 14 agosto quando ricevo una chiamata dallo yacht del Feroce Direttore, attraccato al largo di Cala Mandriola:
- Che fai?
- Stavo aggiornando personaggi precari
- Ah, non Slipperypond, eh? Ho un lavoro per te.
- Ehm… Stavo giusto finendo un pezzo sulla seconda serie degli Exogini…
- Basta con questi anni ’80..! Vogliamo passare per nostalgici? Slipperypond è una rivista con-tem-po-ra-ne-a!
- Lo faccio sui Gormiti?
- Macché Gormiti. Stiamo perdendo anche la nostra vena musicale. Musica contemporanea! Mi devi fare un pezzo su questo Teknival che c’è a Pinerolo.
- Beh, l’esperto di musica sei tu…
- Per analizzare un evento del genere servono anche competenze sociologiche.
- Manda il Corrispondente dal Contado! Hai visto che lavoro ha fatto sui paninari…
- Senti: sei l’unico qui dentro che può considerare 20 e più ore di techno a 150 decibel in mezzo alla polvere e ai cani come qualcosa di divertente…Sbaglio?
Venti minuti dopo ero sull’Intercity per Torino.

rave Disclaimer: i free party esistono da una quindicina d’anni, oggi è solo che se ne sono accorti anche i mass-media (come ad esempio Slipperypond). Va da sé che finora sui free party sono state dette molte cose, quasi sempre sbagliate. E’ quindi facile scadere nel luogo comune o nell’apologia: per questo mi immedesimerò in qualcuno che non è mai stato a un teknival e cercherò di analizzare l’evento andando con ordine, per discipline.

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I-Cronaca
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Nei_giorni compresi tra venerdi 10 agosto e giovedi 16 agosto si è svolto a Baudenasca, nei pressi di Pinerolo, il Téknival 2007. Il luogo scelto dai raver è stato l’ex ballatoio della caserma Nizza Cavalleria.
Per Téknival si intende un rave party di enormi dimensioni, al quale prendono parte molte delle “tribe” più importanti del panorama musicale underground.
Come da prassi, il luogo della kermesse è stato reso noto solo all’ultimo momento. I primi giovani sono arrivati sul posto nella notte di venerdì. Sabato sera le presenze erano già dodicimila circa, per toccare una punta stimata di trentamila nella notte di ferragosto. Tra i partecipanti la festa, la metà circa erano italiani; tra gli stranieri, netta predominanza francese e una discreta presenza di tedeschi, spagnoli, olandesi e cechi.
La festa, nonostante l’assenza di servizi e regole, e l’afflusso senza precedenti, si è svolta nella massima armonia: non si è segnalato alcun incidente, nessun episodio violento e nessuna emergenza sanitaria. Solo una ventina gli arrestati, per lo più per possesso di stupefacenti.
Nonostante l’isteria mediatica che ha accompagnato l’evento, la popolazione del luogo ha accettato la cosa alternando curiosità e fastidio, stupore e tolleranza; qualche politico di destra ha gridato all’allarme ma è stato smentito dai fatti, mentre il sindaco di Pinerolo, pur mostrando di non gradire la cosa, si è mostrato persona responsabile fornendo autobotti e bagni chimici.

II-Storia
Non è questa la sede per discutere la storia dei free party (ci vorrebbe un articolo intero, e molte questioni rimarrebbero comunque aperte): basti sapere che la faccenda comincia una decina di anni fa, che le soundsystem le inventarono i giamaicani, mentre la tekno moderna nasce a Detroit, che il movimento rave era stato dato per morto già da quattro-cinque anni e che il teknival dello scorso agosto aveva avuto luogo nel pavese. Per approfondimenti vi rimandiamo ai seguenti link.

http://en.wikipedia.org/wiki/Teknival

http://en.wikipedia.org/wiki/Free_tekno

http://shockraver.free.fr/home.htm

http://en.wikipedia.org/wiki/Spiral_Tribe

III-Geografia
pinerolo
La location scelta non è certo un paradiso: si tratta della zona attigua alla caserma Nizza Cavalleria, una spianata da esercitazioni che alterna prati brulli, boschetti ad acacie e l’argine di un fiume. Da un lato cade subito l’immagine di violatori della natura incontaminata affibbiata ai raver da parte di alcuni organi di stampa, dall’altro appare innegabile che il costo della ripulitura non sarà irrisorio, e sarà sostenuto dalla collettività.
Il luogo era già stato teatro di un teknival, seppur di dimensioni minori, nel 2005. Pinerolo città dista qualche chilometro. La popolazione si mostra molto meno incattivita di quanto la dipingano i giornali. Notiamo anzi una certa curiosità: non solo i negozianti e i passanti chiedono, si interessano, esprimono dubbi e perplessità, ma molti vanno a constatare di persona cosa stia accadendo. Un paio di baristi spiccano per la loro attitudine “pro-rave,” sicuramente c’entra il volume di affari moltiplicato, ma un ruolo ce l’ha anche lo scoprire che il teknuso non è il vandalo assetato di sangue di cui parlano i giornali ma (solitamente) una persona piuttosto allegra e gentile. Carabinieri, polizia e finanza controllano a distanza, dedicandosi per lo più alla perquisizione delle auto.

IV-Urbanistica
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La prima cosa che colpisce del teknival 2007 sono le dimensioni (nella foto non se ne vede che una parte). Proprio mentre si discute da tempo della fine del movimento, il movimento dà vita alla sua festa più grande. Il baccanale si estende per qualche chilometro, con vari punti-chiave. Sostanzialmente si tratta di una vera e propria città artificiale: il progressivo piazzamento di bancarelle, furgoni e auto crea le strade; le soundsystem più grosse fungono da piazze, i boschi punteggiati di tende e furgoni sono i sobborghi. Alcune soundsystem, come quella degli Hazard Unitz, colpiscono per potenza e grandezza: a vedere questi muri di casse alti quattro o cinque metri e lunghi trenta, non possono non venire in mente le economie di scala, spostate dall’industria manifatturiera alla tekno.

V-Economia
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Ogni città ha una sua economia. Quella del teknival è una microeconomia, che ricorda da vicino i suq delle città nordafricane. Ovunque spuntano banchetti che vendono di tutto, dalla bottiglia d’acqua ai monili, dal cous-cous alle sostanze stupefacenti. Alcuni offrono un singolo prodotto, come il banchetto della frutta, altri cambiano businness con l’evolversi della festa: Marianna, trentadue anni, da Perugia, alle 19:30 vende hamburger; venderà speed alle 23:00 e caffè e buondì alle 8:00. C’è pure un tipo che vende una moto. Colpisce vedere banchetti che espongono cartelloni con listini del tipo “Speed: 10 EU – MDMA(capsule): 10 EU – Ketamina: 35 EU,” e non tanto perchè non siamo soliti vedere sostanze illegali vendute come zucchine al mercato, ma anche per i prezzi popolari a cui vengono vendute. Non c’è grande speculazione nello spaccio, al teknival: basta osservare la perizia con cui il tipo della ketamina prepara le buste, mostrando preciso ad ogni cliente il peso della tara, per capire che il suo atteggiamento è quello di chi sta svolgendo un servizio. Liz, ventiquattro anni, belga, vende cristalli di MDMA: mezzo grammo, 30 euro. “Quanto ci guadagni?” “Poco, mi rifaccio le spese del viaggio e qualche extra.”
C’è spazio per un po’ di imprenditoria, sia reale (Renée, francese, vende abiti di sua creazione; Sara e Teo, romani, stupendi braccialetti d’acciaio forgiati in casa) che ironica (un tipo ha inventato il “turbonose,” una specie di aspirapolvere in miniatura: “il regalo perfetto per chi pippa troppa speed,” ci spiega).

