Amarcord (a.m.-hard-core.)

in "Slipperypop. La musica."

Leggo come un segnale rivelatore il ritrovamento di un vecchio numero di Q targato primavera 1998: devo fare qualcosa per questo decennale. Allora apri gli occhi e guardati attorno: il mondo è cambiato da quei tempi? E tu? O meglio: quanto potrà essere indicativo il fatto che i REM nella copertina siano pressappoco identici ai REM attuali (compresa la musica che producono) e tu invece sei diventato un vecchio bacucco più simile a Johnny Cash che a uno dei Babyshambles, quasi sempre incazzato e (probabilmente) prostatico? Il celebre wind of change segue vettori troppo strani per poterli analizzare senza perderci la testa. Domanda: come stava la musica dieci anni fa? Ma più che altro come stavo io? Io bene, grazie. Senza dubbio la cosa è interessante (anche se Slipperypond è ormai un media troppo grosso per potersi occupare di faccende personali, vedi: i cazzi miei. Dunque a seguire parlerò solo di come stava la musica dieci anni fa. I miei conoscenti sapranno perdonarmi e anzi leggeranno in questo una capacità di dedizione alla causa lodevole.)

Ma insomma abbiamo già detto che in copertina ci sono i REM. Nello specifico viene sventagliata una intervista esclusiva alla vigilia del loro nuovo album, un lavoro dal sound rivoluzionario poiché identico a quello prima e quello dopo. A pagina tre la pubblicità n.1 è per l’ultima fatica musicale del celebre gruppo Hootie and the Blowfish, che ricordo unicamente come sostenitori del Partito Repubblicano e della pena capitale. A ruota una bottiglia di Ron Bacardi e la birra Caffrey’s (nota di costume: quanto è bella la ragazza che ride tenendo in mano la pinta? Se stai leggendomi: sappi che sono pronto, amore. Anche se adesso avrai quarant’anni e non più trenta.) Poi a pagina dieci Adam Yauch dei Bestie Boys fights for his right to party con Keith Flint dei Prodigy, che risponde smack your bitch up: i migliori anni della mia vita salgono a galla assieme al ricordo di certi locali con la moquette in terra e loschi figuri sulla porta che vendono cose strane. Ma bando ai ridicoli sentimentalismi e spazio alla classifica: primo posto i Corrs, dietro gli immortali Savage Garden (meditate, gente. Meditate) e Boyzone. Alle loro spalle Del Amitri e Bee Gees. Cito per gli amanti dell’indie-rock che alla dodicesima posizione svettano i Belle and Sebastian con The boy with the arab strap, uno dei migliori album degli anni novanta. A seguire Spice Girls (la mia preferita resta Emma Bunton, che trovo dannatamente irresistibile, specie in quel sogno che faccio all’ospedale con lei che…) e i Primal Scream. Giro pagina dopo lo spot per la definitiva collection dei Dire Straits e sazio la mia sete di sapere con qualche numero. La pagina è dedicata alle inchieste e svela le altezze dei divi rock: Leeroy Thornhill dei Prodigy è una torre, Prince e Kylie Minogue sono due buste della spesa lasciate alla porta. Nelle varie pubblicità sunday8pm.jpgche seguono noto ancora un parallelismo con la (ai tempi) radicatissima tendenza al clubbin’: in ogni foto c’è un tizio con la faccia dentro un cesso a vomitare, o una biondina che esce barcollando da un locale. Di nuovo l’ombra del me quasi-ventenne sale a galla, con la faccia dentro un cesso o che esco barcollando da un locale. Adesso dicono che il trend sia finito, assieme ai guru Chemical Bros e Orb. Con il senno di poi era più divertente cantare i Korn con i rutti piuttosto che atteggiarsi come Ian Curtis -cosa che al momento va molto- ma forse sono soltanto io un po’ troppo nostalgico. Quindi le uscite più fiche in vhs: Sette anni in Tibet e Boogie Nights, che ricordo per una sportivissima Julianne Moore che grida “vienimi dentro.” Lo special sui Rolling Stones a pagina 71 descrive una realtà che temo valga anche oggi: ecco a voi un gruppo di vecchietti caciaroni, impossibili da odiare e incredibilmente ancora vivi nonostante l’eroina, le trasfusioni totali di sangue e le cadute dalle palme. I Cardigans presentavano al mondo il loro Granturismo, e io vedevo i Dog Eat Dog da qualche parte a nord di Londra annusando popper e provando una strana lacca per colorarmi i capelli di un pallido rosa shocking (oh dio, devo smetterla: anche se vorrei, non sono una blogger di media età che parla solo di sé stessa.) Interessante notare che sono usciti lo stesso mese The Chemical Wedding di Bruce Dickinson e Sunday 8pm dei Faithless (però, adesso che lo scrivo, mi accorgo che non è poi così interessante questo fatto, o almeno non come la collaborazione tra Burt Bacharach e Elvis Costello, entrambi ossessioni slipperypondiane.) Marilyn Manson è un tizio proprio fuori dal tempo, come cantavano i Bluvertigo: Mechanical Animal ha la stessa grafica di una qualsiasi cosa di Marilyn Manson uscita cinque anni prima o dopo. Lo perdono solo perché scopro essere andato a letto con Jenna Jameson e averle lavato i piedi per circa cinque ore. In un mondo ancora senza mp3 la sezione hardware della rivista ancora è dedicata agli walkman, più o meno robotici. La barca di Truman sbatte contro la fine del mare e Jim Carrey alza gli occhi al cielo. Per il Game Boy (già in fase calante) esce il giochino V-Rally. E’ il 1998, aprile. Tra qualche mese iniziano i Mondiali in Francia. L’Italia la vedo male. Per me vince il Brasile ma posso tranquillamente sbagliarmi: ho vent’anni e compro Q. Tra dieci anni, quando rileggerò questo numero, avrò una famiglia e un lavoro e non scriverò cazzate su internet (internet?)


