Slipperypond sale in cattedra.

in "Slipperypolitics."

Opinioni elettoraliElezioni programmate in Italia per domenica, il Guardian presenta ai propri lettori uno spaccato della situazione a pochi giorni dal voto, gettando uno squarcio di luce sugli aspetti più oscuri, e dio sa se ce ne sono, del nostro sistema elettorale.
Le risposte, ancorché chiare e documentate, non colgono forse in pieno l’atmosfera e l’orizzonte mentale del paese, chiamato per l’ennesima volte alle urne.

La redazione di Slipperypond, lieta di offrire, gratis et amore dei, un servizio all’opinione pubblica anglosassone, risponde, per quanto non richiesta, agli interrogativi del Guardian - le domande e le risposte originali si possono leggere a questo indirizzo.

Guardian: Non si sono recentemente già svolte elezioni in Italia?
Slipperypond: Recentemente? Son già passati due anni..

G: Allora perché votate di nuovo?
S: Benedetti figlioli, mettetevi in testa che in Italia non ci sono più elezioni dal ‘46; ogni due-tre anni in media o giù di lì ci limitiamo a consacrare con rito pubblico una qualche autorità di governo e le due camere dei deputati, preventivamente formate in conclave da quelle congregazioni confessionali che in Italia hanno sostituito i partiti. Troppo di frequente, dite? È che agli italiani le feste religiose di piazza piacciono alla follia.

G: Romani Prodi è di nuovo in corsa?
S: No. Prodi è stato il più decente - ed è tutto dire - tra i politici degli ultimi vent’anni; dunque gli italiani hanno ben pensato di impedirgli di governare - e avrebbe pure vinto due elezioni - e affidare il paese piuttosto a qualche arruffa-popoli di passaggio e a un paio di vecchi relitti post-comunisti. Prodi, giustamente stucco di tanto masochismo, ha lasciato la palla a Walter purtroppo-non-son-nato-a-NewYork Veltroni.

G: Ha qualche possibilità?
S: Nessuna di governare il paese.

G: Perché?
S: Perché a causa di un mostruoso e ridicolo sistema elettorale, che non vi spiego perché so che siete persone civili e non vorrei scandalizzarvi (pensate che in Italia non si elegge direttamente il capo del governo, nominato invece dal parlamento, ma non si eleggono direttamente neppure i deputati nel parlamento, e qui mi fermo per carità di patria) tutto si deciderà al senato; i senatori sono eletti su base regionale e non esiste in cielo o in terra alcuna possibilità per il Walter di metterne insieme un numero sufficiente per governare (questo anche nell’improbabile evenienza di una vittoria alla camera).

G: Perché?
S: Mamma mia, perché perché perché, mi sembra di spiegare a mio nipote di sei anni. Perché il meccanismo elettorale prevede per il senato che ogni regione faccia storia a sé; così Berlusconi potrebbe vincere in una metà delle regioni, Veltroni nell’altra metà, e avremmo un bel pareggio. La propaganda berlusconiana è però particolarmente forte nelle regioni del nord, più popolose e dunque più ricche di deputati da conquistare, ed ha dunque una base di partenza molto solida. Diciamo che B. è l’unico che potrebbe farcela, sia pure di poco, se riesce a convincere gli elettori di alcune regioni in bilico.

G: Allora Berlusconi starà promettendo tagli alle tasse?
S: Quello, e una robusta crescita economica, uno stato più leggero ed efficiente, più ricchezza e felicità per tutti, la soppressione della magistratura (suonerà strano ma a un certo numero di italiani la proposta suona molto convincente), la vittoria ai prossimi europei etc..

G: E Veltroni?
S: Stessa cosa, con una punta di melenso sentimentalismo in più.

G: Ma l’Italia non ha un enorme debito pubblico di cui occuparsi?
S: E chi se ne frega. Se dobbiamo diventare un paese economicamente sotto-sviluppato, e siamo sulla buona strada, perlomeno godiamoci questi ultimi anni spensieratamente.