VI-Politica
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E’chiaro che una manifestazione sudicia e chiassosa in cui si consumano sostanze illegali e in cui sostanzialmente ognuno fa quel che gli pare (anche giocare impunemente a Street Fighter II, come documenta questa drammatica immagine) non sia troppo gradita dalle istituzioni. E’ anche vero, però, che il fatto che un motore a sostanze chimiche da decine di migliaia di persone giri per sei giorni senza alcun incidente, dovrebbe quantomeno portare a riconsiderare l’effettiva dannosità di alcune di tali sostanze (Lancet lo ha fatto, i giornali italiani pare di no). Quella delle droghe pare comunque una facile scappatoia per criticare: del resto un po’ tutti si sono ormai resi conto che nella società contemporanea le droghe sono ovunque, e qui è solo più visibile che allo stadio, in discoteca o in parlamento. Alcuni tra i critici della manifestazione se ne rendono conto e preferiscono puntare il dito sulla sporcizia (Innegabile. Ma indignarsi per qualche sacco di spazzatura in un campo quando tutte le città italiane sforano il limite di PM10 diventando di fatto conche cancerogene non appare quantomeno grottesco?) o sull’assenza di misure di sicurezza (questa, pure, è vera, ma una misura di sicurezza c’era: il rispetto. Al teknival se qualcuno anche solo ti sfiora, è subito tutto uno scusarsi, un darsi la mano, un offrire un sorso d’acqua o un tiro di sigaretta o di canna. Rispetto reciproco: ecco qualcosa di veramente sovversivo).
Se le critiche da destra non stupiscono, danno più da pensare quelle da sinistra. Il rave non è sgradito solo a quella sinistra che, per necessità di governo e logiche di potere, diventa molto simile alla destra (specie nel mostrarsi legalista coi deboli e garantista coi potenti): anche quella sinistra cosiddetta “radicale,” in teoria vicina a qualunque movimentismo, dura fatica a capire questa storia dei rave. A pensarci bene, però, è piuttosto ovvio: il marxista – o il postmarxista – non è in grado di spiegarsi un movimento che rifiuta aprioristicamente una logica di cambiamento: l’utopia tekno è “qui e ora” e non ha pretese di cambiamento del sistema che rifiuta. La festa è qui, e quando finisce, tutti a casa. La tekno crea la sua area di utopia, non cerca proseliti, non vuole la rivoluzione: la sua rivoluzione c’è già, e dura una notte (o sei). Aggiungiamoci che il movimento tekno rifiuta violentemente un’etica del lavoro ancora ben radicata nell’estrema sinistra, e la frittata è fatta: è evidente che dal punto di vista di chi ha una formazione marxista questo non può essere un movimento “politico.” Eppure lo è: il teknival pur non volendolo essere è una manifestazione antiproibizionista, e una dimostrazione di democrazia diretta (o di pirateria sociale, a seconda dei punti di vista), dal momento che grazie alla volontà di una massa di persone, vengono fissate temporaneamente nuove leggi alla faccia del “sistema.”
Volendo dare etichette, il movimento tekno è senz’altro collocabile nell’area dell’anarchismo, ma è un anarchismo per nulla incazzato, mistico senza essere misticheggiante, individualista e collettivo insieme, edonista e sensuale ma non sessuale (non si può non notare la generale monogamia del teknuso). I testi filosofici che più si avvicinano alla weltanschauung del movimento tekno sono Walden di Thoreau e T.A.Z. di Hakim Bey, ma voler trovare un collegamento diretto sarebbe una forzatura. Dice Marek, 24 anni, operaio, madre italiana e padre serbo: “Quello che ci interessa è fare baldoria, creare almeno per una sera un’alternativa alla pappa pronta e velenosa che ci vogliono imporre. Ho preso due giorni di ferie per venire qua da Vienna, dove lavoro. Le droghe? I bar di tutta Europa spacciano ogni giorno una droga pesante che da sola fa mille volte più morti di tutte le droghe chimiche messe insieme.”

VII-Chimica
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Il teknival non esisterebbe senza droghe. Stimolanti e allucinogeni sono il nocciolo della questione almeno quanto la musica. Spiega Erik, da Grenoble: “Il legame tra sostanze e movimento tekno non è casuale. Non dico che non si possa apprezzare la nostra musica senza certe sostanze, ma è innegabile che tra MDMA, speed, e musica tekno c’è una sinergia profonda, che è fin troppo ovvia a chi ha provato e che rimarrà ignota a chi non lo ha fatto.”
Le droghe intorno a cui gira il teknival sono fondamentalmente quattro (anche se non mancano oppio e coca, sono meno definitorie): mdma, lsd, speed e ketamina. I ruoli di ciascuna sono piuttosto definiti: l’mdma è la droga per ballare per eccellenza: la sua diffusione che accompagna la nascita del movimento, e il suo effetto empatogeno contribuisce a creare il clima da fratellanza universale tipico del free party. L’lsd potenzia gli aspetti mistici (già il suo creatore, Albert Hofmann, spiegava che l’lsd riproduce le sensazioni ottenibili dopo un ventennio di pratica intensiva di meditazione trascendentale), la speed non è che carburante: metanfetamine per stare svegli, sopportare la fatica e ballare a oltranza, anche quando l’mdma, che dura solo cinque-sei ore, cala. La ketamina, un anestetico veterinario riscoperto dal popolo dei rave (dopo John Lily) dissocia e crea nuove significanze (per alcuni, come Margherita, ventisei anni, ricercatrice bolognese, “sostituisce l’lsd: mi dà quella profondità mistica che cerco nell’esperienza senza farmi star fuori per otto ore,” per altri, come Elena, diciannove anni, dalla Val di Pesa, “è il succo di tutta l’esperienza: trasforma il ballo in un’esperienza trascendente, spazializza la percezione del proprio corpo, e al tempo stesso fonde la mente con l’ambiente circostante”.) Tutti si mostrano piuttosto competenti e consapevoli riguardo milligrammi, controindicazioni, interazioni ed effetti.
Le canne non sono che un ovvio intercalare, neanche si notano. Si nota invece l’assenza di alcool (unica eccezione, l’assenzio che un anziano nomade molto poco tekno ci offre da un bottiglione d’argento), che si presenta solo sotto forma di birre fresche, di solito accompagnate da frutta e panini: “cerchiamo sensazioni,” spiega Rex, scozzese ventiquattrenne, “sarebbe assurdo assumere una sostanza come l’alcol, che le riduce e le ottunde”. Per ogni utente consapevole come Rex c’è anche un Pierre: “non sto troppo a calcolare cosa prendere, sono qui per sfasciarmi, haha.” La tendenza è il cocktail, ma ci sono anche i puristi: Matteo, ventotto anni, impiegato a Trento, assume solo LSD: “cerco un’esperienza innanzitutto estetica.”

VIII-Estetica
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L’esperienza estetica, va detto, c’è anche senza allucinogeni. Se si riesce a guardare oltre gli aspetti più superficiali (la polvere, i cani, i cumuli di sacchi di spazzatura, la gente addormentata per terra), il teknival ha una caratterizzazione estetica molto forte. A modo suo ha classe, pochi discorsi. Sta tra Mad Max e Ken il guerriero, tra il cyberpunk e l’hippy, tra il primitivo e l’iperurbano. Quello che esce dalle sound (a onor di cronaca si ricorda che a Pinerolo abbiamo sentito diversa robaccia ma anche molta musica elettronica di qualità eccezionale) è figlio tanto dei tamburi voodoo quanto dell’inesorabile filiera produttiva fordista. Anche la gente contribuisce all’effetto complessivo: se la direttiva principale è “fai come ti pare” (e infatti si va dallo splendore di una cybervenere al peggio tamarro in canotta), spicca una notevole personalizzazione individuale pur all’interno “direttive estetiche di movimento,” e complessivamente bisogna ammettere che, no, il popolo del teknival non è cattivo, sporco e brutto: è bello. Naike, ventitré anni, “studentessa in vacanza perenne,” parigina, ammette candidamente di “dedicare molto tempo alla cura del proprio aspetto fisico.” Oggi l’estetica rave stupisce meno che dieci anni fa, ma ha saputo rinnovarsi ed evolversi, rimanendo bella.
Ed ecco la questione chiave.
La questione chiave, quello che i giornalisti non vi hanno detto, probabilmente solo perché se ne erano andati prima, è che quello che alcuni hanno definito “mefitico catino” (e lo è), di notte, quando le decine di soundsystem iniziano a sparare al massimo e le luci stroboscopiche si fanno lame nel buio, quando ogni singolo DJ cerca di dare il meglio di sé e tutti i ragazzi escono dalle tende, dalle auto, dagli accampamenti raffazzonati e dal bosco per piazzarsi sottocassa, e tutto prende a battere all’unisono, il teknival diventa uno spettacolo di una bellezza straziante.

IX-Filosofia
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Non è affatto scontato provare a spiegare il perché e il percome di un evento del genere. C’è chi ha trovato un parallelo tra i battiti delle sound e quello del cuore di una madre, spiegando il rave come un ritorno al ventre/all’infanzia. C’è chi ha voluto vedere nell’uso puramente edonistico della tecnologia una critica al sistema industriale/capitalistico. C’è chi ci vede piuttosto un rifiuto del divertimento massificato e mercificato, e chi una ricerca del delirio ad ogni costo. C’è chi ha provato a stilare un manifesto (interessante, ma certo non esaustivo) e chi un decalogo (troppo funzionalista per essere chiarificatore: “5. parcheggia bene…”). Sicuramente ci sono tutti questi elementi, ma la questione mistico-rituale è (almeno inconsciamente) dominante. Consideriamo i seguenti elementi:
- l’impianto scenografico-rituale (cos’altro aspettarsi da francesi e italiani?), con officiante, fedeli in linee orizzontali, luce dall’abside e transubstanziazione (in questo caso psichedelica) al centro dell’arco temporale, ricalca pari pari quello di una messa (e il profilo di una soundsystem quello di una cattedrale gotica, o di un organo),
- l’idea del raduno notturno, che di fatto celebra il mistero della notte per arrivare al trionfo del mattino, è una costante in gran parte delle religioni pagane.
- i battiti ritmati (ce lo insegna il voodoo) e la trance da essi indotta sono da tempo immemore mezzi per avvicinarsi al divino.
- le sostanze psichedeliche (questo ce lo insegnano tanto i misteri eleusini greci quanto lo sciamanesimo messicano) sono la porta per comunicare col mondo della trascendenza.
- i grandi raduni amplificano la suggestione e aiutano a lasciare l’individualità terrena in favore di una collettività spiritualizzata.
- attraverso la condivisione di un momento rituale si cerca una purificazione interiore (in questo caso dalle imposizioni e dai valori della società dei consumi) e una ridefinizione del sé.
La differenza sostanziale è che il rito non è più un mezzo ma si sovrappone allo scopo: tutto è declinato al presente. L’era dell’acquario dei figli dei fiori si è accoppiata col “no future” dei punk, ed ecco il risultato.
Oppure la soluzione è più semplice, più alla portata. Dice Dino, settantadue anni, avventore di uno dei bar di Pinerolo più vicini alla curva per Baudenasca: “Se vengono a migliaia fino quassù – oh – vorrà dire che i divertimenti che hanno a casa loro non gli piacciono più.”

