Mexico facts.

in "L'Originale Miscellanea di Slipperypond."

4881_92914429961_552329961_1998443_Chi lavora nella stampa sa che i reportage da luoghi esotici hanno un po’ lo stesso ruolo della celebre intervista alla mamma di Aldair apparsa su una gazzetta agostana nel 2002: tappare i buchi.
Per questo, in un momento caldissimo per la cronaca e il costume fiorentini, con Renzi che trionfa grazie alla satira preventiva di Slipperypond e i locali più frequentati dai giocatori della Viola chiusi per raglie, un pezzo sul Messico, benché ospiti al momento due membri della redazione, è assolutamente fuori luogo. Quindi, ve lo beccate.
Dal momento che a dare un prospettiva ponderata e acuta sul paese ci sta già pensando e ci penserà in futuro il Vile Cabaret, quello che posso fare io è offrire uno sguardo esterno. Esterno davvero, che non so come ci sono finito qua, io che ho sempre preferito Strindberg a Cortazar e Christiania a Lapa, ho portato la mia maglia di Guevara per una sola estate e non ho in fin dei conti mai subito il fascino del Sudamerica.
(Si, ok, il Messico non è Sudamerica, è Nordamerica. Questo per mettere subito a posto il Puntiglioso Redattore.)
Offrirò uno sguardo esterno, ma senza reportage con musica e cactii à la Puerto Escondido, che certe mitologie hanno fatto i loro danni, e insomma, se in pochi ormai prendono sul serio la psichedelia (e nessuno la sinistra buonista) è un po’ anche colpa di Salvatores. Mi limiterò invece, secondo la lezione del blog italiano di maggior successo, ad enumerare una serie di fatti sul Messico che saltano ai miei occhi di profano.


- Siamo in nordamerica. Lo prova il fatto che all’arrivo in aeroporto ti consegnano un questionario sulla febbre suina (“sei malato?” “hai la febbre?” “hai la tosse?”) ricalcato sul buon vecchio “sei un nazista?” del questionario per entrare negli USA.

- Come prima cosa il Vile mi porta all’università, che è più grande e bella di Berkeley, e soprattutto pubblica. So che lo fa per sgominare i miei pregiudizi antilatini, ma lo lascio fare, tanto ci pensano i sigilli di polizia per l’ultimo omicidio sui gradoni della facoltà di lettere a ridar loro forza. La spettacolare mensa a un euro mi fa andar però via un poco vacillante.

- Città del Messico non fa quell’impressione tutta smog e casino tipica di altre città del cosiddetto terzo mondo. Sembra in effetti Roma. Ma con più parchi e una metropolitana molto migliore. O qui sta arrivando lo sviluppo, o sta succedendo qualcosa da noi, vedete un po’ voi.

- Si mangia bene. Ma così bene che viene da chiedersi se il take away di via de’ Benci non sia stato messo su da potenze straniere nemiche del Messico.

- A Teotihuacan ci si sintonizza con le energie universali. Commuovono i californiani in sneakers e maglie hindi che alzano al cielo i loro talismani per caricarli, specie quella che lo ha a forma di cuore di san Valentino.

- Al museo di Teotihuacan, leggo sulla porta a vetri, è vietato entrare con i cani (ok), con bibite (ok), con gelati (ok), e con arco e frecce. Evidentemente le culture locali sono ancora molto vitali, mi dico.

- Quando non vengono minate da MySpace. Città del Messico è infatti piena di emo. Non sto a descrivere le emozioni che suscita un emo indio per non essere al solito tacciato di antilatinidad.

- Bisogna guardare bene in faccia il proprio tassista, perché – mi dicono – alcuni tassisti ti rapiscono per 12 ore. Il perché di questa durata è che così puoi fare due giri di bancomat. Inizio ad amare questo paese.

- Anche perché finora non mi hanno rapito.

- Il problema, comunque, è sentito. Infatti, dai cartelloni (ci sono le elezioni), i verdi, col loro logo su cui spicca un allegro tucano, propongono la pena di morte. E io che non gradivo Pecoraro Scanio.


  1. (ah, la presentazione è andata benissimo. Ma è tutto merito di Raveggi.)

    di L'Illuminato del Quartiere

  2. Per la precisione, l’application dell’ESTA (Electronic System for Travel Authorization) dell’U.S. Department of Homeland Security – che mi appresto a compilare – recita, al punto C):

    “È stato in passato, o è ora, coinvolto in attività di spionaggio o sabotaggio, o in azioni terroristiche? O in genocidio? Oppure, tra il 1933 e il 1945 è stato coinvolto, in alcun modo, nelle persecuzioni intraprese dalla Germania nazista o dai suoi alleati?”

    (a parziale temperamento, in calce si specifica “per quanto mi sia possibile sapere e ritenere”).

    di Il Puntiglioso Redattore

  3. Ciò che più colpisce del pezzo è il momento nel quale l’Autore si spoglia e mostra quali siano le vere passioni che animano il suo cuore di sciamano: “A Teotihuacan ci si sintonizza con le energie universali.”

    di G.

  4. Consiglio al puntiglioso di compilare anche l’APIS (Advanced Passenger Information System) per accorciare i tempi alla dogana.

    Detto ciò, è sempre bello sentire di posti esotici, soprattutto quando le notizie di rilievo in Italia sono altre: http://quotidianonet.ilsole24ore.com/2009/06/23/195438-chiama_animale_berluscane.shtml

    di L'Illetterato Garzone

  5. Trovo il sig. Imerio Mariotto uomo di raffinatissimo umorismo e diffido di forze dell’ordine che non sappiano cogliere il genio in qualcuno, quando si manifesta.

    di F.D.

  6. Anch’io avevo letto e riso del Berluscane. Il silenzio degli animalisti è tuttavia inspiegabile.

    di Antonello Da Messina

  7. @ Illetterato: Peccato che di solito i posti esotici servono per fuggire dalla realtà, mentre io li uso per rientrarvici a pieno. E’ l’Italia che è un posto tremendamente esotico… :)

    di Un Vile Karkadé

  8. io sn una raga emo cmq bellixime tt ste foto dove ci sn i blog ne sto prendendo qlk…la mia e-mail è baby_star98 ok ciao ciao.

    di francesca

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