Troppa trama: ascesa e rovina di un colosso fiorentino.

in "Firenze.co.uk"

E’ di oggi la notizia che il celebre cinema porno Arlecchino di Firenze chiuderà per sempre. Al suo posto un centro commerciale e un supermercato della catena il Centro: è la vittoria della logica consumistica sull’onanismo? Vediamo un po’.

Storia e gloria di un luogo stranissimo.
La palazzina che ospita il cinema Arlecchino guarda Ponte Vecchio e copre le spalle a Boboli. Eppure, nonostante questa dislocazione privilegiata, riesce ugualmente ad essere orribile. E comunque la sua bruttezza risulta perfettamente figlia dei tempi, essendo stato lo stabile costruito in piena Firenze post-bombardamenti, periodo nel quale si faceva a gara ad edificare la cagata più grossa. Però dice (dice) che dentro sia un paradiso del liberty, con elementi decorativi di grande prestigio tra i quali pilastri color oro in perfetto stile-Saddam, e corrimano in ceramica. Scale realizzate da Arnaldo Miniati e pannelli dipinti a tempera dal grandissimo Vinicio Berti nel 1958. La parete di fondo (si presuppone quella a ridosso dello schermo) gira voce sia ricoperta per intero da una tempera di Mina Malvezzi dal valore inestimabile. La soprintendente Grifoni dichiara che adesso finalmente tutte queste opere “torneranno ad essere visibili al grande pubblico”, così implicitamente innalzando i futuri acquirenti del centro commerciale al ruolo di piccoli Federico Zeri del modernariato, e sminuendo il livello di conoscenza artistica degli usuali frequentatori della sala che -in questi giorni- tra l’altro proietta Johnny Steccone. Il sapore dickensiano della vicenda ci fa impazzire.

Chi spenge il proiettore?
La persona destinata ad essere la più odiata nel 2008 dai settantenni horny d’Oltrarno risponde al nome di Maurizio Mian, ex-candidato della Rosa nel Pugno e proprietario al 60 percento della Soprarno Spa, una società che ha come amministratori delegati Franco Mestrelli e Maria Gabriella Gentile (perché dico questo?)
Maurizio Mian, uomo dall’ideologia politica assolutamente definita (”Prima della caduta del Muro votavo Dc. Era il male minore. Poi scelsi i Ds ma ho scoperto che non amano così ciecamente la scienza. E bazzicando le loro Feste non mi sentivo a casa. Allora ho scelto Pannella con i socialisti…) in passato è stato famoso per il suo ruolo di portavoce della Gunther Corporation, trust internazionale che ha per proprietario un anziano cane lupo di Pisa.

E perché lo fa?
Perché purtroppo il mercato delle sale a luci rosse non tira più. “Il calo maggiore degli ingressi è stato rilevato proprio nell’ultimo anno, e non ci sono segnali di miglioramento” sostengono i gestori dell’Arlecchino. Per gli afficionados del settore non resta quindi che il cinema Italia in via Nazionale, visto che anche l’ex Aldebaran in via Baracca chiuderà per far posto ad una serie di mini-appartamenti, che speriamo risulteranno infestati da poltergeist di perversioni sublimi.
La crisi dei cinema porno, ad una analisi semplicistica, potrebbe essere rapportabile all’espansione e la sempre maggiore diffusione di internet, il cui unico scopo (oltre che la diffusione di Slipperypond) è proprio la promozione zozza (vedi il recente fenomeno MILF, acronimo che sta per Mothers I’d Like To Fuck e non ciò che dice Wikipedia.) Eppure ci sono numerosissimi punti oscuri nella vicenda: infatti, quanti tra i frequentatori abituali dell’Arlecchino hanno familiarità con la necessaria tecnologia per fruire dei siti porno? A giudicare dal tempo che impiegano per riaccendere il cellulare all’uscita della sala, pochissimi. E quindi? Dio non voglia che si tratti di un drammatico ricambio generazionale, merito dalla Grande Falciatrice che chiama a sé con sempre maggiore frequenza i più nobili onanisti della piazza, oramai quasi centenari.

Le possibili ritorsioni.
Firenze città di guelfi e ghibellini, dicono i giornalisti quando devono giustificare ogni cretinata che divide la popolazione. Siamo però sicuri che, nel caso dell’Arlecchino, la mobilitazione sarà unitaria.
Forse più efficace del boicottaggio nei confronti del supermercato il Centro risulterebbe essere l’utilizzo del supermercato stesso come se ancora l’Arlecchino fosse lì; purtroppo però ci pare un’opzione poco praticabile, visto che in fondo lo spettatore-tipo in tutti questi anni di X Movies è sempre stata una persona assai perbene e pudica.


  1. Certe chiusure sfatano due miti:
    - che i cinema a luci rosse fossero solo luoghi deputati alla sega/al pompino a pagamento
    - che i vecchini non sappiano usare internet

    di pornofila

  2. Come da copione non manca l’aspetto melodrammatico della cosa. Passando davanti all’Arlecchino possiamo notare un cartello spuntato fuori in questi giorni:
    CHIUSO PER SEMPRE.

    La calligrafia è tremolante, il foglio bagnato di lacrime.

    di Gab.

  3. Vogliamo la foto!

    E a proposito di foto… (già sai)

    di L'Illuminato del Quartiere

  4. La buona notizia, che nessuno sa, e’ che l’Esselunga di via Pisana verra’ rimpiazzata da una multisala a luci rosse con audio in 5.1 e poltroncine finalmente davvero comode.

    di Il Corrispondente da Lontano

  5. Il vantaggio del cinema Italia è che può contare su un nutrito numero di frequentatori che, più o meno consapevolmente, entrano pensando che si tratti di uno dei locali della attigua sede della Copit. Ho visto milioni di distinti signori uscire dall’atrio del cinema esibendo uno smarrimento posticcio, come di chi fosse entraro solo pochi minuti prima e, resosi conto del terribile equivoco, fosse uscito immantinente.
    -
    Inutile dire che la mia conoscenza del fenomeno è da ricondursi esclusivamente alle mie lunghe soste in attesa dell’autobus.

    di Notizie Dal Mongo

  6. l’iphone e’ il gadget del secolo e slipperypond lo sta spammando.

    di corrispondente dall'apple shop di providence, rhode island

  7. il web offre CATEGORIE: shemale, bondage, squirting, teen, cumshots, etc.

    tutto lì.

    di dean

  8. e che é questo silenzio! una settimana???
    vogliamo ancora articoli geniali!

    di lupa

  9. Un plauso per il titolo…

    di Giampiero

  10. Ciao Lupa.
    Scusa per l’assenza ma l’esodo agostano si è fatto sentire anche per Slipperypond. Il Corrispondente dal Contado in America per delineare la sua strategia di insediamento alla Casa Bianca al posto di Obama, l’Illuminato del Quartiere in galera dopo il rave, tutti gli altri al mare. Però adesso si riparte e -citando il Cavaliere- “non ci spaventano certo le battaglie autunnali…”
    Salùt.

    di La Redazione.

  11. Dicono però che nei pressi del fu Arlecchino verrà costituita a breve la sede ufficiale di Bang Bros Italia.

    di Un Vile Cabaret

  12. Era ora faceva schifo…. I cinema a luci rosse sono la copertura per la prostituzione maschile!

    di Francesca

  13. Eccoci scoperti.

    di Il Puntiglioso Redattore

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