«Noi siamo quella razza che al cinema s’intasa.» Parte seconda.
in "L'Originale Miscellanea di Slipperypond."
Osserviamo con viva partecipazione il dramma degli operai della Berlinale intenti a srotolare lunghissimi tappeti rossi sul metro di neve che cade ogni giorno sopra la città; l’effetto che si crea è una trappola per i tacchi delle dive e le camminate fascinosi dei corrispettivi maschi. Il motivo del boicottaggio di Slipperypond ai danni della 60esima edizione del Festival è la mancanza in cartellone del nostro film preferito, nonché quell’invito al buffet mai arrivato alla star italiana più glamour [protagonista della pellicola in questione] nonostante le belle parole spese dal maestro Herzog sull’interpretazione del medesimo. Tutto questo è inaccettabile e ce ne andiamo a bere altrove.


altrove, e non all’altrove.
di ndr il 14 febbraio 2010 alle 23:07o come scrisse un mio compagno delle medie, “al trove”.
di Il Corrispondente dal Contado il 14 febbraio 2010 alle 23:09(Lo stesso che scrisse “a colazione mangio l’atte e biscotti).
Al Trote.
di ndr il 15 febbraio 2010 alle 00:28questi compagni delle medie. sono ovunque, hai notato?
Per non parlare di una mia compagna che, in cartoleria, chiese un lastuccio.
di Il Puntiglioso il 15 febbraio 2010 alle 10:37e il famigerrimo l’apis.
di ndr il 15 febbraio 2010 alle 11:36Il padre di una mia amica scrive “d’unque”. E a me non dispiace affatto, come variante.
di Monia il 15 febbraio 2010 alle 12:50un classico: “l’aradio” (e coniugato al maschile: “l’aradio è troppo alto”).
di Il Corrispondente dal Contado il 15 febbraio 2010 alle 14:13io “l’aradio” sempre collegato a “quarata”, “con du’ere”. ma quindi anche “ord’unque”? uau.
di ndr il 15 febbraio 2010 alle 21:24