Nemo Propheta in Patria. Parte II: Panzetta Girolamo.
in "L'Originale Miscellanea di Slipperypond."
Tra le varie missioni di Slipperypond, c’è quella di fornire ai propri lettori delle informazioni utili a non fare delle figure da fessi quando viaggiano in giro per il mondo. Quest’oggi la sgamatissima Redazione vi dà una dritta che vi permetterà di non cadere dalle nuvole quando qualcuno in Giappone, riconosciutovi come italiani dal mandolino che portate sotto il braccio, vi tesserà le lodi di Panzetta Giroramo. Quando questo accadrà – perché accadrà, mandolino incluso – grazie a questo articolo saprete che il vostro interlocutore o interlocutrice si riferisce a quello che secondo recenti statistiche è l’italiano più famoso in Giappone dopo Leonardo Da Vinci: un architetto napoletano sui 45 di nome Girolamo Panzetta.
Il buon Panzetta giunse nella Terra del Sol Levante molti anni fa – quasi per caso, come si dice spesso in situazioni simili – e, sposatosi con una giapponese, per non so quale rocambolesca vicenda si trovò a condurre un corso di lingua italiana in TV. I giapponesi, come molti altri popoli a questo mondo, adorano l’Italia e gli italiani, che associano alla buona cucina, ai bei vestiti e a quel fascino smargiasso da sciupafemmine che ci caratterizza tutti. Panzetta subodora l’andazzo e ci si butta anima e corpo. Si infila una giacchetta di sartoria, esibisce un bel sorriso largo e charmant, e in men che non si dica diventa una star. Riesce a far fortuna insegnando l’italiano a una nazione intera in una specie di Non è mai troppo tardi strutturato a sketch in cui lui interpreta invariabilmente quello stereotipo di italiano. Più che altro, fa soldi a palate insegnando italiano nonostante la laurea in architettura e un forte accento napoletano non lo rendano il candidato ideale alla bisogna, in teoria.
E insomma Panzetta si afferma nell’etere nipponico, e quando vede che l’interesse sta scemando un minimo si rilancia con un programma di cucina – di nuovo, ammette di essere un pessimo cuoco e che la gran parte del lavoro l’ha fatto la sua compagna giapponese, che durante i loro viaggi in Italia ha fatto incetta di libri di ricette e che ora ha una scuola di cucina italiana. Il Panzetta trova tempo per scrivere persino dei libri, sempre con tema l’Italia, che hanno quel gran successo che tutti si aspettano. Certo, un’altra delle cose con cui i giapponesi identificano l’Italia è la Serie A, e Girolamo fa anche un programma sul calcio. Il suo sito fa addirittura più contatti di Slipperypond.
Come già si era visto per il buon Fabio, la sua popolarità gli guadagna contratti per pubblicità con marchi del calibro di McDonald’s e Suzuki, e ospitate in programmi TV di vario genere. Fa – immaginiamo – un botto di quattrini, che, giusto per non uscire dal personaggio, afferma di spendere tutto in vestiti di Armani e cibo (!), oltre alle automobili, immancabilmente una Lancia, una Alfa Romeo, una Maserati e una Land Rover (come odd one out).
Certo i giudizi degli altri connazionali che vivono in Giappone non sono sempre lusinghieri su di lui, come si legge ad esempio tra i commenti a questo post di un blog che ci ha preceduto, da cui citiamo a titolo esemplificativo solo il pensiero di Alessandra: Anche io vivo in Giappone e vedere il fanfarone napoletano Panzetta in tv mi fa irritare e vergognare allo stesso tempo. Ai giapponesi (stereotipati) sembra piacere l’immagine dell’italiano tipico furbillo e donnaiolo ma con poco cervello che Panzetta rappresenta. Patetico. Non sa parlare ne’ l’ italiano ne’ il giapponese.
Malignità? Forse.
Google ci porta su di un’intervista in cui Panzetta parla di sé a tutto tondo, e forse esagera quando dice che il Corriere della Sera gli ha dedicato tre pagine in uno speciale sul Giappone, e anche quando afferma che “sono diventato un po’ un opinion leader, o quasi, grazie ai miei articoli che quotidianamente escono sulla stampa giapponese. Devo dire che, per merito mio, tutti parlano dell’Italia”. Ma anche una certa sbruffoneria fa parte del personaggio, e fa pure simpatia: proprio incorreggibili questi italiani.

Tutto torna, se Mr. Made In Italy è Luca di Montezemolo.
di Anonimo. il 14 maggio 2008 alle 09:29Guardando il sito del buon Panzetta appare lecito domandarsi come mai gli italiani facciano di tutto per portare avanti l’immagine orribile che il mondo ha di loro.
di Ohiowillie. il 14 maggio 2008 alle 15:12buongiorno, vorrei sapere come posso contattare il sig. panzetta a tokio,sarei prossio a un trasferimento in terra nipponica,grazie e buona giornata,
di simone il 26 gennaio 2009 alle 12:07simone
vorri metrtermi in contatto con panzetta girolamo sono il cugino di roma ciao
di panzetta luigi il 20 febbraio 2009 alle 10:13