in "L'Originale Miscellanea di Slipperypond."
Si sapeva, o almeno si immaginava che l’ultimo progetto di Mike Patton avrebbe scatenato fior di polemiche tra i fan più intransigenti.
I fan più intransigenti , dopotutto, si scatenano sempre quando annusano nell’aria virate pop nella produzione dei loro beniamini.
Come era logico, quindi, ho iniziato a sentire in giro discorsi del tipo “Patton si è commercializzato”, “Patton finirà a fare video su MTv”, “Vogliamo il solito Mike che fa versacci strani con la voce” e così via.
Che palle.
E tutto questo ancora prima di ascoltare il disco.
Il disco, appunto: “Peeping Tom”, un progetto pensato, suonato e ritoccato per ben sei anni (che nel calendario pattoniano equivalgono più o meno a 5 secoli), undici pezzi frutto di collaborazioni eccellenti nel campo della musica che conta (e che vende), dai Massive Attack a Norah Jones. Il risultato, per non dilungarmi troppo, lo sintetizzerei così: sembra un album dei Gorillaz, remixato dai Massive Attack, suonato dai Faith No More a cui qualcuno abbia rubato le chitarre elettriche.
Mica male. E in più aggiungeteci Norah Jones che dice le parolacce.
Certo, il disco ha alti e bassi e, come ormai qualcuno comincia a insinuare, ci troviamo di fronte al solito poliedrico Patton, a suo agio con gli stili più disparati ma incapace, forse, di sfornare un Capolavoro Definitivo.
Vorrei però farvi riflettere su una piccola questione. Nell’ultimo anno o giù di lì il signor Patton ha, in ordine sparso: partorito il (debole ma dal packaging strepitoso) ultimo album dei Fantòmas “Suspended Animation“, scratchato con alcuni maestri del genere nel fantastico “General Patton vs. the X-Ecutioners“, partecipato al disco clebrativo “The Stone” di John Zorn, cantato per il norvegese John Kaada in quel gioellino che è “Romances“, collaborato all’ultimo di Bjork, suonato in giro per il mondo con la Melvins/Fantòmas Big Band e eseguito a teatro, in anteprima mondiale a Modena (io c’ero), il Cantus Circaeus di Eyving Kang.
E dimentico certo qualcosa.
Penso proprio gli si possa perdonare la voglia, una volta tanto, di raggiungere un pubblico un po’ più vasto degli adoranti fan che si crogiolano nel credersi custodi di una purissima e inaccessibile nicchia.
Senza contare che tutti i soldi che farà col botto commerciale temuto, o auspicato, del progetto “Peeping Tom” potrà investirli nella sua Ipecac, che sforna a ripetizione album altrimenti destinati ad un triste e immeritato oblio.
E poi, dai, ascoltando il cd è davvero dura immaginarsi questo successo planetario: pezzi orecchiabili, sì, anche interessanti, ben suonati, a volte piacioni. Ma da qui a sperare nel disco di platino ce ne corre.
Quelli li vinceva negli anni ’90 coi Faith No More, e con loro riempiva pure i palazzetti, ma forse i fan più intransigenti questo non se lo ricordano più.

nella foto, Mike Patton in compagnia di un sosia sovrappeso dell’invece longilineo Redattore
di Il Redattore sempre più puntiglioso il 16 giugno 2006 alle 21:45