Auditorium Flog. 1993-1997 circa.
Commentando il necrologio slipperypondiano al vecchio Hilly Kristal una lettrice o lettore (che chiameremo V. non per mantenere un inutile anonimato, ma perché V. effettivamente è il suo nome per intero) ha tirato in ballo la Flog, versione cittadina del CBGB di newyorkese memoria. Per i non fiorentini all’ascolto, si tratta di un auditorium posto sulla cima di una collina dalla quale si domina un parcheggio e mezzo campo da tennis, una pizzeria in cui una volta chi vi scrive ha diviso una prosciutto e funghi con Piero Pelù, più un fossato pieno di mozziconi di sigaretta. Negli anni novanta -unico periodo sul quale posso esprimermi con una certa cognizione di causa, escluso il Pliocene Medio- da quelle parti suonavano band del calibro di Quinta Colonna, Nughe, i celebrati Malfunk, i Cryogene, i genesisiani Elfico, i Malaussène, gli Incimbalis, i Rock Galileo, i Tinta Unita e mille altre che dimentico, gente con grandi aspettative che (a quanto ne so) ancora aspetta l’occasione giusta per svoltare; una botta di culo che probabilmente non riguarderà la musica ma magari l’avvocatura, il giornalismo o la medicina interna.
Come già i loro equivalenti della scena americana e inglese -omologhi che hanno preceduto queste band di circa vent’anni, con nomi tipo Talking Heads, Wire, Ramones, Blondie, Clash, Sex Pistols, Buzzkocks, Stooges e compagnia danzante- i nostri suonavano lì per manifestazioni in grado di cambiare il mondo tipo Emergenza Rock (un furto che premiava i gruppi per alzata di mano. Figurarsi…) o Rock Contest, ma anche migliaia di concerti organizzati con lo scopo di sponsorizzare una occupazione scolastica contro la Jervolino o il rilascio di un ostaggio palestinese del quale:
a) nessuno sapeva nulla e…
b) a nessuno fregava nulla di sapere.
E comunque la Flog era il miglior teatro possibile per queste manifestazioni perché costava poco e aveva all’ingresso uno splendido murales di Matt Pogo, patrono della estetica punk cittadina nonché idolo delle folle; un tizio mai visto in faccia da nessuno però capace di rubare i cuori dei giovani disegnando ogni cosa sulla falsa riga degli omini-Ramones di Rocket to Russia o simili.
La Flog si riempiva di fumo in pochissimo tempo (non ricordo se era permesso fumare in sala, anche se credo di no) e i fonici se ne sbattevano se i suoni arrivavano alle orecchie degli spettatori totalmente confusi e straziati: tanto confusi e straziati sarebbero stati anche gli spettatori stessi; inoltre a detta loro (dei fonici, s’intende) la musica andava ascoltata in questo modo, e che nessuno rompesse i coglioni.
Ad esempio una volta uno tra questi energumeni con la maglietta degli Iron -alla Flog per fare i suoni ai benamati Quinta Colonna- disse al batterista della band se per favore poteva andare in culo lui e le sue esigenze, visto che la sera prima era a Torino a mixare i Metallica. Roba buona solo per i pesci, naturalmente.
Che poi, tra parentesi, quelli erano gli anni del grunge morente -ma per favore nessuno adesso apra il dibattito sulla reale esistenza di un simile movimento- e del metal già fuori moda però idolatrato da tutti. Dei Primus al loro massimo, dei Faith No More al loro (quasi) massimo (Angel Dust aveva tre anni) e per grazia divina ancora non del new-metal, se escludiamo qualche vezzo dei Korn e dei dimenticati H-Blockx. Le band che si esibivano alla Flog in quel periodo, per qualche misteriosa congiuntura astrale, suonavano tutte come un riuscito mix tra i Pearl Jam e i Mano Negra, con rare eccezioni trash o smaccatamente demenziali: come sempre chi suona ama più di ogni altra cosa pavoneggiarsi dei propri mezzi tecnici e ostentare la propria cultura musicale (dato interessante, non verso colui che non suona, ma sempre verso propri pari-livello strumentisti, come se un mondo al di fuori della musica non possa esistere) ed ecco perché -all’esterno della Flog- gli argomenti trattati erano sempre più o meno riguardanti:
a) L’ultimo lavoro dei Naked City di John Zorn, oppure…
b) La Fiorentina di Toldo, Carnasciali, Padalino, Amoruso, Serena, Schwartz, Cois, Amoroso, Rui, Baiano e Batistuta, versus gli eterni Gobbi di Merda.
