in "Slipperypolitics."
Come già annunciato, stiamo movendoci in varie direzioni. Nelle ultime settimane abbiamo vagliato più ipotesi, tanto per non farci mancare niente. Il sorteggione in sala-mensa ha dato esiti chiari: a me è toccato l’Est Europa, mentre il Corrispondente è stato spedito negli USA con FedEx. L’Illuminato -da sempre il viveur della banda- se la spassa in Brasile agitando le maracas a ritmo di conga. Scopo degli esodi ancora la ricerca della nostra Thule, luogo dal quale rinascere lontani anni luce dalle cose italiane, che iniziano a rompere i coglioni tanto sono prevedibili (sebbene già siamo al livello della soddisfazione malvagia per ogni notizia politica che arriva: al peggio non c’è mai fine e abbiamo scoperto di essere contentissimi del fatto che il peggio arrivi con tale straordinaria regolarità.)
Dunque il mio viaggio alla ricerca di mondi alternativi inizia da Malpensa con volo Alitalia. Andandomene dal Belpaese vengo travolto da una ondata di ottimismo assolutamente ingiustificata e persino scopro di abboccare all’esistenza della cordata immaginaria di Berlusconi promessa in campagna elettorale, poi subito sparita nel nulla (un consiglio ai possibili acquirenti di Alitalia: dovrebbe migliorare il servizio brioches sui voli a tratta breve. Al contrario il caffé e le salviette umidificate vanno benissimo.) Quando i passeggeri attorno a me vedono l’aereo a noi destinato (questo) qualcuno ride ma si vede che si tratta di orrore. Il mio ottimismo cresce. Ho stabilito che Praga avrebbe rappresentato un buon punto di partenza per i sondaggi. Storicamente si tratta di una città propensa ad accogliere coloro che provengono da nazioni disagiate e popolate da delinquenti come la mia. Loro hanno avuto quarant’anni di comunismo e noi no, sebbene il Perenne Premier sostenga da sempre lo strapotere rosso qui, e dunque tutti ne sono straconvinti. La vita a Praga non costa molto e ci sono un sacco di posti carini la sera. Si cucina un’ottima papera e la metro passa con regolarità. Come direbbe un tizio che in Italia riscuote un buon successo: “si può fare”. Però non devo limitarmi alla capitale ceca e quindi prendo la mia Skoda per spostarmi nella ex DDR, attraversando quella che è stata per una marea di tempo la spaventosa dogana, luogo di improbabili striptease e macchine smontate. Anche nella ex Germania Est hanno regnato per secoli i comunisti: di loro resta solo la memorabilia, piccoli portauova a forma di gallina e medicinali scaduti. Dresda rimane una città bella e funzionale nonostante le cure degli alleati durante la Seconda Guerra Mondiale: il luogo ideale per un gruppo di italiani volenterosi di mettere radici fuori dai confini e magari dare vita a quel tipo di impresa per la quale siamo famosi ovunque: la gelateria. In alternativa potremo lavorare come tassisti, rubando il posto ai turchi o agli ex agenti STASI relegati in simili nicchie occupazionali dopo la caduta del Muro. Si può fare anche qui e se in futuro il ministro della difesa La Russa deciderà di bombardare, ci basterà sventolare una bandiera tricolore al cielo e urlare hellò John come Nando Moriconi. Bene anche Lipsia, dove ho visitato una retrospettiva sul famoso puttaniere Gunter Sachs. Anche qui tutti sarebbero disposti ad accoglierci a patto che (cito) “noi italiani la smettiamo con questa storia di portare sempre gli occhiali da sole.” Tutto sommato una richiesta sensata. Si può fare.

Al di là della papera e dei posti carini…lo dica Direttore..lo dica ai suoi lettori..anche Brozzi sarebbe apparsa magnifica e moderna a girarla con l’anima gemella..;) Anche il Feroce Direttore ha un cuore..e una fidanzata!! (ahimé per tutte le lettrici che ci avevano sperato..)
di La sexy psicologa il 1 Maggio 2008 alle 12:02