X-Sociologia
Un dato oggettivo, infine, ci colpisce. Ce lo mostra Tania, ventotto anni, cagliaritana, dottoressa in storia da un anno, alle feste da dieci: “Dite quello che volete, ma questo qua è l’unico movimento giovanile genuino prodotto dagli anni ’90 e 2000. Non siamo nostalgici di qualche decennio passato: siamo contemporanei.”

Nota a margine: se dalla stampa ufficiale abbiamo visto soprattutto ipocrisia e luoghi comuni, non possiamo non segnalare (grazie a PineroloMolesta) tre esempi di giornalismo non allineato (il modo moderno per dire “di buon senso.”)

Articolo 1

Articolo 2

Articolo 3


  1. bel articolo che rispecchia in molti aspetti, e verosibilmente cio che è un rave
    complimenti all autore

    di luca

  2. Come la stampa mainstream descrive l’evento. Dal sito del Corriere della Sera.

    PINEROLO (Torino) — C’è tanto da imparare per uno che non è mai stato ad un rave party. E cominciare con il grande festival della musica tecno a Pinerolo, il «Tecnival» di Ferragosto, è come buttarsi dal trampolino senza saper nuotare (buon incipit.) Per gli adoratori del punf-punf (eh?) sparato a 120 decibel da casse alte cinque metri è la meglio delle feste dell’anno (“la meglio delle feste del’anno?” Ah, già. Il linguaggio gggiovane.) La più grande, dove la tribù conquista un territorio e per 5 giorni tiene fuori il resto del mondo, quello che non balla, non si riempie di piercing e sostanze varie (in sostanza, i matusa.) In breve non si sa divertire. Lo scopo di un rave party è sfogarsi, far baldoria. Il modo per raggiungere lo scopo dipende dalla generazione in cui hanno avuto la ventura di nascere. C’è stato a chi è toccato il minuetto e a chi i Beatles. Oggi l’offerta è più varia, il popolo dei rave party si è scelto il rimbombo di batterie elettroniche amplificato a palla (‘a palla’.)
    Che Guevara è morto, ma qui anche Briatore non si sente tanto bene (e che cazzo c’entra?) Sono una minoranza e sanno di esserlo, anzi ne fanno un punto d’orgoglio contro la massificazione dalla tv. Telecamere e giornalisti sono nemici (okkio Santoni…) non complici nel tentativo di apparire. Come tutti, vogliono essere «diversi». Se il Financial Times fosse venuto ieri nel vecchio galoppatoio militare di Baudenasca, appena fuori Pinerolo, avrebbe visto un’Italia diversa da quella delle «veline». Neppure un seno nudo. Splendide ventenni con le treccine rasta sporche dal campeggio improvvisato, con pantaloni larghi tre volte loro e scarpe da ginnastica sformate ai piedi. Tutto possibilmente nero. Indiani metropolitani con i cani al seguito, post punk, vagabondi di un’estate e spostati di una vita (questa non l’ho capita, ma suona poetica.) Molti sono precari, alcuni invece con il posto fisso e la laurea. Un popolo vagamente pacifista, anti-istituzionale, soprattutto chiuso in se stesso (e perché?) comunque una frazione dei «giovani d’oggi»: a Pinerolo stanno facendo il loro record annuale con forse 30mila persone, anche se il colonnello Crescenzio Nardone dei Carabinieri di Torino parla di 12mila. «Altri conti saranno viziati da quel che si respira attraversando il campo» assicura lui che ha già arrestato 9 ragazzi per droga.
    Loro che si divertono ballando appiccicati alle casse, come fossero totem da adorare, senza guardarsi in faccia in un dialogo privato con l’amplificatore (l’Illuminato -per inciso- ha dialoghi privati anche con il microonde, certe volte, e con l’aspirapolvere.) L’impatto delle onde sonore sul petto, la scatola cranica, basterebbe a stordire un bisonte sano (e l’Illuminato lo è…per questo è stato spedito a Pinerolo.) Eppure a molti non basta. Per uno che beve succo di frutta, dieci mischiano alcol e tabacco a tutto quanto c’è d’illegale. Il risultato sono camminate oscillanti, discorsi incoerenti, occhi persi, mani che tremano, saliva che non c’è più (urca. Ma gli articoli vengono bene, no?)
    Difficile immaginare che saranno la classe dirigente di domani (e invece, eccola qui. Fateci i conti.)

    di Il Feroce Direttore.

  3. si, è vero, molte cose che dici sono reali. In alcune cose sembri voler tirar fuori la poesia anche dove non c’è ma alla fine, per uno che scrive, non è certamente un difetto.

    di gianni

  4. sei un grande.
    meno male in italia c’é ancora qualcuno che usa il suo cazzo di cervello.

    complimenti anche a quei giornalisti locali che riporti a margine.

    di SHARA

  5. Bellissimo articolo!
    Bello perché si sente proprio che c’eri lì in mezzo a noi!!!
    Bello perché c’hai capiti!!!
    rAvE iS nOt cRiMe

    di Pablo

  6. Bellissimi anche gli articoli dei giornalisti locali nei link sopra!

    di Pablo

  7. questo ottimo articolo é una vera e propria LEZIONE DI GIORNALISMO a quegli stronzi della Stampa e peggio ancora del TG5, che sanno solo giudicare (male) senza provare a capire.

    rezpekt

    — rave is not a crime —

    di téK it eazy

  8. Ad un cieco si può descrivere un quadro anche senza averlo mai visto, ma una critica da chi ha contemplato l’opera dal vivo e tutta un altra cosa.
    Complimenti per l’articolo e per i vari link riportati.

    di Piero

  9. ovviamente complimenti…sono 8 anni che vado alle feste…e ora che sono diventate un po piu popolari spero solo che non vada a fin tutto a pu….e!spero che cotinui a veir gente che ha voglia di socialezzare e aiuta il prossimo sia nel cammino del viaggio della notte sia se ha bisogno di aiuto…!e speriamo che voi non fate come i Francia o in Rep.Ceca…(voi si intende come autorita’….on te che hai spaziato con l’articolo e hai capito il nostro divertimato…)

    FrEe TeK MoViMenT!!!!

    di Andre Free Tek Moviment

  10. respect…..sopratutto cose veramente molto belle ma cose anche da capire mejo…(magari cn una visione mistica ahahah)da paura…

    di antonello puzzlesoundsysem

  11. Aeee familia del festivo de pinerolo ..k linda el set up ..me le gusta mucho este stylezzz de fiesta ..como una rave partay’zzz ..well done papiii’zz ..keep it up ya da flyest…SUERTE por todos !!
    El Rico El Pistolero del diablo ..weeepaaa !! ya tu sabe ..praaaa praaaa..Boricua hasta la muerte !

    di rico El Pistolero

  12. Sei un grande!! W i rave

    di Stekke

  13. bellissimo articolo e spesso con termini azzeccati..non ho mai sentito dire “teknuso” da un giornalista!!ti stimo!!

    di andrea

  14. http://pinerolo-molesta.noblogs.org/post/2007/08/19/rave-me-tender-il-teknival-in-dieci-discipline

    ricambiamo complimenti e link.
    bell’articolo :)

    PiNeRoLoMoLeSTaCReW

    di pInErOlOmOlEstAcrEw

  15. yep, ottimo articolo.

    di fosk

  16. ho trovato l’articolo mirrorato su streetantipro07
    mi aveva colpito subito
    …era la prima volta in vita mia che leggevo un articolo su rave/teknival fatto bene!

    ho capito ora che questo Illuminato di Quartiere altri non é che sarmigezetusa aka Vanni Santoni aka personaggi precari. Bé che dire, hai dimostrato che il tuo eccezionale talento come scrittore funziona anche nel giornalismo.

    di st.ʊ.sa

  17. St.u.sa mi metti in imbarazzo ^^’
    Credo che tanto apprezzamento derivi anche dal fatto che finora i giornali hanno coperto simili eventi in modo piuttosto superficiale, quando non criminale. In ogni caso grazie a tutti per i complimenti.

    di L'Illuminato del Quartiere

  18. spakka!!!!!!!

    di flyk3r

  19. open your eyes,
    taste the wind,
    smell the earth
    listen..
    somebody’s partying somewhere.
    stay tuned

    cheers man

    di 13

  20. complimenti scritto proprio bene, complimenti anche agli altri articoli quasi mi emozionavo, sai scrivere bene oltre che e essere molto ferrato sull’argomento :)

    di spider

  21. BRAWO!

    di Sculaccianguille

  22. da paura…mi sa che c vediamo al prossimo rave!

    di Matte

  23. beh,
    a me tutta sta gente che spende soldi in droghe invece che in cibo o in libri, che arriva al rave col camper da 50.000 Euro ….