[...]
In tutta onestà adesso alla Flog non ci vado da tempo; si dice che dal momento in cui qualcuno prenda la maturità, quel posto scompaia come l’amore per le figurine o il wrestling. Eppure voci incontrollate raccontano che una sera su sette c’è discoteca e un certo movimento di anime. Parimenti non saprei dire se resiste una qualche forma di collaborazione e sintonia tra la Flog e il mondo dei licei, ossia se ancora i peggiori elementi di luoghi orrendi tipo Galileo, Machiavelli, Dante, Michelangelo, Castelnuovo e via, suonano su quel palco ogni sabato alle ventuno e poi -cosa che mi auguro- vanno nel parcheggio a trafficare con filtri e cartine. Inutile sottolineare a posteriori quanto simili forme di aggregazione siano più utili del Leopardi, per lo studente che da poco ha compiuto diciassette anni. Tanto per leggere l’Infinito o capire veramente le Operette Morali c’è tempo attorno ai trenta, quando inevitabilmente finisce che scrivi su Internet per Slipperypond. Al contrario per fare stage-diving giù da un palco e spaccarsi la zucca contro il compagno di banco serve una verve e una prestanza fisica che inevitabilmente scompare con lo scorrere del tempo.
Sweet young thing ain’t sweet no more.

Io ho mangiato la pizza con Yngwie Malmsteen presso la prospiciente pappatoia. “Con” in senso estensivo.
di Il Puntiglioso Redattore il 31 Agosto 2007 alle 17:44Il fonico con la maglietta degli Iron adesso è padre di una splendida bambina. Ai tempi era famoso per avere composto una canzone in 5/8 che faceva: “pioggia di coccodrilli affamati su di voi. Voi. Vo-i.” Tipo anatema. Lo salutiamo con affetto.
di Postilla. il 31 Agosto 2007 alle 18:00Io non posso non ricordare:
- una discinta Kazu Makino che, ancora giovane (vado ad occhio, ma saranno stati 10 anni fa), si faceva apprezzare per le indubbie doti vocali, ma non solo;
- una mesta conversazione con Geoffrey Farina dei Karate, che sembra quello che ce l’hai accanto di banco al liceo, ma non parla mai;
- Michael Gira che, lamentandosi per il rumore in sala, ha insultato tutto e tutti, infilando la più lunga serie di F-word che abbia mai sentito;
- un Bill Callahan depressissimo (sebbene ai tempi credo dividesse il letto con la divina Chan Marshall - e allora, caro Bill, veramente c’hai qualcosa che non va), che viene zittito da un buzzurro locale che dalla balconata durante i bis grida “te ne vai?!?”;
Infine, il ricordo più amaro:
di Notizie Dal Mongo il 31 Agosto 2007 alle 20:00- una terribile risuolata a biliardino inferta a me e al Corrispondendte dal Contado dal cestone degli Zen Guerrilla e compare, dopo che il primo aveva passato buona parte del concerto cantando aggrappato come uno scimpanzé ad uno degli (orribili) tralicci di legno - Perdere a carcino dagli americani..
