In morte di Guido Nicheli

in "L'Originale Miscellanea di Slipperypond."

 

 

“Uè Tartufon, dov’è la mia Sharon?”

 

 

 

 

 

 

 

Slipperypond rivolge l’estremo saluto all’indimenticabile Commendator Zampetti.

 

 


  1. grandissimo dogui!

    di giacomo

  2. Che la terra sia lieve.

    di Gabriele.

  3. “Sole, whisky, e sei in pole position”

    Voglio ricordarlo così.
    Ciao Dogui.

    di L'affranto Puntiglioso

  4. Io voglio ricordarmelo con questa frase

    “Wè Fisichella…siamo in pole position?”.

    Un Grande.

    di Il bisbetico dogmatico

  5. La stanza puzza di fumo e disinfettante e lui aspira una sigaretta: per lui è una gioia e si tocca i baffi. I bisogni primari sono ingestione e digestione e evacuazione. Guarda -dice- com’è contento l’animale. Gli dai una trecénto e va via che scodinzola. La libido è alle stelle mentre Milano ribolle con la musica dei Milli Vanilli, Lory del Santo ed il convegno di Craxi alle porte. Zampetti: destra sociale o democrazia cristiana pura? Adesso non c’è più: ed è un giro di Rolex.

    di Giuseppe Genna.

  6. Ognuno ricorda una frase del mitico Dogui la mia è: “Mi fai vedere un po’ di elastici e andiamo via di gusto. Scatta la libidine”.
    Tutti in piedi e rendiamo onore a chi ci ha fatto vivere la vera spensieratezza.
    Max

    di Max

  7. speriamo vada a fondo anche l’italia che costui simboleggia

    (personaggio leggendario comunque: la mia è “Via della Spiga Milano – Hotel Cristallo di Cortina 2 ore 54 minuti e 27 secondi, Arboreto is NOTHING!”)

    di MOSSAD

  8. ah è quella del filamto non l’avevo vista

    di MOSSAD

  9. Cara la mia bella Redazione di Slipperypond, la sa una cosa? Lei mi esalta!

    di Antonello Da Messina

  10. La domanda che non ho mai potuto fare a meno di pormi vedendo Guido Nicheli è sempre stata: ma com’è la sua giornata tipo? E poi: Chi è lui nella vita privata? Come occupa il suo tempo? Lui è felice?
    Domande che purtroppo non troveranno mai risposta.
    Una prece.

    di il corrispondente

  11. E soprattutto…parlava realmente così?

    di Il bisbetico dogmatico

  12. secondo voi ci campava con quelle presenze da 10 minuti in un film l’anno?

    di pleiade

  13. Infatti, è un po’ la domanda che mi ponevo io. Ed è un quesito che mi attanaglia anche riguardo a gente tipo Gegia, Jimmy il Fenomeno, Gigi Sammarchi, Enzo Cannavale e altri personaggi che trovate qui: http://www.caratteristi.it/index2.asp

    di il corrispondente

  14. Mah, lo vidi ospite da Costanzo e parlava esattamente così (almeno come cadenza).
    Per il resto, ho i vostri stessi quesiti (comunque il mondo dei caratteristi è fantastico: Bombolo, ad esempio, vendeva stoviglie; abusivamente).
    All’ottimo link del Corrispondente, aggiungo questa intervista:
    http://ragazziterzac.altervista.org/int-nicheli.html

    di Antonello Da Messina

  15. odontotecnico!

    di pleiade

  16. Mi unisco al cordoglio per il mitico Zampetti :(

    Possiamo proprio dire che oggi NCS… non ci siamo.

    di Giginho

  17. Segnalo questa splendida intervista.

    “Buongiorno Guido Nicheli, anzi Dogui. A proposito, perché la chiamano così? Anche sul campanello di casa c’è scritto semplicemente Dogui.
    «È l’anagramma di Guido: easy, semplice no? Un modo di parlare che usavano i carbonari per non farsi capire. Se dico lafi stoque significa fila questo. Se dico neca significa cane. La nabambi è la bambina. Vediamo se ha capito: le ghe-fi cosa sono?».

    Belle donne?
    «Negativooo. Si dice le fighe: io le chiamo così, senza voler essere volgare. Parlare in questo modo è una delle caratteristiche del cumenda».

    Già, il cumenda. E’ sparito dalla tv da un po’ di tempo, che fine ha fatto?
    «Ho girato “Vita Smeralda” con Jerry Calà, ora sto lavorando per una sit-com prodotta da Sky. Ci sarà anche la Colombari, farò un procacciatore d’investimenti alla mia maniera: invece che recuperare soldi per l’azienda, li spendo».

    Perché nel frattempo ha lavorato poco?
    «Uè, io non sono mica uno che telefona per proporsi. Negativo. Nel mondo dello spettacolo per lavorare devi chiamare ed essere compiacente. Doppiamente negativo. La ricchezza è la libertà di fare quel cazzo che vuoi, e in questo senso sono ricchissimo. Se hanno bisogno di me chiamano loro. Altrimenti goodbye e see you later: arrivederci. D’inverno parto e volo ai Caraibi, d’estate vado in giro per il Mediterraneo che è il mare più bello del mondo».

