«Noi siamo quella razza che al cinema s’intasa.» Parte seconda.

in "L'Originale Miscellanea di Slipperypond."

Osserviamo con viva partecipazione il dramma degli operai della Berlinale intenti a srotolare lunghissimi tappeti rossi sul metro di neve che cade ogni giorno sopra la città; l’effetto che si crea è una trappola per i tacchi delle dive e le camminate fascinosi dei corrispettivi maschi. Il motivo del boicottaggio di Slipperypond ai danni della 60esima edizione del Festival è la mancanza in cartellone del nostro film preferito, nonché quell’invito al buffet mai arrivato alla star italiana più glamour [protagonista della pellicola in questione] nonostante le belle parole spese dal maestro Herzog sull’interpretazione del medesimo. Tutto questo è inaccettabile e ce ne andiamo a bere altrove.

«Noi siamo quella razza che al cinema s’intasa
Parte prima.


  1. altrove, e non all’altrove.

    di ndr

  2. o come scrisse un mio compagno delle medie, “al trove”.
    (Lo stesso che scrisse “a colazione mangio l’atte e biscotti).

    di Il Corrispondente dal Contado

  3. Al Trote.
    questi compagni delle medie. sono ovunque, hai notato?

    di ndr

  4. Per non parlare di una mia compagna che, in cartoleria, chiese un lastuccio.

    di Il Puntiglioso

  5. e il famigerrimo l’apis.

    di ndr

  6. Il padre di una mia amica scrive “d’unque”. E a me non dispiace affatto, come variante.

    di Monia

  7. un classico: “l’aradio” (e coniugato al maschile: “l’aradio è troppo alto”).

    di Il Corrispondente dal Contado

  8. io “l’aradio” sempre collegato a “quarata”, “con du’ere”. ma quindi anche “ord’unque”? uau.

    di ndr

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