Inoltre prima di Don Backy -ultimo tassello della mia collezione VIP- proprio alla Flog incontrai Mike Patton. L’occasione fu un live brevissimo dei Mr. Bungle, durante il tour di Violenza Domestica (e qui l’Amma saprà dirmi che anno era. Personalmente collocherei la faccenda attorno al 1997, ma sappiamo il mio rapporto turbolento con le date.) Patton ai tempi era piccolo ma robusto e già parlava un italiano migliore del mio. Gli dissi che su quel palco avevo suonato svariate volte e naturalmente la cosa non toccò l’Artista neanche di sfuggita. Però fu molto gentile. Dietro il palco della Flog ci sono dei cessi, come è ovvio destinati alle musicali minzioni delle varie star che da lì transitano. Pisciando una volta ho potuto notare una piccola croce rovesciata all’altezza dello sciacquone, ed una firma: LEMMY, Motorhead.
di Gab. il 31 Agosto 2007 alle 20:59Brividi.
Scusate questo amarcord un po’ alla Red Ronnie, ma in tema di cessi non posso non ricordare un mio amico che si vantava di aver pisciato accanto al cantante di un gruppo allora già noto, ma non notissimo: i Radiohead. Tutto ciò avveniva naturalmente prima dell’uscita di OK Computer e, a dirla tutta, non sono sicuro che il memorabile evento si sia celebrato presso gli orinatoi della Flog o presso quelli (rivali) del Tenax. Ricordo tuttavia che per essere sicuro che avessi capito quale fosse il cantante il mio amico ritenne opportuno precisare che si trattava di “quello bassino coll’occhio pio”. Una definizione che da allora mi accompagna ogni volta che vedo il povero Thom Yorke sulla copertina di Mojo o di qualche video superfico di Gondry.
di Notizie Dal Mongo il 31 Agosto 2007 alle 22:40ma i video hanno le copertine? bah..
di Notizie Dal Mongo il 1 Settembre 2007 alle 01:08Come scordare, a questo punto, Patton che durante il primo tour dei Tomahawk apostrofa una spettatrice evidentemente non preparata con: “Forse credeva che stasera suonasse Ligabue”.
Altra immagine fortemente impressa nella mia mente: un Buddy Miles (batterista della Band of Gypsys) bolso e inamovibile che improvvisa una sorta di sermone soul dedicato a Jimi Hendrix.
di Il Puntiglioso Redattore il 1 Settembre 2007 alle 01:29La sconfitta da parte del cestone degli Zen Guerrilla brucia ancora.
di Il Corrispondente da Lontano il 1 Settembre 2007 alle 03:13Sul sempre interessante argomento cessi, posso aggiungere che lo spilungone bassista di un noto gruppo del liceo mio e di Notizie dal Mongo, dopo aver suonato alla Flog nell’ambito di Emergenza Rock volle lasciare una traccia sul muro della toilette. Accanto a firme di rocker illustri, slogan punk-anarcoidi e quant’altro, scrisse: “In questo bagno ci ho fatto un merdone”. E lo firmo’ in bella calligrafia con nome e cognome. (Per chi fosse addentro alle cose del Liceo suddetto, si tratta dello stesso spilungone che rubo’ un alce da Disneyworld a Orlando, Florida).
In tema “Mike Patton - Ricordi” è obbligatorio per me menzionare il fatto che il buon Mike vivesse nel mio stesso quartiere a Bologna, durante il mio primo glorioso anno di studente fuori sede (correva l’anno 1998). Ricordo di averlo visto un paio di volte, per la verità un po’ imbolsito, a spasso col cane in zona S. Orsola - via Massarenti.
di Notizie Dal Mongo il 1 Settembre 2007 alle 13:31Ora, l’unica celebrità che io sia mai stato tentato di fermare per la strada è “Il” Mereghetti (a cui uno volta stavo per appioppare un pippone terribile davanti ad un’edicola milanese circa le stelline date ad un centinaio di film); pertanto non ho mai detto una parola al suddetto Patton. Ricordo però distintamente di averlo casualmente sentito parlare in più di un’occasione di un certo musicista fiorentino che lo aveva molto impressionato per il fatto di aver ripetutamente calcato il palco della Flog.