    …che ci posso fare? Io butto tutto in politica: FIGLI DI PAPA’!

    di Marco

  24. Finalmente qualcuno che la racconta giusta!

    di Mr. Brillio

  25. Complimenti, finalmente un punto di vista che mira alla completezza ed è scevro da posizioni di pregiudizio.
    Grazie!
    Tommaso aka Cioriz

    di Tommaso

  26. Complimenti. Realmente obiettivo. Fantasticamente reale. Mi auguro che lei continui a scrivere. ;-)

    di Massimino

  27. [...] Rave me tender – il Teknival in dieci discipline [...]

    di Rave Party/Teknival a Torino Pinerolo Baudenasca « Rave Party

  28. grandissimo!!!!per una volta non siam stati descritti come mostri o criminali.

    di kary

  29. thx for all

    di DDaVE

  30. Innanzitutto, bravi e complimenti…
    vi ho linkato alla fine di questo ns articolo:
    http://www.traffickills.com/?p=81

    E fra i nostri link…meglio tanti amici intelligenti che molti nemici da ignorare…come i giornalisti e le loro idiozie.

    Abbiamo fatto un video che su youtube ha registrato molti accessi, se vi piace usatelo pure:
    http://www.youtube.com/watch?v=E8UJoA6TDos
    vi ho linkato la versione con indicato traffickills.com, ve n’è un altra senza questa banda indicativa, che è la prima versione che abbiamo uplodato e ha superato le 13.000 visite….
    il popolo del teknival! :)

    si bellissimo articolo!
    bravo…lavorassero tutti come te i giornalisti ci sarebbe un paese che funziona…invece fanno solo bla bla senza vedere e poi all’osteria a mangiare….

    e se facessimo una proposta di legge popolare per difendere questa libertà? I teknival. Prima che limitino anche la libertà di lottare per la libertà.
    Spero di sentirvi!

    TK

    di Traffic Kills

  31. bel pezzo

    di MOSSAD

  32. Il primo articolo che rispecchia il fenomeno Rave..Rave is not a crime Ravers are not criminals

    di Burtz

  33. Dico solo una cosa: GRAZIE.

    Ho copiato link e articolo su una mail e l’ho inviata ai vari quotidiani, titolando: leggete e imparate.

    di Klaust

  34. Mai prima d’ora un articolo aveva descritto il fenomeno rave in modo obiettivo. Ancora complimenti.

    di Klaust

  35. bella V!

    di Redde

  36. Complimenti. C’è stato il mio amico Geco,
    anche lui dice che è un articolo grandioso!!!

    di Corto

  37. un articolo importante.

    A me non piacciono i rave (incompatibilità musicale) ma mi indigno ogni volta per due motivi

    - il trattamento giornalistico (la musica è cultura! La musica underground anche di più!) che li tratta da delinquenti o vandali quando è ovviamente solo gente che si crea un’alternativa a un mondo del divertimento squallido e mercificato (specie le discoteche…mamma mia).

    - lo spreco di soldi pubblici (i miei! i nostri!) nel mandare pacchi di carabinieri e poliziotti a perseguitare ragazzi che fanno baldoria…con tutti i problemi dell’italia questa è VERAMENTE idiozia pura.

    Quindi bene così. Slipperypond batte La Stampa 6-0

    di eh

  38. hai scordato un paio di punti importanti…
    - non siamo una minoranza , anzi…
    - la musica che balliamo ce la facciamo da soli e la maggior parte delle volte non sappiamo chi stia suonando perche’tanto non ci interessa il nome o la sua faccia.

    di Fabio

  39. GRANDE VANNI

    di GIU'

  40. Articolo dell’anno. Da premiare.

    di Raiven

  41. All’attenzione di tutti e dell’ILLUMINATO DEL QUARTIERE

    Con interessanti risvolti il nostro reportage sul teknival ha intavolato una discussione
    che verte ora su una possibilità:
    presentare e strutturare una proposta di legge popolare al Parlamento Europeo,
    per difendere la libertà del Teknival, e per far sì che,
    senza che questo venga istituzionalizzato, legalizzato o normalizzato,
    possa ricevere un sostegno che tuteli la natura che lo ospita,
    e favorisca l’impegno a pulire l’area senza che questo divenga un peso per le amministrazioni locali.

    Dite la vostra su:
    http://www.traffickills.com/?p=81#comment-153

    Noi ascolteremo e cercheremo di capire
    quale possano essere le possibili e percorribili evoluzioni.

    Segnaliamo che il video realizzato al Teknival di Pinerolo nella mattina del 12 Agosto
    ha superato le 17.000 visite, rimanendo da una settimana il più linkato su youtube italia.

    Cordialmente,
    una buona giornata

    Traffic Kills

    di Traffic Kills

  42. Mi è capitato ieri sera di parlare con un amico delle feste popolari e di come la chiesa cattolica, agli albori, abbia inglomerato questi riti collettivi pagani che nulla avevano a che fare con lo spirito nell’alveo delle sue ricorrenze.
    Attendo fiducioso che qualche nuovo Santone faccia confluire queste feste pagane in qualche nuova setta emergente, chissà….
    A parte gli scherzi ho avuto modo di leggere sulla Stampa la valanga di stereotipi sui rave sciorinati da presunti giornalisti sul campo, questo pezzo rende giustizia all’altro lato della cultura underground….

    di Tizio Terzo

  43. linkato immediatamente, sperando che qualcuno legga ed impari a qualcosa :)
    davvero un ottimo articolo!

    di lafeeverte

  44. bel modo per affrontare un argomento..sono veramente compiaciuto che c’è ancora qualcuno che non è ipocrita e falso come perr esempio la nostra classe politica che è allo sbando. parlo anche perchè ero un frequentatore di queste feste e anche se non mi piace più andare da tanto credo che comunque bisogna fare più della prevenzione pittosto di vietare…

    di daniele

  45. Articolo che rispecchia in maniera ineccepibile il movimento! Il richiamo storico a festa pagane che volgono verso la beatificazione e l’avvicinamento alla divinità sta alla base delle feste rave che assomigliano in tutto e per tutto a delle baccanali psichiche e molto piu’ complesse! Anche l’analisi della microeconomia e del microcosmo richiama al concetto del presente che e’ sfuggente e non esiste come lo e’ un rave il giorno dopo!
    Complimenti soprattutto per i riferimenti bibliografici che conferiscono all’articolo una certa credibilità anche agli occhi dei piu’ blasfemi!

    di Cubito

  46. E’ tutto chiaro no?
    bene.

    di Hazard

  47. 10+!

    vorrei mettere in evidenza un articolo di un mio(ahimè) concittadino inerente il teknival..
    io ho provato a dargli un paio di dritte ma non mi sembra sia servito un gran chè.
    provateci voi!

    http://www.micheleaglio.it/commenti/rave-party-degli-amici-alternativi-di-lapo-pinerolo.html

    di TaiL

  48. digli di leggere questo reportage: mi sembra così ben adatto da far capire la realtà dei fatti anche a un profano.

    di vabé

  49. E i 36 arresti per droga? E il fotografo picchiato e rapinato?

    di Filippo

  50. Perfortuna che in italia cè ancora gente come te, che lavora giustamente e dice la verità, una persona che prova a vedere le cose prima di giudicarle. troppa gente ci associa solo e semplicemente a dei drogati.. perchè non sa cosa cè veramente sotto.

    di loretek

  51. Ci mancava il provocatore :)
    Come dice il reportage, al teknival le droghe ci sono proprio come in qualunque altro luogo (il proibizionismo le ha fatte diventare endemiche alla società), e il punto è proprio che contro manifestazioni alternative come questa c’è un accanimento che altrove non si vede.