    Dogui ha sempre amato viaggiare?
    «Libidine. Quando facevo l’odontotecnico lavoravo fino a metter via 3.000 dollari, poi partivo per un mese: taaaac,100 dollari a disposizione ogni giorno. New York, Messico, Rio, Spagna. La vede quella foto laggiù?».

    Lei in posa con Salvador Dalì.
    «Bravo. Ero di casa a Port Lligat vicino a Cadaques, dove viveva. Un giorno, dopo aver cenato, il maestro mi porta a vedere l’opera che stava dipingendo: la “Pesca del tonno” che ora è esposta al Louvre. Arriviamo nello studio e… sorpresa, è tutto vuoto, non c’è un cazzo. Ad un certo punto Dalì prende una specie di telecomando e taaaac, schiaccia un bottone. Come per magia dal pavimento si materializza una rotaia e appare la grande tela con il quadro. Libidine, tutto elettronico: era il 1967».

    Mai incontrata Amanda Lear?
    «Posava in spiaggia per un servizio fotografico, era una ragazzina. Anzi, un ragazzino. Sì, insomma, era già una gran figa ma aveva il coso…».

    A proposito di donne, lei si è sempre trattato bene.
    «A 25 anni sono diventato padrone del mio tempo e ho capito che vicino alle belle fighe stavo bene: da quel momento mi sono dedicato a loro. Certo, ci vogliono tempo, soldi per viaggiare sempre in prima classe e testa libera».

    Ha ottenuto buoni risultati…
    «Faccio sport, ginnastica e nuoto: sono sempre in forma e le ghefi non mi mancano mai. Ho 72 anni ma taaac, sono ancora operativo. Il viagra? Negativo, non l’ho mai provato e non so nemmeno cosa sia. Quando avrò finito le cartucce e non avrò più stimoli mi ritirerò sapendo che ho bacchettato alla grande tutta la vita».

    E’ sposato?
    «Ho avuto tre mogli, l’ultima aveva 18 anni. Il segreto è restare amici anche dopo. Mi chiama spesso: “Ciao papi, come stai?” E io: “Alla grande”. Punto e a capo».

    Ora è fidanzato?
    «Assolutamente single: alle donne che sono salite a bordo e hanno viaggiato con me non ho mai chiesto cosa avevano fatto la sera prima, ma nemmeno loro me lo devono chiedere. Altrimenti si chiude. Ieri sera ho cenato con una galli-nella di 24 anni che fa l’università: oltre al culo alto e ai fianchi stretti ci vuole anche cervello».

    Dogui, ci faccia sognare. E ci dia anche qualche lezione: la serata tipo del cumenda per cuccare?
    «Primo, devi decidere tu dove andare: una che vuole dirti cosa fare è da cancellare subito».
    Cena al ristorante o a casa?
    «Meglio a casa, lume di candela, un buon vino, musica moderna in sottofondo».
    E poi?
    «Poi decidono loro. Quando vai a prenderle tanto hanno già deciso se dartela o no, che tu sia cumenda o meno…».
    Già, il cumenda. Parliamone.
    «E’ un’icona ormai».
    E ha un nipotino: Ranzani, quello di “oooookkkkk, vaaaaaabeneeeee”.
    «Libidine, se prende spunto da me significa che funziono. D’altronde il cumenda è conosciuto in tutto il mondo: ovunque mi fermano e ripetano le frasi celebri.

    Tipo “Via della Spiga-hotel Cristallo di Cortina 2 ore, 54 minuti e 27 secondi: Alboreto is nothing”?
    «Bravo. Oppure “I pantaloni belli dritti nell’armadio”, “Ivana fai ballare l’occhio sul tic”, “I repeat for you” e “F. M. Fine messaggio”».

    Tutte sue invenzioni?
    «Per forza. Mi vengono così, naturali».
    Da “Sapore di mare” a “Vita Smeralda” però i tempi cambiano. Ora ci sono i cellulari: che rapporto ha il cumenda con i telefonini?
    «Beh, mi tengo aggiornato con i termini. Per dire a uno di svegliarsi ora uso un “Attivati, animale”».
    Sa mandare sms?
    «Certo che mando gli esse emme. Tre parole o poco più. L’ultimo? “I don’t forget i tuoi fianchi”».
    Nicheli, taac e facciamo un salto indietro.
    «Sono nato a Bergamo nel ’35, e lo stesso anno è morto mio padre. In tempo di guerra ci siamo trasferiti a Carobbio degli Angeli e poi a Milano».

    Primi contatti con il mondo del cinema?
    «Ero un predestinato, tutti mi chiedevano sempre di recitare. Mi ha scoperto Steno, nel 1975 ho fatto “Il padrone e l’operaio”. Il cinema mi ha sempre affascinato per via del materiale che gira: le belle donne».