Gli ho ispirato il celebre brano “Cuckoo for Caca.”
di Il Feroce. il 1 Settembre 2007 alle 14:39Pur avendo una storia personale riguardo la Flog che si sovrappone con quella del Feroce Direttore, ci sono tornato di recente ben tre volte:
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- Giuliano Palma (me ne andai alla seconda canzone per motivi personali)
- Dani Siciliano (questa donna portò l’electrohouse alla Flog (duh) - poteva essere un gran concerto ma la Siciliano portò sul palco con sé, in qualità di assistente e porgivinili, una ragazza stupenda che era chiaramente sua amante: il duetto romantico mistress-slave che avveniva sul palco ammazzava il sessappiglio della Siciliano impedendo il transfert dello spettatore - non potevi immaginarti a nanna con l’artista perchè il posto era occupato sotto i tuoi occhi - e trasformando la faccenda in un’esibizione che gridava: per la house meglio il Kama Kama)
- (trema, Puntiglioso Redattore) I Sud Sound System, dei quali tutto si può dir di male ma NON che non sanno come gasare il pubblico dal vivo (gli unici a cui ho visto fare meglio furono i Molotov, un gruppo speed-metal, credo cileno, visto quando ancora esisteva quella cosa bella che si chiamava Arezzo Wave). Uscito dalla Flog ero così gasato che mi sono rifatto una vita come pescatore di totani e suonatore di jambé nel Πελαγoς Ιóνιo.
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Ogni volta il pubblico era composto da fan delle rispettive band, più uno zoccolo duro di trentenni il cui volto esprimeva la tensione di dover coinciliare un’indole ribelle del tutto rock’n'roll con la passione per “Friends” e il posto in cooperativa sociale ottenuto grazie al bis-zio consigliere in provincia.
di L'Illuminato del Quartiere il 1 Settembre 2007 alle 15:21Ricordo un tipo inglese, tale Telefunken, che si presento’ sul palco con un costumino giallo tipo supereroe e un casottino chiaramente fatto in garage, su cui teneva la console e dietro cui si nascondeva interamente. Ogni tanto sbucava con volto rabbioso per ordinare alla gente di ballare, ma la gente non ballava: era pubblico rigidamente indie rock.
di Il Corrispondente da Lontano il 1 Settembre 2007 alle 17:21Quanto a celebrita’ incontrate per strada, una volta ho incontrato il notaio del gioco dei pacchi di Bonolis nel mio supermercato di fiducia. Lui non e’ granche’ dal vivo, ma vi assicuro che la sua giovane figlia ha un suo perche’.
Non capisco questa sottile vena polemica contro i trentenni che cercano di conciliare un’indole ribelle del tutto rock’n’roll con la passione per “Friends”
di Monia il 2 Settembre 2007 alle 23:57Le mie polemiche sono spesso introflesse: non sono mai venuto a patti col fatto che mi piaccia friends.
di L'Illuminato del Quartiere il 3 Settembre 2007 alle 00:32Essendo io un fresco trentenne con una ribelle indole rock’n'roll a cui piace Friends, mi sento decisamente chiamato in causa. Diciamo che col tempo ho imparato ad accettarmi.
di Il saccente scandinavo il 3 Settembre 2007 alle 21:27Riguardo a celebrità incontrate per caso, una volta ho trovato Joerg Heinrich dal barbiere. Poi dopo ho cambiato barbiere (non per colpa di Joerg Heinrich, però).