  1. Snapshots:
    compro Mechanical Animals. Vado alla data milanese del tour al(l’ex) Palavobis e rimango disgustato dalla pochezza, passo la notte tra cartoni e barboni in Centrale. Mi struggo coi fraseggi chitarristici (ma pare che “il la e il mi fossero stati sostituiti con corde di basso”: fonte “Hard!”) di Chemical Wedding. Ballo “Smack my bitch up” a qualche festa universitaria.
    A giugno però mi perdo il primo live dei Soulfly (biglietto vinto grazie a qualche rivista ormai defunta) per colpa di un esame. Mia zia mi regala Gran Turismo. L’unica Spice dei miei sogni rimane Mel B (madre del figlio di Eddie Murphy, motivo in più). Sento i (le) Corrs a Radio Deejay e mi compro il cd (me ne vergogno tutt’ora). Ascolto il Marcobaldoshow andando a lezione.
    Frequento internet da 3 anni.
    Ho 20 anni.

    di Il Puntiglioso Redattore

  2. I’m hardcore too.
    Se proprio lo volete sapere, non ho comprato nemmeno uno di tutti questi albi. Eccetto i REM, a patto che il cd in questione fosse New Adventures in Hi-Fi. Avevo in dispetto Marilyn Manson, avevo misconosciuto Bruce Dickinson, i Prodigy invece mi garbavano.
    Andavo a lezione ascoltando nel mio Sony Walkman (TM) una cassetta con In Place of Real Insight dei Karate, e i primi singoli degli Arab Strap (cassetta datami da Notizie dal Mongo, che saluto).
    Mi facevo la coda con l’elastico, stavo per ascoltare il primo pezzo dei Mogwai, di lì a poco sarei andato a idolatrare i June of 44 di Four Great Points al CPA, mi stavo per perdere il concerto dei Chokebore, ancora non mi ero stancato dei Marlene Kuntz, ma insistevo ad ascoltare i Pavement quasi tutti i giorni. Rimanevo folgorato da Il grande Lebowski nel cinema Firenze di via Baracca, in quel breve periodo in cui aveva smesso di essere un cinema porno.
    Ero convinto che la Fiorentina avrebbe vinto uno scudetto da lì a un paio d’anni.
    Stavo per compiere vent’anni, e roccheggiavo alla grande.

    di Il Corrispondente dal Contado

  3. Il Grande Lebowski in via Baracca, come dimenticarlo.

    di Il Puntiglioso Redattore

  4. Mi ero rasato di nuovo i capelli. Suonavo in una band noise-hardcore anche se nel frattempo avevo comprato il doppio vinile di TNT dei Tortoise, inascoltabile con il walkman. Nel tragitto verso scuola, però, canticchiavo robetta allegra. Ed ero ggiovane. Ed ero felice. L’anno dopo sarei venuto a vivere a firenze. Avevo diciott’anni. La mia ragazza di allora, che lasciai con un pretesto, ora sta con il capelluto degli offlaga disco pax. Anche lei è invecchiata.

    di Un amico di un redattore che sta con una messicana

  5. Brusco ritorno al presente:

    “Benedetto XVI [...] conclude dicendo che “la croce ci rende fratelli e sorelle, senza differenze di razza e cultura. La croce è scuola di giustizia e pace“.

