in "I beg your pardon..."
La redazione di Slipperypond approfitta del clima festoso per inaugurare una nuova sezione dello slippery-archivio dedicata alle nostre traduzioni dei migliori inconsapevoli-slippery-autori-ad-honorem, cominciando con questo pezzo di Charlie Brooker del Guardian.
Così l’Iran non è più una minaccia nucleare? Una buona ragione in più per scatenare l’Armageddon
Diritti al punto. Un rapporto dei servizi segreti USA stabilisce che l’Iran non è una minaccia grande quanto ci si sarebbe aspettato, e così Bush stabilisce che in realtà, è fuor di dubbio, certamente lo è, e sicuramente sarà dimostrato in seguito. C’è da restare ammirati dal suo irremovibile rifiuto di prendere atto di qualsiasi cosa esuli dalla sua monocromatica visione del mondo. Ha un campo visivo veramente limitato. I fatti più inopportuni gli rimbalzano addosso, come proiettili di cerbottana che si staccano inoffensivi dalla pelle di un elefante. Sa bene in cosa credere, e continuerà a crederci finché non lo uccide.
O non uccide noi. Preferibilmente noi. Si può sempre rimangiare tutto e dire “Oooops, non era così” nel suo bunker. Noi saremo spacciati da un pezzo a quel punto, quindi quanto può fregargliene?
Con ogni probabilità, molto poco. Bush è un po’ come uno squinternato iconoclasta che abbia arbitrariamente deciso di non credere nelle vacche, e ripetutamente e rumorosamente nega la loro esistenza, finché non siete così seccati da caricarlo su una macchina fino ad una fattoria, e mostrargli una vacca, e lui scuote la testa e continua a sostenere che non può esistere niente del genere. Allora la vacca muggisce indignata, ma lui pretende di non aver sentito, così esasperati lo trascinate nel campo e lo costringete a palpare la vacca, a mungere la vacca, a farci un giro sulla schiena. E, finalmente, smonta dalla vacca, e dice “Tutto dannatamente divertente, ma per la miseria, non credo ancora affatto a nessuna vacca.” E gli spara un colpo nella testa, tanto per non correre rischi. Così non è più una minaccia.
Pensandoci bene, Bush è così violentemente fatto-fobico da poter espandere all’occasione la sua guerra al terrorismo in una guerra globale contro la realtà, in cui tutto ciò che è tangibilmente vero, è il nemico. Ci sarà una “Coalizione delle Cose Concrete”, comprendente tutto e tutti, dalle fasce per capelli agli spazzini, e tutto ciò Deve Scomparire. “È una cosa dimostrabile, possiamo ucciderla”. È il nostro nuovo motto. Dio è dalla nostra parte, anche perché non possiamo dimostrare se esista o no. Egli è uno dei nostri alleati più preziosi, oltre a Babbo Natale, la Fatina del Dentino, i fantasmi, l’uomo-nero e Bigfoot. Per non parlare di una vasta flotta di Ufi che i nostri nemici non avranno alcuna possibilità di sconfiggere, anche perché tanto per cominciare non esiste affatto. Le nostre forze non saranno limitate dalle leggi della fisica, e anche se perdessimo, semplicemente diremmo di aver vinto, a costo di doverlo dire da un’aldilà che non esiste a sua volta. Questo il potere di un incrollabile negazionismo. Ci rende degli dei, ognuno di noi.
Naturalmente, rifiutando tutto ciò che non vuol sentire, Bush sta semplicemente dimostrandosi un essere umano. Gli umani odiano la verità. Una volta che qualcuno si è fatto un opinione la cambia di rado, a prescindere da quante prove del contrario gli presentiate. Cambiare opinione o ammettere di aver sbagliato è una forma di debolezza, proprio come se la vita stessa fosse un onnipresente gioco a premi dove ogni risposta errata viene punita. La sola residua possibilità sta nell’interpretare i fatti in un nuovo e interessante modo che confermi la vostra posizione complessiva. Questo è ciò che Bush ha fatto. Ha detto che poiché secondo il rapporto l’Iran ha bloccato il suo programma di riarmo nel 2003, c’è una chiara possibilità che possa essere nuovamente riavviato in futuro. Il semplice fatto che gli Iraniani non hanno una bomba atomica, dimostra che potrebbero costruirne una. Perciò l’Iran è pericoloso.