G: C’è qualche differenza sostanziale tra Berlusconi e Veltroni?
S: No, B. propone un modello di paese regressivo e socialmente involuto, refrattario ad ogni forma di pensiero razionale, ostile alla ricerca scientifica, ancorato a tradizioni e pregiudizi vecchi di millenni, e lo fa con un linguaggio rozzo, teppistico e degradato. V. offre lo stesso modello, magari con una sintassi più elegante e culturalmente evoluta, condita da un pietistico e patetico appello ai buoni sentimenti di concordia nazionale.

G: Si direbbe che Berlusconi abbia le elezioni in tasca..
S: Con un normale sistema elettorale sarebbe così; in realtà, come detto sopra (come son testoni questi inglesi..) il margine al senato è stretto, e non è detto che B. abbia una maggioranza sufficiente a governare.

G: E allora?
S: E allora questo spocchioso e snobistico interessamento per le disgrazie italiche mi ha anche scocciato; vogliamo parlare un attimo di quella ridicola baracconata della monarchia britannica, o di quella faccia da pitecantropo di Gordon Brown, o..

[l'intervista si conclude con una poco dignitosa scazzottata - la redazione di Slippery, forte di una indiscutibile superiorità nelle risse da strada, rispedisce a casa i colleghi della perfida Albione con la coda tra le gambe e diversi punti di sutura]


  1. The Guardian: “It is a remarkable thought that when Silvio Berlusconi first took over as his country’s prime minister, in 1994, Bill Clinton had just been sworn in as US president and Tony Blair had yet to become leader of the British opposition. Fourteen years on Berlusconi is again poised to return to power.”

    di Slipperypond.

  2. Vigliacchi! Comunisti maledetti!
    Brucerete, brucerete tutti, tutti!
    Ahahahahaha!!!!!!

    di On. Gabriella Carlucci

  3. Elegia per Silvio ad opera del D’Annunzio contemporaneo, Oscar Giannino.
    “È arrochito come un leone marino, Berlusconi,
    e sono solo le 11 del mattino.
    Ma ha già macinato due ore di Radio anch’io, quando ieri registra la puntata di Omnibus che va in onda stamane alle 7.45 su La7.
    E la giornata sarà ancora lunga, più tardi a Pescara si presenterà in piazza dicendo «ecco quel che resta di me», raccontando dell’otorinolaringoiatra che lo ha ammonito a smettere, perché il ritmo degli ultimi giorni è di 10-11 ore di comizi e interviste al giorno.
    Roco sì ma mogio no, il Cavaliere.”

    di G.

  4. VINCE WELTRONI WINCE VELTRONI …vedrete! VINCE WELTRONI WINCE VELTRONI …vedrete! VINCE WELTRONI WINCE VELTRONI …vedrete! VINCE WELTRONI WINCE VELTRONI …vedrete! VINCE WELTRONI WINCE VELTRONI …vedrete!

    di sinistra pacata

  5. Vincerà veltroni a causa dell’effetto casini.

    di Mirco Thomas de' Pallavicini

  6. Non vincerà Veltroni e io scappo in Argentina.

    di Mel.

  7. L’effetto Casini non è da escludersi, la partita si gioca al senato e in Sicilia potrebbe succedere di tutto. Certo che se il nano perde in Sicilia per colpa di Casini dopo c’è da divertirsi..

    di VanoTecnico

  8. Vince Veltroni per colpa di Casini Vince Berlusconi per colpa di Casini Vince Veltroni grazie a Casini Vince Berlusconi grazie a Casini Vince Veltroni per colpa di Berlusconi Vince Berlusconi per colpa di Veltroni Vince Berlusconi grazie a Veltroni Vince Veltroni grazie a Berlusconi. Vince grazie a Casini. Casini, grazie. Vince. Casini. Casini. Casini. Siamo nei. Casini.

    di Un Vile Cabaret

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