    A proposito, ha lavorato con ghefi di altissimo livello. La migliore?
    «Florence Guerin in Gran Casino Montecarlo del 1987. Era Miss Francia, ho sempre avuto un debole per le francesi».
    In “Vacanze di Natale” c’era Moana Pozzi.
    «Gran bella figa: fianchi stretti, culo alto e una terza piena, ma anche molto intelligente. Una notte aMilano esco con il cane per andare a comprare i giornali. Sono in Galleria del Corso, 4 di mattina, tutto deserto e sento una che mi chiama “Ciao Dogui, come stai?”. Non capisco
    chi sia. Poi la guardo meglio, la faccio girare su se stessa e passo in rassegna il materiale: “Adesso sì che ti riconosco: ciao Moana!”».

    Film e teatro: in quegli anni a Milano era impossibile non passare per il Derby.
    «Sì, ma facevo il rappresentante».
    Scusi?
    «Sa, per mia moglie… Mi sono inventato un lavoro per stare in giro di notte nei locali: ero rappresentante di whisky, invece che portare soldi ai night taaaac, li prendevo».

    Mai recitato?
    «Con Jannacci, ma per poco tempo. Vado in vacanza in Africa, l’hotel non mi piace e decido di cambiare. Arrivo ai bungalow e dico allo schiavetto “Uè, portami la valigia”. Intanto sento uno che grida con la pupa: era Enzo che litigava con la moglie. Lo guardo: “Lasciala stare povera donna”. Ci salutiamo, abbracci, baci e passiamo una settimana di vacanza insieme. Ogni giorno mi ripete: “Tu saresti perfetto per interpretare
    un personaggio nella mia pièce teatrale La tappezzeria”, e mi fa registrare la voce. Tornati a Milano accetto».
    Già, gli amici di quei tempi: Jannacci, Pozzetto, Teocoli.
    «Teo era come un fratellino. E’ un grandissimo. Una sera siamo a cena insieme a un sacco di gente importante, lui si alza e dice: “Ho imparato tutto da Dogui”. E io: “Libidine, ma vuoi far nevicare?”. Siamo andati in vacanza mille volte insieme, poi si è sposato e ha fatto tre figli. E ora è condannato a lavorare…».

    Lei non ha figli?
    «Alessandro è morto durante il parto, era il 1970. Da quel momento non ne ho più voluti per scelta: si vede che era destino e non bisogna andare contro il destino».

    Si è mai pentito?
    «Negativo. Alessandro però sarebbe stato un grande, gli avrei insegnato a vivere come me, una vita in prima classe con un’educazione rigida seguendo la legge dell’ordine e della disciplina. E gli avrei spiegato che se al casello c’è la fila è meglio tornare indietro e fare le cose
    diversamente da tutti, ma di testa propria. Sa quale è la mia filosofia di vita?»
    Dica.
    «C’è chi pensa che il pesce pilota sia destinato a una vita in solitudine perchè se pilota è davanti a tutti. Errore. E’ sempre in compagnia
    della sua libertà perchè decide lui dove andare. Believe me, credimi».
    Dogui, ultime domande veloci. Attore e attrice preferiti?
    «Al Pacino e Meryl Streep».
    Film?
    «Il Padrino».
    Ha paura della morte?
    «Negativo. Mi consola che tocca a tutti senza distinzioni».
    Squadra per cui tifa?
    «Milan».
    Un sogno irrealizzato?
    «Suonare il pianoforte e andare in deltaplano».
    Ultimissima. Dogui, ci faccia sognare: la prossima vacanza?
    «A gennaio si parte: taaaac, destinazione Messico o Brasile. E see you later, arrivederci a tutti»

    di L'Illuminato del Quartiere

  18. Grazie illuminato del quartiere. Sempre puntuale.

    di Fan dell'illuminato del quartiere

  19. See you later, Zampetti! Ma parecchio later! (segue grattata di minchia)

    di Giampiero

  20. Troppo studio rende il ragazzo disinformato. Io fino ad oggi non ne sapevo niente. E la tristezza poi ci avvolse come miele…

    di Luigi

  21. MI MANCHERAI ZAMPETTI:
    ORMAI PARLO CON I TUOI AGGETTIVI
    VIA DELLA SPIGA HOTEL CRISTALLO DI CORTINA 2H 24M 24S, IL POANTALONE SEMPRE DIRITTO,
    E POI CON LE FIGHE SEMPRE IN POLE POSTION E POI DI CATECGORIA E SEMPRE APERTA DICI REFGOLARE …. ANIMALE E SEE YOU LATER

    SEI GRANDE GRANDE SEE YOU LATER

    di edoardo

  22. Mossad sei un poveraccio

    di Monegasque

  23. Taaac, catturato. E benvenuto nella splendida cornice

    di Anonimo

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