Ciò che non ti distrugge ti rende più forte.

in "L'Originale Miscellanea di Slipperypond."

(nota: da un mese a questa parte volevo intitolare così un post per incoraggiare noi elettori di sinistra. Poi mi sono accorto che la sinistra in effetti è stata distrutta, ma ormai il pezzo era in bozze, e il direttore di Slipperypond è inflessibile: tutto quello che va in bozza deve essere terminato)

Quando mi fanno la classica domanda “qual’è il tuo film preferito,” non sono uno di coloro che offrono la trita risposta pseudo-cinéphile “sarebbe impossibile citarne solo uno.” Io so cosa rispondere.
Il mio film preferito è Conan il barbaro.
Conan il barbaro è anche il film più sottovalutato della storia del cinema e questo mi ha sempre fatto soffrire moltissimo. Quando infatti dico “Conan il barbaro,” ricevo in genere quattro tipi di risposte, che elenco qui sotto con le relative rilevazioni statistiche:
a) Ah. Ma dai, è bello? - 7.3%
b) Mitico! - 1.2% (chi risponde così di solito è un giocatore di D&D)
c) Quindi sei un appassionato di fantasy? - 5.6%
d) [risatina] Quello con Schwarzenegger? - 85.9%
Fino a qualche tempo fa, catalogavo tutti coloro che fornivano le risposte (c) e (d) come immani teste di cazzo, dal momento che Conan il barbaro è un capolavoro. Con l’età sono maturato (fenomeno da attribuirsi esclusivamente al fatto che ogni anno ho visto molte volte “Conan il barbaro”) e ho capito che


non tutti i (c) e i (d) sono stolti quanto sembrano. Spesso, come gli (a), coloro che deinigrano Conan sono semplicemente ignoranti, e hanno bisogno di qualcuno che gli spieghi chi è John Milius e qual’è il percorso della sua epica; che gli dica che, si, “Un mercoledì da leoni” è dello stesso regista di Conan il barbaro (e che, sì, Milius è anche lo stesso tipo che ha scritto Apocalipse Now), che lo script è firmato Oliver Stone e altre argomentazioni che possono far presa anche sui cinefili più stolidi. Questo percorso rieducativo culmina di solito con la visione del film in questione (previo mini-seminario sull’estetica degli anni ‘80) e la salvezza del soggetto, fin dall’esposizione ai titoli di testa e al sublime inizio (durante il quale il terapista farà notare l’incredibile colonna sonora di Basil Poledouris e le scene ricalcate sui quadri di Peter Bruegel il Vecchio).
Tuttavia è come tentare di salvare Atlantide armati di cucchiaino: per quanto si lavori, si incontrerà sempre qualcuno - una persona che magari prima si stimava pure! - che farà quel sorrisetto a mezza bocca e dirà: “Quello con Schwarzenegger?”
E verrà magari anche il giorno in cui, stanchi di redimere, a quel sorrisino si risponderà con una liberatoria spadata nella zucca. Ma torniamo a noi, cerchiamo di capire le radici del male.
Negli anni, ho cercato di spiegarmi in vari modi lo spaventevole vuoto conoscitivo che ha portato alla compromissione dell’immagine di Conan il barbaro nell’immaginario collettivo, fino a farlo essere addirittura oggetto di derisione.
All’inizio ho attribuito la resposabilità a un sequel brutto oltre ogni immaginazione, che buttava in farsa le premesse e l’atmosfera del primo. Questa affermazione non tiene in quanto molti film ottimi hanno pessimi sequel e la loro fama non ne è stata compromessa.
Ho quindi pensato che potesse essere colpa di Schwarzenegger e della sua filmografia; anche in questo caso l’argomentazione non tiene, in quanto la filmografia del Governatore della California conta almeno un altro capolavoro (Terminator) e un paio di film almeno molto buoni (Predator e Total Recall).
Mi sono infine detto che forse è solo il fatto che nessuno può prendere sul serio un barbaro capellone, al giorno d’oggi. Nel 2001, il fatto che siano stati presi sul serio un ranger capellone, un elfo capellone e platinato e la loro banda di tappi ha smentito anche questa ipotesi.
C’era chiaramente dietro un complotto di qualche genere. Per capire cosa stesse veramente succedendo, ho dovuto spogliarmi del manto del fan e portare avanti un approccio critico. L’indizio me l’ha dato l’epigrafe che appare all’inizio dei titoli di testa e dà il titolo a questo post. Mmmmm…Nietzsche…
Era ovvio. Si trattava di un complotto pluto-giudo-massonico-radical-sinistrorso. Si, perché Conan è un film di destra (lo dico con la morte nel cuore). E neanche di destra liberale. E’ un film di destra ferina. La legge del più forte è l’unica discriminante. Conan vince perché è più forte. Fa varie cazzate (è in effetti piuttosto tonto per essere un eroe hollywoodiano) ma alla fine vince perché è-più-for-te! Sopravvive al mulino perché è più forte. Sopravvive all’arena perché è più forte. Sopravvive a Thulsadoom perché è più forte. Il cattivo è cerebrale, intelligente, mistico; il buono ti prende a spadate. Il cattivo ha un sacco di ragazze, il buono una (che si è preso dopo aver avuto una prima iniziazione sessuale con una mignotta e una prima iniziazione sentimentale con una strega). Il buono ha un amico solo, fedele e cazzuto; il cattivo ha migliaia di seguaci hippy. Thulsadoom entra in contatto con Conan sterminando il suo popolo; Conan ritrova Thulsadoom accoppando un santone frocio. Last but not least, Conan è bianco mentre Thulsadoom è inequivocabilmente negro. La terra, il sangue, l’acciaio sono sinonimi di verità; solo quella dell’esperienza è una scuola degna di essere seguita. Con buona pace degli animalisti, Conan prende a spadate anche un bel po’ di lupi, cazzotta un cammello, ammazza un avvoltoio a morsi e decapita il serpente che Thorgrim aveva allevato fin dalla nascita.
Si capisce che tutto questo è troppo per i dandy radical-chic che gestiscono l’industria del gossip culturale. Ribellatevi. Conan è un capolavoro. Il punto è solo che non esistono barbari di sinistra. Purtroppo, aggiungerei.
Ora sapete. Guardatelo.
E ripresentatevi di fronte alla redazione di Slipperypond solo quando conoscerete il segreto dell’acciaio, altrimenti vi scacceremo dal Valhalla, e dall’alto della nostra montagna rideremo di voi.