Questa è un’acuta osservazione, perché: a) il futuro non si può prevedere, così non puoi dimostrare che sta sbagliando, e b) più lo ripete, più è probabile che diventi realtà. Dal momento che Bush ha dimostrato che considererà l’Iran una minaccia nucleare a prescindere che abbia o no la bomba, gli Iraniani potrebbero in effetti costruirne una. Cos’hanno da perdere?
Inoltre, il rapporto non dice che gli Iraniani stanno sviluppando un raggio laser gigante capace di segare il sole in due, ma non c’è ragione per non pensare che cominceranno a lavorarci su la prossima settimana. Immaginate un mondo in cui Ahmadinejad ci tiene sotto scacco minacciando di sprofondare la metà segata del sole nell’Atlantico, spedendo onde da 300 metri di acqua bollente a schiantarsi contro le nostre coste. Non possiamo lasciare che ciò accada. Dobbiamo agire per primi: guidare uno shuttle fino al sole e far saltare quel maledetto affare per aria, prima che ci metta le mani sopra il nemico. Potrebbe risolvere il problema del riscaldamento globale oltretutto. Speriamo che il Pentagono ci stia pensando. Non deludeteci ragazzi. Levate quel coso di mezzo.
Un altro vantaggio nell’ignorare il rapporto e metterlo da parte è che almeno a questo giro sappiamo con certezza fin dall’inizio che l’invasione e la guerra susseguente sono basate su presupposti inesistenti, il che ci previene dallo scoprirlo in seguito, e dal sentirci un po’ disgustati da noi stessi. Uomo avvisato mezzo salvato. Si tratta di una tecnica narrativa che mantiene freschezza e novità. Il telefilm Colombo usava un sistema simile: invece di vederti rifilato il più ordinario dei polizieschi, vedevi l’assassino commettere il delitto all’inizio, così il divertimento era tutto nel vedere il suo piano svelato poco a poco. Non c’è peraltro il rischio che succeda lo stesso a Bush, perché lui non crede affatto nella pianificazione. Così niente viene svelato. È una situazione a guadagno condiviso. Dovrebbe sguinzagliare i mastini già domani. Avanti George. Ce la caveremo, qua fuori, fuori dal bunker. Non preoccuparti per noi.
Il pezzo originale di Charlie Brooker sul Guardian.

Ho sempre pensato che la slitta di Babbo Natale fosse la prima arma d’offesa dall’alto. Che i regali sotto l’albero potessero prima o poi riservare qualcosa di pericoloso e esplosivo. Che il ruscello del presepe avrebbe mandato in corto le lucette dell’albero. Che babbo e mamma non fossero in realtà che dei miliziani di Babbo Natale, pagati per fare il suo lavoro, mentre lui se ne sta rifugiato in una caverna oscura del Bangladesh assieme ai suoi elfi, braccato dalla CIA, dove in precedenza avrebbe lavorato col nome di Sidney Gottlieb, dottore famoso per le sue torture rumorose e i suoi messaggi subliminali accompagnati dalla somministrazione di droge nel programma di controllo mentale MKULTRA. Babbo Natale dunque esiste, solo che dobbiamo ancora beccarlo. Ecco perché babbo e mamma parlano sempre male di George Bush Jr a tavola!
di Un Vile Cabaret il 26 Dicembre 2007 alle 17:09Charlie Brooker in passato ha analizzato anche la prestanza fisica del leader conservatore David Cameron (mano sul fuoco: futuro premier britannico) e la sua passione per i cappellini in perfetto stile Fred Astaire. L’alta precentuale di scemi che ballano nei night-club della città, e il fatto che Natale quest’anno non sia affatto “nataloso” (libera slipperytraduzione dall’inglese: Christmas should be more…well, Christmassy.”)
di OhioWillie. il 26 Dicembre 2007 alle 17:25