“Lentamente muore, velocemente cade”. Il primo concorso di poesia di Slipperypond.
in "SlipperyConcorsi."
Dedica pure tu una poesia a Mastella! Inserisci nei commenti la tua divina ispirazione fatta verso. Si sa che la poesia, nei momenti difficili, è la spalla dove piangere, il piatto dove cibarsi, la panacea di tutti i mali! A noi italiani lui ha dedicato questa:
Lentamente muore chi diventa schiavo dell’abitudine,
ripetendo ogni
giorno gli stessi percorsi,
chi non cambia la marcia,
chi non rischia e cambia colore dei vestiti,
chi non parla a chi non conosce.
Muore lentamente chi evita una passione,
chi preferisce il nero su bianco
e i puntini sulle “i” piuttosto che un insieme di emozioni,
proprio quelle che fanno brillare gli occhi, quelle che
fanno di uno sbadiglio un sorriso, quelle che fanno battere il cuore
davanti all’errore e ai sentimenti.
Lentamente muore chi non capovolge il tavolo,
chi e’ infelice sul lavoro,
chi non rischia la certezza per l’incertezza per inseguire un sogno,
chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai
consigli sensati.
Lentamente muore chi non viaggia,
chi non legge,
chi non ascolta musica, chi non trova grazia in se stesso.
Muore lentamente chi distrugge l’amor proprio, chi non si lascia
aiutare; chi passa i giorni a lamentarsi della propria sfortuna o
della pioggia incessante.
Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo,
chi non fa domande sugli argomenti che non conosce, chi non
risponde quando gli chiedono qualcosa che conosce.
Evitiamo la morte a piccole dosi, ricordando sempre che essere
vivo richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto
di respirare.
Soltanto l’ardente pazienza porterà al raggiungimento di una
splendida felicita’.
(Pablo Neruda?)


Potete trovare fonte di ispirazione qui:
http://clementemastella.blogspot.com/2008/01/il-testo-delle-mie-dimissioni.html
Un documento di lancinante pathos.
di Un Vile Cabaret il 24 Gennaio 2008 alle 21:08Tra l’altro la poesia non figura in nessuna antologia di Neruda e circola solo su internet. Gli esperti (tra i quali la Fondazione Neruda) smentiscono che sia di Neruda e parlano di un falso; lo stile (evidentemente dozzinale tipo Bacio Perugina, motivo della predilezione mastelliana) parlerebbe chiaro. Indagheremo.
di La Redazione. il 24 Gennaio 2008 alle 22:48Già fatto: ne parla Sofri (quello giovane) su Wittgenstein, e anche El Pais: la poesia non è di Neruda.
di Il Feroce. il 24 Gennaio 2008 alle 22:55“Ese poema NO es de Pablo Neruda. Gracias por preguntar” (Elpais)
Ecco qui: http://lacomunidad.elpais.com/corotos/2007/7/8/apocrifos.
di Un Vile Cabaret il 24 Gennaio 2008 alle 23:08Il concorso continua.
THAT is no country for old men. The young
In one another’s arms, birds in the trees
- Those dying generations - at their song,
The salmon-falls, the mackerel-crowded seas,
Fish, flesh, or fowl, commend all summer long
Whatever is begotten, born, and dies.
Caught in that sensual music all neglect
Monuments of unageing intellect.
An aged man is but a paltry thing,
A tattered coat upon a stick, unless
Soul clap its hands and sing, and louder sing
For every tatter in its mortal dress,
Nor is there singing school but studying
Monuments of its own magnificence;
And therefore I have sailed the seas and come
To the holy city of Byzantium.
O sages standing in God’s holy fire
As in the gold mosaic of a wall,
Come from the holy fire, perne in a gyre,
And be the singing-masters of my soul.
Consume my heart away; sick with desire
And fastened to a dying animal
It knows not what it is; and gather me
Into the artifice of eternity.
Once out of nature I shall never take
di L'Illuminato del Quartiere il 24 Gennaio 2008 alle 23:12My bodily form from any natural thing,
But such a form as Grecian goldsmiths make
Of hammered gold and gold enamelling
To keep a drowsy Emperor awake;
Or set upon a golden bough to sing
To lords and ladies of Byzantium
Of what is past, or passing, or to come.
Citare Yeats accanto a Mastella: non ci poteva che arrivare Slipperypond…
di Un Vile Cabaret il 24 Gennaio 2008 alle 23:20O lumaca,
di Il Feroce. il 25 Gennaio 2008 alle 00:17ascendi al monte Fuji,
ma lentamente.
Lentamente.
—
Issa.
Macché poesie. Basta con queste mollezze da checche. Da oggi su Slipperypond solo sputi, sgozzini e pacchine.
ROMA - “Per questo, in solitudine, voto la fiducia al governo Prodi”. E’ un attimo. Il senatore Nuccio Cusumano, democristiano agrigentino posteggiato sotto le insegne dell’Udeur di Mastella, finisce di parlare e nell’Aula del Senato irrompe come un cataclisma Tommaso Barbato, anch’egli senatore Udeur. Al grido di “pezzo di merda, traditore, cornuto, frocio”, Barbato sale i gradini che lo separano dall’ormai ex amico e prova ad avventarsi sul malcapitato. Che in serata sarà espulso dal partito per “indegnità politica”.
Pochi minuti e l’aula della Camera Alta si trasforma in un bar da angiporto. Barbato è irrefrenabile. “Gli ha sputato” riferisce agli increduli cronisti il senatore De Gregorio. Il tutto mentre il seguace di Fini Nino Strano urla all’indirizzo del povero Cusumano: “Squallida checca”.
http://www.repubblica.it/2008/01/sezioni/politica/crisi-governo/cusumano/cusumano.html
di Il Corrispondente il 25 Gennaio 2008 alle 01:48Siamo tutti Cusumano.
Siamo tutti Barbato.
di Il Puntiglioso Redattore il 25 Gennaio 2008 alle 02:49Happy Days:

di Un Vile Cabaret il 25 Gennaio 2008 alle 13:18in pratica un falso. Come Mastella HAHAHAHAHA!
Questa è la notizia, non la fine del governo!
ps. mi sto ancora pisciando dalle risate.
di Tizio Terzo il 25 Gennaio 2008 alle 16:14[...] Senato io avrei fatto qualche verifica (ah già ma è Mastella, figuriamoci)… Vi segnalo il contest di Sklipperypond per dedicare una poesia a Mastella dato che lui ne ha dedicata una a noi, mi pare se la [...]
di Prodi ciao at Cthulhuland 3 il 25 Gennaio 2008 alle 17:14