  1. Io sono praticamente sicuro di avere dato in sequenza un po’ tutte le risposte che identificano il cinefilo stolido, una sera che con l’IdQ sono andato all’Odeon in Piazza Strozzi a vedere No Country for Old Men (protagonista Javier Bardem, o, per usare la definizione dell’Illuminato, L’Uomo dalla Faccia di Mucca).
    Piu’ precisamente, credo di avere reagito con la risposta a). Mi aspetto una rieducazione pronta da parte dell’IdQ.

    di Il Corrispondente dal Contado

  2. Confermo che hai dato la risposta (a), il che ti qualifica comunque come appartenente all’8.5% (tot. aggregato) dei migliori.

    di L'Illuminato del Quartiere

  3. Strano fenomeno: certo non strizzo gli occhi alle forze dell’ordine ma adoro gli Intoccabili. Parteggio per lo squalo in The Jaws e non posso dirvi qual’è il mio personaggio preferito di Schindler’s List.

    di Ohiowillie from Antella.

  4. Vi sono però tremende analogie tra la biografia di Conan e le principali caratteristiche Rom. Per questo il nuovo esecutivo nostrano aprirà una inchiesta sull’Illuminato del Quartiere.
    Per prima cosa Conan nasce in Cimmeria, luogo sconosciuto ai più e (proprio perché sconosciuto ai più) probabilmente popolato solo da pezzi di merda sanguinari. Dice la biografia che “egli iniziò a viaggiare sino dall’adolescenza.” Molto male. Inoltre Conan, dai quindici anni d’età, si dimostra un combattente rispettato e abile con qualsiasi arma da taglio (non abbiamo notizie sicure di furti di bambino da parte di Conan, ma come sappiamo in simili settori non servono certezze, anzi.) Il Ministro Maroni guarda malissimo l’Illuminato e le sue amigue preferenze cinematografiche.

    di Il Feroce.

  5. Caro Illuminato,

    sono a disposto a pagare (una bottiglia di whisky ovviamente) per un’opera di rivalutazione del reazionario simile a questa, ma applicata ad Antonello Venditti.

    Grazie

    di pp

  6. un post molto molto NIE

    di ZAI WING

  7. approvo

    di Conan the Librarian

  8. Ora, non per fare il ruffiano, ma io non appartengo a nessuna delle categorie a)-d) dal momento che a me il film è sempre piaciuto. Ricordo distintamente quando, sin da bambino, provavo a imitare il modo in cui Conan faceva roteare la spada simulandola con rami d’albero o bastoni da passeggio di nonni assortiti. Potete immaginare da soli quali parti del mio corpo da allora siano rimaste irrimediabilmente danneggiate.

    di Il saccente scandinavo

  9. Tutto quello che si potrebbe dire su Conan il Barbaro va sotto la categoria di “godibile”. A tratti sotto quella del “perversamente interessante” , da non confondere con quella “da inconscio collettivo”.

    di Un Vile Cabaret

  10. Finalmente qualcuno.. solo oggi riesco a fare outing al mondo (luogo triste e brutto xchè non ama Conan):
    Io ADORO questo film, ebbene si, lo confesso.. mi so’ comprato pure il dvd a prezzo irrisorio, ricchissimo di extra.
    Uno di quei film che mi ha cambiato la vita, seriamente (poche ironie da parte chi mi conosce, sulla mia attuale situazione!).
    Un link per tutti gli scettici, da me feticista delle citazioni: http://it.wikiquote.org/wiki/Conan_il_barbaro

    Con amore verso tutti, ma specialmente verso “i nemici da schiacciare, inseguirli mentre fuggono e ascoltare i lamenti delle femmine…”

    Baldo

    di Baldo

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