    Prova a mettere due pattuglie davanti all’Hollywood di Milano o alla Capannina del Forte (o anche solo, toh, i cani alle entrate di un qualunque stadio italiano), e vedi quanti arresti per droga…altro che ventisei.

    di vabé

  52. Filippo:
    - Alla riga 15 della disciplina I, e alle righe 1-36 della disciplina VII, dovresti trovare risposta alla tua prima domanda (il maggiore spazio dedicato ai “non arrestati” è da ricercare nel fatto che noi di Slipperypond – da sempre vicini al mondo della matematica – riteniamo più rilevanti 29’974 persone rispetto a 26).
    - Per quanto riguarda il caso del fotografo (caso che non ha avuto successive conferme), mi risulta che sia accaduto nella mattina del sedici, mentre il reportage (come puoi rilevare alla riga I del prologo) è relativo alla notte tra il quattordici e il quindici. Da parte mia (per quanto poco possa far testo il punto di vista di un singolo giornalista) ho incontrato solo gente assai civile, cosa che mi capita di rado anche quando passeggio nelle strade della mia bella e videosorvegliata città.

    di L'Illuminato del Quartiere

  53. [...] The party during the night of 14/15 of August [...]

    di TRAFFIC KILLS » Blog Archive » INTERVIEW: ONE OF 10.000 TEKNORAVERS (Pinerolo, Italy)

  54. complimenti a chi sa descrivere la realtà delle cose… che rara dote di questi tempi…
    dopo 10 anni di rave ci vado molto più di rado ma mi hai fatto rivivere quella meravigliosa poesia che un tempo mi cullava anche per tutta la settimana!

    di sveva

  55. davvero un bel articolo…
    mai sentito un giornalista parlare così!!!
    bella per il summertekk che ha spaccato i culi

    di fre_sh

  56. e viva il summerteknivàl !!!
    bella fasta e sopratutto bell’articolo

    di diuk

  57. Grande.. sono commosso :°
    E’ una cosa così rara trovare dei veri giornalisti ultimamente..

    di SANLAIO

  58. Fantastico articolo…devo dire davvero fantastico…mette in luce tutte le belle cose e gli ideali del tekinival senza trascurarne però le (seppur piccole)”controindicazioni” se così vogliamo chiamarle…

    Davvero…senza parole complimenti :)

    di Shara

  59. complimenti davvero

    di 8y

  60. Gran bell’articolo, complimenti! Come fai notare anche tu, purtroppo, con il divulgarsi delle feste alla massa si può incorrere anche negli sregolati, o egoisti che ne perdono l’essenza! Tu l’hai ricordata in modo completo e oggettivo, complimenti ancora!

    di Paolo

  61. Essendo un indigeno del posto voglio solo far notare 2 cose all’ autore dell’ articolo:
    a) definire la manifestazione esempio di democrazia “diretta” mi pare un’ assurdità in quanto da quello che ne se la democrazia è fondata sulla libertà e la libertà di ogni singolo finisce dove inizia quella degli altri( magari di chi ha un fruttetto li vicino e lo coltiva tutto l’anno).
    b) l’inquinamento di un prato non può essere liquidato con il paragone fatto nell’ articolo in quanto non ci troviamo in un città come milano.

    Saluti a tutti

    di paolo

  62. Gran bell’articolo!

    di martina

  63. bellisimo artikolo……hai saputo trarre dalla tua 1a esperienza del rave bellissime parole…..veramente sovversivo sto giornalista…..(A)(A)(A)(A)(A)(A)

    di luka....fuckdapolice

  64. leggere una cosa veramente intelligente fa sempre un piacere incredibile

    di malamanal

  65. un idolo!

    di ladyjoint

  66. bello

    di eleusi

  67. SPACCATEK

    di BIOFATEK

  68. RaVe Is NoT a CrIme..ReSpEcT FoR uNdErGrOuNd MoVeMeNt!!!
    Bellissimo articolo!!!!

    di ViTeK

  69. complimenti davvero per l’articolo…l’ho letto tutto d’un fiato
    vado alle feste da quasi 10 anni e la cosa che mi piace di piu’ è trovare sempre persone con cui condividere un momento…ho fatto sempre amicizia con qualcuno…la gente che frequenta le feste (complici le droghe, è vero) è gentile e amichevole….w i teknival e i rave

    di valentina

  70. comunico a tutti i ravers che sono in vendita le magliette “TEKREW” più cool nei party tekno londinesi sul sito: http://tekrew.shirtcity.com/

    di fABRIZIO

  71. se arriva anche la pubblicita significa che hai proprio spaccato —– scherzi a parte grande esempio di giornalismo intelligente e divertente

    di claudia vitamina k

  72. Hai fatto entrare nell’atmosfera rave anche un profano come me. Ci sai fare.

    Triste doversi stupire le poche volte che si legge un esempio di giornalismo intelligente.

    di Guru

  73. Complimenti..belle parole..voglio ritornare a quei giorni ..con il solo e la cassa avantiiiiiiiiiii

    di RiCCaRDì

  74. Bell’articolo… io era la prima volta che andavo ad un rave e devo dire che mi è piaciuto molto questo summertek… =)

    di SwAriOn

  75. “…. di notte, quando le decine di soundsystem iniziano a sparare al massimo e le luci stroboscopiche si fanno lame nel buio, quando ogni singolo DJ cerca di dare il meglio di sé e tutti i ragazzi escono dalle tende, dalle auto, dagli accampamenti raffazzonati e dal bosco per piazzarsi sottocassa, e tutto prende a battere all’unisono, il teknival diventa uno spettacolo di una bellezza straziante.”

    Questo è il pezzo più bello

    di medusacyborg

  76. cazzo gran bel testo… mi sa che alla fine non sarà una cosa poco fattibile quella di beccarti sottocassa… ahaha!! see ya at next party!

    di pedro

  77. MoLto BeLLo l’ArtiCoLo..
    tI Sei ImmedeSiMato aLLa graNde..
    Ma StiaMo tuTTi aTTenti cHe L’era ItaLiaNa dei Rave e TeKnivaL duRerà Ben Poco se ConTiNuamo così..

    Noi NoN faCCiaMo nienTe di MaLe..SiaMo soLo FuoRi da QueSto caZZo di siSteMa di Merda….e ci diVertiAmo così…

    SoNo un Raver e Ne sono fiEro….

    di MaRco.MkB

  78. sei stato grande nello scrivere questo “VERO” articolo…poikè dietro tutto il nostro “Rumore” c’è solo “Amore” x la musica,il ballo,lo stare assieme in un tutt’uno con gli altri,la Natura,Le…..(tu sai cosa)…..freeparty is not crime-Criminal is…who criminal do it….and we are not CRIMINALS…

    di spike(anonimo)

  79. un grande ki ha scritto questo articolo…lo dovremmo pubblikare…dovremmo far capira…ke si stanno sbagliando…ke non hanno ragione…ke siamo davvero una popolazione fika…pLaY tEkNo…IT’S NOT A CRIME…ReSpEkt tHe uNdErGr0uNd tEkNo m0vEmEnt aNd sUpPoRt fReE PaRtIeS

    di sarettatek...

  80. Complimenti a L’illuminato del quartiere’.. Mi hai fatto rivivere le emozioni intense dei rave a cui sono stata.. grandissimo tu che hai colto lo spirito!

    di sdeeb

  81. articolo onesto, qualità che ormai manca pressocchè in tutti i giornalisti italiani. complimenti!!!
    RaVe Is Not a CrIMe!!!

    di G@G

  82. rAvE G iS nOt a cRimINal!!!

    di anonimo redazionale

  83. Slipperypond è al Tekquinox

    di slipperypond

  84. Ho partecipato ai Rave…da un anno a questa parte…e dal primo momento ho percepito (emozionandomi) tutto ciò che è scritto in questo articolo…scritto da un “animo” davvero “sensibile”….nn ci vado spesso…ma quelle volte sono davvero vissute …intensamente…e mi suscitano tante di quelle sensazioni emozionanti…che hanno stimolato la mia ispirazione artistica…e ci sto lavorando su…per le mie creazioni di arti visive….e devo riconoscere che quello è un mondo parallelo a quello della nostra società….dove i più sensibili si rifugiano..perchè soltanto lì possono godere della pace..”l’armonia e la bellezza”….l’altruismo…e l’umiltà..!! Quando poi il suono regnava Sovrano e “le casse”…mi hanno attirata come una calamita a loro..in una condizione di idillio totale..la mia anima non ha potuto fare altro che fargli l’inchino….!!! Le emozioni di quelle notti….vincono sugli anni bui….di vita nn vissuta….

    di Musetta

  85. Complimenti all’autore dell’articolo, non pensavo si potesse esprimere così bene il senso dei rave-party. Grazie!

    di fabio mercante

  86. [...] di cui si sono occupati alcuni tra i maggiori media nazionali come Corriere della Sera, TG1 e Slipperypond, una comunità reale e virtuale in continua crescita, la definitiva “conquista” da [...]

    di TRAFFIC KILLS » Blog Archive » REPORTAGE SUL TEQUINOX: 1 parte

  87. [...] stesso autore di quest’articolo: – Rave me tender – il teknival in 10 discipline – Reportage sul Tekquinox: [...]

    di TRAFFIC KILLS » Blog Archive » REPORTAGE SUL TEKQUINOX: 02

  88. legend

    di akatsuki

  89. [...] stesso autore di quest’articolo: – Rave me tender – il teknival in 10 discipline – Reportage sul Tekquinox: [...]