    Il Pontefice avrebbe dovuto portare la croce nelle ultime tre stazioni della Via Crucis al Colosseo come (invece*) era previsto. Ma la pioggia scrosciante e la fredda serata romana lo hanno indotto a rimanere sotto il gazebo allestito sulla terrazza del Palatino. Al suo posto, il cardinale vicario Camillo Ruini, ha ricevuto la croce dalle mani di una ragazza cinese.”

    * sgrammaticatura Repubblichina

    di Il Puntiglioso Redattore

  6. Quale miglior occasione di questo amarcord per riaffacciarsi sulle pagine del blog slipperypondiano per un vecchio bilioso come il sottoscritto?
    In quanto rappresentante di giovane della generazione X, posso dire con assoluta certezza che 10 anni fa sì che si sapeva come roccheggiare alla stragrande. Pur essendo riuscito a driblare brillantemente pressoché tutti i gruppi ricordati dalla prestigiosa rivista citata dal Direttore, e a non pormi il problema di quale fosse la mia spaisghèrl preferita, devo confessare con grande amarezza che mentre il corrispondente dal contado stava guardando il concerto dei June of 44 (se non sbaglio supportati dagli ottimi 3 second kiss), me ne stavo ad un party pratese vestito precisamente da una delle spaisghèrls (la bionda, di cui ignoro il nome - ricordo però che parte del costume era un enorme ciuccio rosa) in compagnia di altri 4 individui/e in simili condizioni. E’ certo difficile in molti casi guardarsi indietro è capire se una scelta fatta dieci anni prima sia stata giusta è sbagliata. In certi casi però è semplicissimo.
    Ricordo che ai tempi avevo da poco smesso col grunge (a chi non ha mai ascoltato i Mother Love Bone dovrebbe essere proibito d usare l’espressione “che palle”) e camminavo per le stradine bolognesi con BlondeRedhead, Mogwai, Belle & Sebastian e Karate nelle orecchie.
    Ricordo ancora le recensioni di Eureka di Jim O’Rourke e del primo EP dei GodspeedYouBlackEmperor! su Equilibrioprecario che mi spinsero a comprare i cd rispettivamente per me e per il Corrispondente. Poi però stupidamente snobbo il concerto dei secondi al Link per qualche futile motivo (almeno non ero vestito da spaisgherl quella sera).
    Non credo riuscirò ad ascoltare nient’altro con lo stesso trasporto con cui ascoltavo Slanted & Enchanted dei Pavement. Comincio a preferire venues dove puoi ascoltare il concerto seduto.

    di Notizie Dal Mongo

  7. Ma è vero, come potevo dimenticarlo! A maggio del ‘98 il caro Notizie dal Mongo mi regalò i gaspiggiablecchempero, facendomi felice (o triste, date le atmosfere di quel disco). Grazie di nuovo.

    di Il Corrispondente dal Contado

  8. Mi fate piangere. Io nel 1998 avevo appena compiuto diciotto anni, andavo ancora a liceo, ascoltavo robaccia della warp records, i godspeed, jeff buckley e i bluvertigo (???)

    Compravo all’inizio dell’anno alla Galleria del Disco, lo zoppo mi consigliava sempre i dischi di Jay Zetah (sic), ma io sempre rifiutavo. Della galleria della stazione odiavo l’odore del waffel bruciacchiato. Ma nel 1998, verso la metà, ho iniziato a frequentare quel mitico negozio, sempre in galleria, chiamato Super Records, dove un alfiere della ricerca musicale come Nicola mi istruì tra Tortoise, minimal noise, John Zorn, Sonic Youth, Alva Noto, etc. Per quello che ne so, Nicola è scappato a New York e ora se la gode tra concerti jazz.

    Stavo con una ragazza di Scandicci, non avevo ancora assaggiato le straniere, purtroppo. Di lì a poco avrei imparato l’acidità delle donne italiane e non sarei più tornato indietro, rimanendo sempre oltre il confine.

    Leggevo Salinger, Heidegger, Richard Rorty, i post-moderni, Calvino, fumetti Marvel e Dc.

    Da due anni non facevo più il rapper. Dopo cinque anni avrei fatto la scelta più sbagliata della mia vita: iniziare a scrivere.

    Sarà stata colpa di quei waffel abbrustoliti?

    di Un Vile Cabaret

  9. Per dire dove sono i fan dei Pavement ora:

    di Il Corrispondente dal Contado

  10. Ma no. Anch’io quando avrò dei figli li cullerò con un repeat infinito di crooked rain, e all’età della parola li fustigherò per far loro imparare i testi a memoria. Dopo la telefonata ai servizi sociali, rendentevi conto che quella madre ha fatto solo il suo dovere.

    di Dnv

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