in "L'Originale Miscellanea di Slipperypond."
Slipperypond vi ha abituato a introdurre per primo in Italia le più originali tendenze che spopolavano nel jetset internazionale.
Questa volta suggeriamo una pratica molto à la page in America che promette di farsi apprezzare presto anche da noi: il vejazzling. Per gli appassionati di etimologia, ecco una breve analisi dell’interessante portmanteau: -azzling deriva da Bedazzler, un gioco popolarissimo in America che consisteva nell’applicare brillantini adesivi a vestiti e tessuti; la Vaj- iniziale, come i più fissati di voi avranno capito, sta per Vagina (per la precisione, per l’adorabile variante vezzeggiativa vajayjay). Una parentesi: per i fissati più nerd che hanno fatto la battuta “V for Vagina”, un rapido monito a non fare tanto i ganzini, che sempre in America c’è sia un gruppo che ci ha già pensato, sia una demente che non si è limitata a pensarci. (Evito invece di aprire qui una lunga parentesi per condannare come dovrei il costume di usare il impropriamente termine “vagina” per designare anche i genitali esterni).
E insomma si diceva, non so se vi ricordate: brillantini+vagina=tendenza del momento. Il gioco consiste nel farsi completamente depilare a ceretta le parti basse o – per citare un vecchio numero di Rat-Man, la giangiacoma – e farsi applicare degli sbrilluccichini di (pare) cristallo Swarovsky tutto intorno a realizzare decorazioni in fogge bizzarre e fantasiose. Il risultato è un intimo splendore molto apprezzato, tipo da gente come Jennifer Love Hewitt che ha dichiarato il suo amore per la pratica in uno show condotto da uno che non so chi sia ma è a metà tra un avanzo di galera e un ex terzino dell’Uruguay (le due categorie, si sa, spesso coincidono). A detta della Jennifer, l’effetto è quello di una disco-ball piazzata sul basso ventre.
Certo, i brillantini sono sempre belli da vedere e anche la giangiacoma non ci disgarba, per cui la combinazione sulla carta è vincente. D’altra parte, è pur vero che la giangiacoma finora ci è sempre parsa una cosa che non avesse bisogno di tanti miglioramenti. Come davanti a tutte le novità, c’è da stare attenti a lasciarsi andare ai facili entusiasmi come ai più rigidi moralismi. Procediamo quindi a una pur superficiale disamina seguendo il metodo razionale a noi caro.
Vantaggi di ricoprirsi la giangiacoma di brillantini:
- - coreografico effetto disco in camera da letto, ed è subito festa;
- - possibilità di esibire un raffinato accessorio alle cene coi suoceri;
- - con pantaloni a vita bassa, si può sfruttare l’effetto catarifrangente per le passeggiate notturne su strade trafficate;
- - quando si è in un bagno pubblico, il riflesso sul soffitto segnalerà alle altre utenti che il cubicolo è occupato - come una specie di bat-segnale sbarazzino e trendy.
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Svantaggi del ricoprirsi la giangiacoma di brillantini:
- - ai primi segni di ricrescita, il contrasto tra il delicato brillantino e la 5 o’ clock shadow produrrà quello sgradevole effetto “travestito a fine turno” (che può piacere);
- - alto rischio di ferite e abrasioni sul pube ai danni del partner (che può piacere anche quello);
- - i brillantini sono incollati, mica incastonati: c’è il rischio che alla prima doccia vi trovate le tubature piene di 3 etti e mezzo di Swarovsky, e chi la sente la signora del piano di sotto;
- - in discoteca il vostro sudore potrebbe far sciogliere l’adesivo e staccare i brillantini, che a quel punto seminereste attraverso il gambule dei pantaloni come un Pollicino magico e un po’ osé.
Voi decidete serenamente, vedremo se la giangiacoma si confermerà il solito, infallibile veicolo di marketing anche per Swarowsky.
Noi di Slipperypond, che guardiamo sempre avanti, stiamo già studiando una più virile versione in bronzo e cuoio da proporre agli uomini. Come già successo con lo snuggie, Slipperypond arriva primo in Italia. Quando Mediashopping cercherà di vendervi sbrilluccicchini per la giangiacoma ricordatevi di noi.

Mi chiedo se sia possibile fare il contrario, per gli amanti old-style degli Swarowski solo come ornamento da scaffale: decorare gli animaletti di cristallo con tante piccole vagine.
di Vagino Bramieri il 26 febbraio 2010 alle 14:31E’ tutta una questione fonetica, deve chiamarsi “vagina”, perchè è un nome carino, quasi rassicurante, una piccola docile vagia.
Pensa se la chiamassimo “vulva”, una minaccia, un buco nero che rischia di inghiottirti.
Virgina Voolva come il primo personaggio di X-rated Slippery People?
di VJ Naipaul il 26 febbraio 2010 alle 15:12O Vagina Woolf.
di Il Corrispondente dal Contado il 26 febbraio 2010 alle 16:44Dances with Vulvas?
di VJ Naipaul il 26 febbraio 2010 alle 17:50Giangiàcoma mi suona male. Sarà per questo che, prima di capire, ho letto per tre volte giangiacòma.
di Antonello Da Messina il 27 febbraio 2010 alle 16:31Giangiacòma suona come un’infezione della voolva depilat, diffusa nei paesi del terzo mondo, terìbbile.
di VJ Naipaul il 28 febbraio 2010 alle 00:30Come cantavano i Massive Attack, “Giangiacòma, Jaimaica aroma”
di Il Corrispondente dal Contado il 28 febbraio 2010 alle 13:29Anche io avevo capito Giangiacòma!
di La fedele abbonata. il 28 febbraio 2010 alle 20:28Sposami! Anzi, sposàmi.
di Antonello Da Messina il 1 marzo 2010 alle 16:36…mi sembra di capire che voi di slipperypond guardiate ben altro che avanti!
di ps2 il 3 marzo 2010 alle 15:09Alla parola gambule, l’estasi.
di ZAL il 4 marzo 2010 alle 23:57