    di TRAFFIC KILLS » Blog Archive » REPORTAGE SUL TEKQUINOX: 03

  90. COMPLIMENTI ALL’ AUTORE….E UN GRAZIE!
    UNA RAVER

    di una raver

  91. Ciao ragazzi mi mancate tutti molto…
    Ex raver

    di Eminix

  92. hmmhmm..la sa lunga questo illuminato,non sarei proprio cosi sicuro k fosse il suo primo rave..secondo me c’è gente k da anni ci va e tutte ste cose nn le ha capite ancora. poi come è strano,raver k parlano male dei r.perkè la droga,lo skifo(un po è vero)..e giornalisti bene k ne rimangono travolti dal controfascino ke ha. sta cosa mi fa pensare..nn è k tt qsti k ne parlano male ne hanno i coglioni kosi pieni e forse a breve smetteranno d frequentare. ripeto li capisco ma nel nostro piccolo sara capitato a tutti d fare qualcosa d brutto da vedere ma ankora piu una cosa brutta lo è qnd lo si fa con lo spirito sbaglito..esempio:cadiamo in un semplice e banale luogo comune,rave=droga:c è gente k davvero ci va solo per quello e nn sa neanke ks sta ascoltando perkè,dove come,quando,ecc ecc fino ad arrivare a kiedersi ma ki sono io??? te lo dico io..UN COGLIONE. immaginiamo se facessero tutti lo stesso..un manicomio completo..ed è per questo k la gente parla e qst nn è altro k fare il loro gioco. non so dopo queste parole qnt hanno recepito il mess,qnt mi avran preso sui cojoni e qualke bigotto senza cervello stara pensando pensando:è uno dei nostri..makkè,sn uno k il cervello lo usa a differenza di altri per cose buone e non,anke qnd mi trasformo in psyconauta cerco sempre di carpire al max l interiorita della cosa,di scoprire e capire nuove cose anke di me,di sorridere ki mi balla accanto e calcolando k gli psiked nn fanno altro k rivelare te stesso quindi parte d quello k fai è senza volerlo,mi fa rabbia vedere compagni di viaggio al mio ritorno,qnd nn è piu buio,scoprire k hanno passato una notte intera in un lago di fango in piena “catatonia”!ma porca troia il viaggio è cosi bello da sprecarlo non accorgendoti di quello k t succede intorno.. cmq..caro illuminato ti meriti un bel 8-(il meno xke kiami i sound al femm.)e co sto capoccione k t ritrovi t consiglio un bel giretto in bici cosi forse t illuminerai una volta x sempre e chisa k l informazione in qst fogna d paese nn inizi a migliorare un po. minkia qnt ne ho sparate..almeno è cio k penso. Buon natale a tutti viva l’empatia. PS:l anno prox c vediamo sottoK,bella..

    di freeenergy

  93. poi nn so da altre parti ma al nord c sn tnt tipi k vengono xke nn si paga..sn presi un po male megli k restino in discoteka

    di freeenergy

  94. grandissimo articolo 8)

    di Anonimo

  95. SSSERIO..inizio a diffondere il link!

    di dAniii

  96. complimenti per l articolo…se tutti la pensassero cm te sarebbe il top!

    di pape

  97. GRANDEEE…a differenza del resto dei giornalisti, finalmente un autore ke descrive (essendoci stato) i frEe PaRtY come sono veramente!!…complimenti davvero!!bell’articolo

    di eLiA

  98. bella storia…….free party x free people siamo solo ragazzi ke ci vojamo divertire e portiamo un movimento avanti da circa 15 anni….ti faccio i miei complimenti x l’articolo…e km un campeggio kn un bel po di musica :-) rave is not a crime daje daje

    di alex

  99. sei un grande..veramente..hai praticamente detto tutto quello che si poteva dire..vaffanculo chi discrimina senza aver toccato con mano tutto questo..perchè niente può darti quella sensazione di quando ti trovi faccia a faccia con cono..niente di può rallegrare quando vedi milioni di persone che ballano con te..ma la soddisfazione più grande è quando vedi una massa di gente combattere per klo stesso ideale..respekt..YOU MIGHT STOP THE PARTY BUT YOU CAN’T STOP THE FUTURE..

    di Tompe

  100. un bell’articolo.. ai proprio ragione.. non abbiamo da invidiare niente a nessun movimento.. visto che il nostro praticamente è autoprodotto da ragazzi..

    di ravers

  101. ..gande!!ottimo articolo.TEKNO IS FREEDOM

    di luka

  102. non posso che approvare quanto hanno detto in molti!!!!
    DAVVERO UN BELLO ARTICOLO!!!!
    DOVREBBELO LEGGERLO IN MOLTI…SOPRATTUTTO COLORO…CHE INSPIEGABILMENTE, ASENZA UN MOTIVO…SONO AVVERSI A QUESTO MONDO!!!

    FINALMENTE LA REALTA…QUESTO MONDO VIENE FOTOGRAFATO X QUELLO CHE è!!
    GRANDE!!!

    di luca

  103. Caro Vanni,

    sono una giornalista di rai uno e avrei picere di fare due chiacchiere con te sul bell’articolo che hai scritto sui rave.
    Mi sto occupando in questo giorni del rave di Segrate. Se puoi mi contatti sulla mia mail?

    grazie Costanza Melani

    di Costanza

  104. ARTICOLO SPETTACOLO

    di Anonimo

  105. …semplicemente sei un grande…hai descritto perfettamante quello che penso…

    di _StE_BiUmO_

  106. questo è un cazzo di articolo,il teknival nn morira mai. RAVER A VITA-TEKNOIDE A VITA.bella a tutti gli appassionati di HELLFISH.

    di teknoide

  107. Incredibile, non riesco a capire come sia possibile che venga avallato un disastro del genere. Si parla in modo extralight di cale, trip ed allucinogeni facendo palesemente finta di niente…
    Ragazzi, in gioventù ero un assiduo frequentatore di after e rave e fortunatamente me ne sono uscito a buon mercato ma non dimentico ancora quando al mazoom collassavano le persone in pista e tutti se ne sbattevano, la gente masticomane con gli occhi che si muovevano in modo indipendente l’uno dall’altro o una ragazza morta al country after (di cui praticamente non si è mai detto nulla…).
    Ho preso praticamente di tutto, con una prevalenza di Ecstasy e Trip ma se dovessi tornare indietro lascerei perdere.
    Pianitamola con l’allegerimento degli effetti delle cale… ho amici che ancora oggi a 35 anni sono completamente persi, non pazzi o malati ma non più in grado di concentrarsi….
    Un consiglio da un coglione… guardatevi allo specchio e pansateci su a cosa volete per VOI. Non è necessario distruggersi per vivere al di fuori di BABILONIA.

    di SIETE FUORI

  108. ma chi é questo scemo? Se non ci stai con la testa, non assumere psichedelici, coglione!

    di TEKkaz

  109. GRANDISSIMO ARTICOLO!!!!!

    di Giulia

  110. gente che andava al number one e ai rave vari ora sta in comunità gonfio come un pallone dagli psicofarmaci che gli fikkano in vena .. quindi, se volete provare un trip una cala e palle varie fatelo pure ma state attenti a quello che fate! divertirsi è anche solo ballare xkè piace la musica! cmq, bell’articolo rispecchia abbastanza la realtà

    di pensateci bene

  111. beh al numbero one la gente mangiava 10 pastiglie (spesso impure) condendole con superalcolici a fiume! Tipico atteggiamento da discoteca di cui i giornali non parlano mai mai mai

    di oppenheimer

  112. complimentoni x l’ articolo, il primo ke ho visto ke nn gettasse merda sulla nostra gente…so ke è solo 1 sogno, ma vorrei ke 1 giorno la gente capisca cos’ è veramente 1 teknival…xkè finkè lo vedi da fuori, con okki conformati al sistema odierno, è ovvio ke le cose ke saltano all’ okkio sono solo le cose negative dal punto di vista di ki nn sa fare altro ke criticarci.
    solo su 1a cosa nn mi trovo d’ accordo, la sporcizia:ok, sporkiamo, è naturale…ma alla fine trovi sempre la gente(raverz)ke si fa i giri x il campo a tirare su la sporcizia lasciata durante i giorni passati. è altrettanto naturale ke se 1a festa ke dovrebbe durare 4 giorni la sgomberano all’inizio del terzo, nn si riuscirà a pulire, visto ke quello ke succede è sempre questo: arrivano i cani in massa, fanno come al solito gli spessi solo xkè hanno addosso 1 cazzo di straccio e ti mandano via di corsa, nn prima di averti perquisito x bene ed averti rotto il cazzo magari x 1 cazzo di grammello di fumo…poi ovviamente ci sono gli sbirri seri, quelli ke te lo dicono pure:”senti, noi stiamo solo facendo il nostro lavoro, ed io contro di voi nn ho assolutamente nulla…xò ho ricevuto ordini ke devo eseguire…cmq bella musica!”questa è 1a frase ke mi ricorderò tt la vita, pronunciata da 1 carabiniere ai trakkass di quest’ estate(Guastalla, 08-11/08/2008) ke mi ha veramente commosso e mi ha fatto capire ke ciò ke io kiamo sogno forse potrebbe realizzarsi, ke mi ha fatto capire ke c’è ancora qualcosa di buono in mezzo a tt questo marciume…il raggio di luce nell’ oscurità.

    di shanty

  113. ah dimenticavo 1a cosa: devo correggere oppenheimer:”…pastiglie spesso impure…”pastiglie SEMPRE impure.le pastiglie nn sono mai fatte di solo principio attivo, ci sono dentro maree di altre sostanze ke col cervello nn centrano nulla(vedi acetato di piombo) e magari psicofarmaci.in pratica il modo migliore x uccidersi o rincoglionirsi del tt.