Segnalo che grazie a Slipperypond, sito di divertimento e informazione, peterpoe, giovane di indole rock’n'roll e fan del dr.House oltre che socio fondatore della SIC, sta vendendo all’asta un Minotauro verde a brillantini verdi. Al momento l’offerta più alta ammonta a 80€)
di lilluminato diqquartiere il 3 Settembre 2007 alle 21:43Trentenne (e rotti) con indole ribelle (!).
di Antonello da Messina il 4 Settembre 2007 alle 00:55Fan di Friends, notevolmente attratto dalle tre protagoniste, Monica/Courtney in primis, ma anche le altre (non difficile da accetare, meno comunque della fede juventina contratta in giovane età e poi vero scheletro nell’armadio per tutta la vita).
Esperienza lavorativa presso una cooperativa sociale (anche se senza bis-zii alla provincia).
Dovrebbero farmi entrare gratis…
ventinovenne, fissa per friends, sei mesi in una cooperativa sociale
di v il 4 Settembre 2007 alle 13:35Visto che si parla di Friends, un aneddoto.
di Gab. il 4 Settembre 2007 alle 17:32All’inizio della nostra (per alcuni) gloriosa carriera universitaria, invece di studiare mi trovavo a bivaccare in una casa nel pieno centro di Firenze. Spesso da quelle parti transitavano altri due individui, che poi si fermavano a dormire: un aspirante attore, uno che lavora (o meglio, che avrebbe dovuto lavorare…) nel settore-economia-azienda, più uno studente di paleontologia, che poi ero io.
L’analogia con i tre protagonisti della sit-com (un uomo-azienda, un attore e un paleontologo) ci è stata fatta notare da chiunque venisse a contatto con noi; ecco allora che abbiamo cominciato a vedere il telefilm. Rimane la grande nostalgia per quel periodo. Eravamo giovani e di belle speranze.
trentaquattro - zio in Regione - rocknroll a manetta. Mi manca la coop sociale ma annovero uno stage in una ONG.
di MOSSAD il 4 Settembre 2007 alle 18:51si intende che amo friends
di MOSSAD il 4 Settembre 2007 alle 18:52Ciao Gab, tua moglie mi ha molto parlato di te e del vostro bimbo, Beniamino. Siamo amiche molto speciali!
di Susanna il 4 Settembre 2007 alle 20:24Ah. Già. Dimenticavo la mia travagliata storia affettiva…
di Gab. il 4 Settembre 2007 alle 20:43“uno che lavora (o meglio, che avrebbe dovuto lavorare…) nel settore-economia-azienda”
i miei biografi si appuntino il passaggio.
di Il Puntiglioso Redattore il 4 Settembre 2007 alle 21:52Uno che lavora nel settore “la giornata è fatta di ventiquattrore da colmare di ore passate a capire come colmare le ore per poi trovarsi alle 1.23 a scrivere su di un blog”
di Un Vile Cabaret il 5 Settembre 2007 alle 00:24i miei biografi vadano a farsi un drink in più.
beh friends piace a tutti no?? trasversale a bestia
di claudia vitamina k il 6 Settembre 2007 alle 00:01Sull’aereo ho visto la sitcom realizzata dagli autori di Friends, intitolata “The Class”. Cancellata dalla NBC dopo una stagione. Comprendeva tra le altre cose una bionda stupida sposata con un uomo omosessuale e straordinariamente effeminato.
di Il Corrispondente dal Contado il 6 Settembre 2007 alle 02:53Ancora una volta, si rivela confermata la legge che vuole qualunque cosa venga offerta “dagli autori di” o “dal produttore di”, una cazzata elevata alla N, dove N sta per il voto da uno a 100 che dareste al film preso ad esempio dalla pubblicità.
The Class! Mitica. Poi non dire che non te l’avevo detto
di Monia il 10 Settembre 2007 alle 09:22Me li ricordo i quinta colonna… facevano cagare! Invece le nughe…
di anonimo tettone il 18 Settembre 2007 alle 15:12Tettone. Sappiamo chi sei e cosa hai fatto con il chitarrista delle Nughe (che tra l’altro salutiamo.)
di La Redazione. il 20 Settembre 2007 alle 09:47