    di shanty

  114. Non lascerai vivere la strega!
    Le istituzioni politiche, religiose, legali, poliziesche, educative e corporative sono spaventate a morte da ciò che potrebbe finire nelle mani del vasto pubblico – particolarmente in quelle di un GIOVANE pubblico – quando questa cosa ha la proprietà di stimolare un senso RADICALMENTE differente nella percezione, sperimentazione e concezione del mondo.
    Il problema non è medico bensì culturale o forse sarebbe meglio dire ‘teocratico’.
    È l’autoritarismo contro la libertà conoscitiva.
    Le varie “elites” dello “establishment” (e la maggioranza della gente spaventata e senza alcun potere che ha entusiasticamente o disperatamente adottato il consumismo come proprio fine esistenziale) si rendono solo vagamente conto che è in gioco proprio la classica visione del mondo “occidentale” (includendo in essa anche le “ideologie” islamiche nonché quelle giapponesi e cinesi contemporanee). Eppure percepiscono che l’imperatore ormai può essere visto senza i suoi vestiti. Stanno combattendo per la loro ‘sanità’, cioè per conservare incontestata la loro versione canonica della realtà.
    E sono terrorizzati nel sentirsi sfidati.
    La loro visione del mondo è abbastanza “cattolica” da arrivare a comprendere ideologicamente il capitalismo, il fascismo e il “socialismo reale”, le religioni occidentali, l’ateismo, la scienza e perfino il nuovo misticismo annacquato e altamente commercializzato di una sciocca nebulosa New Age.
    Ma non possono far fronte ai cambiamenti sociali e mentali che potrebbero verificarsi se gli psichedelici, gli empatogeni o Salvia fossero diffusamente utilizzati da un pubblico che agisse con molta serietà nei confronti della sperimentazione degli stati modificati di coscienza e fosse altrettanto lucidamente appassionato nella creazione di un ordine sociale basato su qualcosa di radicalmente differente dai rapporti di produzione capitalisti, dalla concorrenza, dai soldi, dalla manipolazione e dai rapporti di potere.
    Quindi, per i loro scopi, se non esiste un problema medico devono obbligatoriamente produrne uno.
    Il nemico di Salvia e delle altre piante e sostanze psichedeliche è “un’istituzione politico-clericale”; non tanto quella di una religione particolare ma piuttosto la “teocrazia” combinata dei guardiani ‘della realtà consensuale’ di tutta la nostra cultura.
    L’uomo, la legge, i repressori, gli esperti.
    Sono tutti impauriti dalla vera libertà radicale — cioè dal diritto che ogni adulto o gruppo di adulti consenzienti possa fare con il proprio corpo e la propria mente qualunque cosa desideri senza minacciare la vita o la sfera personale di qualcun altro.
    Questa è la sfida che propongono le sostanze che modificano la coscienza e il modo di vedere le cose.
    La risposta delle istituzioni, oggi come 2000 anni fa, è sempre l’ingiunzione biblica ‘Non lascerai vivere la strega’ (Esodo, 22-18); un’ingiunzione la cui traduzione contemporanea è: ‘divieto di utilizzare le droghe, carcere per chi lo fa’. Sopprimere la sperimentazione. Infondere il timore. Infondere la rassegnazione.
    Vogliono assicurarsi che nessuno abbia l’ardire di pensare fuori dal suo recinto.
    Nel nostro “Brave New World”, la gente sarà lasciata ‘molto libera’ di esplorare, ma soltanto fino al punto in cui il consenso psico-sociale non si sentirà minacciato.
    Come si lascia libero un cane delimitato da una recinzione elettrica invisibile. Sembra che sia assolutamente libero ed è effettivamente ‘libero’ di vagare ovunque desidera, a patto che non provi mai a lasciare il recinto.
    Gli psichedelici portano le persone lontano, fuori dalle “riserve” e a nessuno è permesso di uscire da lì.
    È una guerra culturale.

    a letter from Walt, Ohio, nov. 21st. 2003

    di M

  115. e molto brutto

    di daniel

  116. Non ci si stanca di rileggerlo, questo articolo. Dovrebbero leggerlo quelli che oggi, sprecando denaro pubblico, fanno la guerra ai rave in nome di una non meglio precisata “morale”, invece che ai veri problemi, quelli sì, morali, dell’Italia.

    di |''""""""""''|

  117. Bravo! bell’articolo! uno che non fa vedere un rave come un mostro sanguinario :)
    mmm però forse si,non è molto approfondito il fatto di assumere droghe ecc ma penso che chi ci va(spero)abbia un minimo di informazione in riguardo…tocca sapere i propri limiti,se non si sperimenta,come si fa? o semplicemente basta usare la testa,sempre divertendosi,per evitare un disastro…
    meno male che i coatti rimangoni in discoteca !
    ciao *

    di Bravo

  118. [...] permalink if you can read italian, this article quite rox: Slipperypond Archivi Rave me tender – il Teknival in dieci discipline [...]

    di Interesting Article on Free Parties - Free Parties & Teknivals

  119. bellissimo il commento rispekkia la realta!!!fanculo ki dice di no ai rave e teknival!!!

    liberi come la musica liberi di essere noi stessi!!!

    di stetek

  120. Complimenti!
    Davvero bell’articolo, scritto bene e che rende molto!
    ;)

    di Davide

  121. Non e’ vero ke i teknival o rave non esisterebbero senza le droghe…..qui io dissento!!!!!!!!!!

    di NOIA

  122. complimenti…ai detto bene…ed hai fatto un bel articolo…cmq w i rave

    di vittorio

  123. I’m disrespectful to dirt!
    Can you see I am serious!

    Get out of my way, all of you!

    This is no place for loafers.

    Join me or die.

    Can you do any less?

    For lucky best wash, use Mr. Sparkle.

    di Mista Spakkolo

  124. bella storia italia e a ketamina bona mina

    di wilson kinder

  125. gran bel pezzo hai centrato in pieno quello che ce passa per la testa !

    di dioèmorto

  126. tra tekno music ,concerto da camera e giacomo puccini non esiste differenza .. il linguaggio e globale multicolore .. io ascolto l’opera senza fumare percio’ viceversa , vado alle feste tekno senza l’assunzione di sostanze .
    ma ognuno e libero di vivere e sperimentare su di se .. ma odio cki va alle feste solo per fare bussines,,,
    ,,dove c’e’ cassa c’e’ casa

    di manuel

  127. be che dire quest’anno ci sono anche io e mi spacco come una pera!!!!!!!!!!!!

    di silvia

  128. rende molto. complimenti all’autore.

    di flavia

  129. Grande !
    articolo stupendo e ben fatto …. rispecchia l’assoluta verità !

    di marty

  130. è la prima volta che leggo un articolo in cui qualcuno è voluto andare oltre a quello che tutti i giornalisti raccontano, del lato sporco, del lato sudicio delle feste.. è la prima volta che mi appassiono a leggere un articolo sul mio mondo, ed è la prima volta che stimo qualcuno che abbia voluto provare a comprenderci, provare ad interpretare facendo passare la cosa dai propri occhi.. le cose scritte sono vere, l’aria che si respira alle feste è amichevole, non siamo un branco di sbandati che si fa di tutto quello che trova soltanto xk gli becca bene fare così.. alla faccia di quella testa di c***o che dice che noi non saremo mai una classe dirigente con le p***e, io quest’altr’anno andrò a studiare scienze politiche, e ho tutte le carte in regola per poter diventare un politico, anche più in regola dei politici o dei c******i che ci sono ora a “tutelarci”.. il rave è un modo per stare insieme, per condividere una passione, la passione per la musica tekno, che non tutti possono condividere, per incontrare gente che si fa migliaia di km per venire alla festa e farci balotta assieme.. è una cosa stupenda il rave.. ma finchè le persone si fermano al lato negativo della cosa nessuno potrà veramente comprenderci..
    come tutte quelle str*****e che dicono alla televisione.. NON FACCIAMO DEL MALE A NESSUNO! non siamo dei vandali! non siamo degli incivili! finita la festa prendiamo il nostro bel sacco e lo riempiamo per lasciare pulito il posto! ci autogestiamo senza rompere le p***e a nessuno! perchè dovete vietarcelo? perchè dovete vietarci di poter essere noi stessi senza essere guardati dall’alto in basso come ci succede ogni giorno o senza essere giudicati dalle nostre famiglie e dai nostri datori di lavoro per le nostre passioni e per i nostri principi??? siamo giovani con principi molto più profondi di alcuni “adulti” di oggi.. sappiatelo, non siamo teste vuote, siamo persone che cercano la libertà di essere sè stessi, pur non togliendo la libertà a chi non ce lo permette di continuare a pensarci buoni a nulla.. e ditemi che questo non è essere persone con la testa sulle spalle..

    di VeLeNa*

  131. ecco il manifesto di cui parlava appunto il giornalista..

    IL MANIFESTO DEL RAVER

    Il nostro stato emotivo l’estasi. Il nostro nutrimento l’amore. La nostra dipendenza la tecnologia. La nostra religione la musica. La nostra moneta la conoscenza. La nostra politica nessuna. La nostra società un’utopia che sappiamo non sarà mai.

    Potete odiarci. Potete ignorarci. Potete non capirci. Potete essere inconsapevoli della nostra esistenza. Possiamo solo sperare che non ci giudichiate, perch noi non vi giudicheremo mai. Non siamo criminali. Non siamo disillusi. Non siamo dipendenti dalla droga. Non siamo dei bambini inconsapevoli. Noi siamo un villaggio tribale, globale, di massa, che non dipende dalla legge fatta dall’uomo, dallo spazio e dal tempo stesso. Noi siamo un’unità. L’unità.

    Noi siamo stati plasmati dal suono. Da molto lontano, il temporalesco, echeggiante e smorzato battito era simile a quello del cuore di una madre che tranquillizza un bambino nel suo ventre di acciaio, calcestruzzo e fili elettrici. Noi siamo stati allevati in questo ventre, e qui, nel calore, nell’umidit e nell’oscurit di esso, siamo giunti ad accettare che siamo tutti uguali. Non solo per l’oscurità e per noi stessi, ma per la vera musica che batte dentro di noi e passa attraverso le nostre anime: siamo tutti uguali. E attorno ai 35Hz possiamo sentire la mano di un dio sul nostro dorso, che ci spinge avanti, ci spinge a spingere noi stessi a rinforzare il nostro pensiero, il nostro corpo e il nostro spirito. Ci spinge a girarsi verso la persona vicino a noi per stringere le mani e sollevarle, condividendo la gioia incontrollabile che proviamo creando questo magico cerchio che può, almeno per una notte, proteggerci dagli orrori, dalle atrocità e dall’inquinamento del mondo che sta di fuori. in questo preciso momento, con queste premesse, che ognuno di noi veramente nato.

    Continuiamo ad ammassare i nostri corpi nei clubs, nei depositi e negli edifici che voi avete abbandonato e lasciato senza alcuna ragione, e gli riportiamo vita per una notte. Una vita forte, deflagrante, che pulsa, nella sua pi pura, pi intensa, nella pi edonistica forma. In questi spazi improvvisati, noi cerchiamo di liberarci dal peso dell’incertezza di un futuro che voi non siete stati capaci di stabilizzare e assicurarci. Noi cerchiamo di abbandonare le nostre inibizioni, e liberarci dalle manette e dalle restrizioni che avete messo in noi per la pace del vostro pensiero. Noi cerchiamo di riscrivere il programma che avete cercato di indottrinarci sin dal primo momento che siamo nati. Programma che dice di odiarci, di giudicarci, di rifugiarci nella pi vicina e conveniente tana. Programma che dice persino di salire le scale per voi, saltare attraverso i cerchi e correre attraverso labirinti su ruote per criceti. Programma che ci dice di cibarci dal brillante cucchiaio d’argento col quale tentate di nutrirci, anzichè lasciare che ci nutriamo da soli, con le nostre stesse mani capaci. Programma che ci dice di chiudere le nostre menti, invece di aprirle.

    Fino a quando il sole sorgerà per bruciare i nostri occhi rivelando la realtà del mondo che avete creato per noi, noi balleremo fieramente con i nostri fratelli e sorelle, celebrando la nostra vita, la nostra cultura, e i valori in cui più crediamo: pace, amore, libertà, tolleranza, unità, armonia, espressione, responsabilità e rispetto.

    Il nostro nemico l’ignoranza. La nostra arma l’informazione. Il nostro crimine violare e sfidare qualsiasi legge che voi sentite aver bisogno di utilizzare per porre fine all’atto di celebrare la nostra esistenza. Ma ricordate che mentre potete fermare un qualsiasi party, in una qualsiasi notte, in un qualsiasi città, in una qualsiasi nazione o continente di questo magnifico pianeta, non riuscirete mai spegnere il party intero. Non avete accesso a questo interruttore, non importa quello che pensate. La musica non si fermerà mai. Il battito del cuore non si spegnerà mai. Il party non finirà mai.

    Io sono un raver, e questo è il mio manifesto..

    di VeLeNa*

  132. la musica e la droga vanno di pari passo e non si può gustare la techno senza droga??
    puttanate…dai smettiamola di prenderci in giro…

    di Max

  133. che senso ha parlare di “Droga”, Max? é una catgoria cretina.
    Io preferisco ascoltare Händel con in mano un bicchiere di buon Porto, quindi capisco perfettamente chi preferisce ballare la techno con la spinta dell´MDMA… finchè non nuoce agli altri ognuno é libero.

    di Musico

  134. mala tempora currant

    di X

  135. mala tempora blackcurrant

    di VV

  136. DANCE BEFORE THE POLICE COMES!il vero succo di tutto questo è la musica e nn la potrete fermare mai!!!!!

    di bollone

  137. complimenti articolo stupendo….pekkato ke siano passati quasi 2 anni da questo articolo e le cose sembrano peggiorare….!!!nn credo ci sia stato piu’ qualkuno ke abbia scritto qualkosa di vero sui rave e sui ravers,qualkuno ke abbia aperto i proprio okki e la propria mente e ke si sia fatto trasportare dal solo suono della musica….

    di lady medicine

  138. Dalla festa selvaggia, fuori cultura, alcuni vorrebbero veder nascere una cultura nuova. La tekno, al di là della festa, sfocerebbe su una cultura tekno globale, in accordo con le tecnologie contemporanee, con i miti della sua epoca. Il rave e le sue danze frenetiche rischiano allora di essere recuperate dalla società da cui scappavano. Una società delle apparenze, del falso, del consumato, che riprendendo i raves a proprio favore porterebbe inevitabilmente a dei gesti stereotipati e a delle nuove feste regolate, senza spirito; e che di festa avrebbero solo il nome.

    ViaGGiAmO a BaSSe FrEqUeNzE e pEnSiAmO a 200bpm!

    di laValeTek

  139. troppo chiaro su questo movimento tekkk…….sei sicuro di esserti tuffato senza saper nuotare?????bell articolo____grazie

    di gnomignolo

  140. bell’articolo.
    ma, raga, non capisco una cosa: perchè dar spiegazioni, perchè scrivere manifesti, perchè far dell’arzigogolata ipocrisia – tutte ‘ste parole a vuoto, ‘nzomma – sul fatto unico e incontrovertibile che sì, noi i cartoni li mangiamo, le paste le mangiamo, i funghetti li mangiamo, noi la keta la pippiamo, le canne le fumiamo; chè sì, fa male e lo sappiamo, e, sì, abbiamo tutti un amico che c’è rimasto sotto e allora?
    è così.
    ma puzza, raga, ‘sta metafisica da incenso e statuette, e molto più della spazzatura alle feste in piena estate a mezzogiorno sotto il sole: e no, non sto dicendo che nei cartoni non c’è dio (non lo so e non lo sapete neanche voi); solo piantiamola con questa storia del Noi e Loro, del Voi-Soffocanti-Nell’-Abisso-Del-Sistema-Cattivo e Io-Fuori-Libero-Perchè-Ne-Ho-Pippate-Un-Paio-Di-Quelle-Giuste, piantiamola di crederci Cristo ogni volta che siam presi bene ballando, di chiamare in causa gli dei per mezza raglia… sono scuse infantili per il nostro edonismo, che invece è legittimo – senza il piacere saremmo ancora parameci – scuse buone neanche, in fondo, davanti a noi stessi…

    bell’articolo, di nuovo

    di mark

  141. grazie davvero!!! magari la gente capisse…

    di marty

  142. Classifica pericolosità droghe d’abuso:

    1. Eroina
    2. Cocaina
    3. Barbiturici
    4. Metadone
    5. Alcol
    6. Ketamina
    7. Benzodiazepine
    8. Anfetamine
    9. Tabacco
    10. Buprenorphine
    11. Cannabis
    12. Solventi
    13. 4-MTA
    14. LSD
    15. Methylphenidato
    16. Steroidi
    17. GHB
    18. Ecstasy/MDMA
    19. Nitrati
    20. Khat

    di Anonimo

  143. grandi parole spero che scrivi un’altro articolo di questi tempi visto che ora i giornalisti non scrivono la verità grazie

    di thomas

  144. [...] Rave me tender – il Teknival in dieci discipline [...]

    di tek07 | flyk3r

  145. drammatica partita a street fighter impunemente vinta…grazie di averci regalato questa foto della nostra modesta sala giochi

    di typenonegativecrew

  146. bo h settete

    di Anonimo

  147. finalmente c’e’ qualcuno ke descrive i rave in modo positivo!grande!!!!!!!!!

    di valentina

  148. ma se rimaneva tutto nell underground invece di improvvisarvi giornalisti sociologi antropologi magari ai party ci finiva chi ci doveva finire .spero che il tempo che hai speso per fare sta raccolta usalo anche per publicare 10000 di fly su cose che si è sempre fatta sensibilizzazione hai party

    di atollo

  149. Nel momento in cui un teknival conta 30’000 presenze e i quotidiani nazionali fanno articoli paradenigratori non si può più parlare di underground. E allora una narrazione ponderata e oggettiva serve e come.

    di IdQ

  150. @typenonneg: ^_^

    di IdQ

  151. rave is not a crime

    di 23

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