in "Firenze.co.uk"
L’esimio prof. Zeffiro Ciuffoletti (diffido sempre di persone con quattro effe nel nome) scrive oggi per la Nazione un fondo allucinante -una faccenda con pretese di editoriale, e lo fa con una certa frequenza- sulle parole che Giorgio Armani avrebbe speso riguardo Firenze a seguito della sua visita in città per Pitti Immagine Uomo. In sostanza il concetto espresso dallo stilista sarebbe stato: Firenze è una città degradata, ed è degradata per colpa dei venditori ambulanti. “Alcune zone della città sono piene di loro e sembrano un suq” ipse dixit. Ora anche tralasciando il fatto che i suq sono bellissimi…
…resta il problema di fondo: Firenze è una città stracolma di difetti, ma sinceramente tra questi non ce n’è nemmeno uno (o almeno non nel centro storico) imputabile ai venditori ambulanti, che non sporcano più dei turisti europei e americani, sono molti meno, sono meno rumorosi e sicuramente anche più spiritosi, se uno si prendesse la briga di approfondire. Comunque il problema maggiore non sono le parole (per altro orride) di Giorgio Armani, ma la chiosa dell’articolo del prof. Ciuffoletti, che illustra bene quanto il vero dramma nostrano non sia il Re (Armani) ma i mille servitori che al passaggio del Re si prostrano: “Per Giorgio Armani, se io fossi il sindaco, avrei una attenzione particolare perché quello che è conosciuto nel mondo come il più grande stilista italiano è anche l’ambasciatore della classicità nel campo della moda.” In sostanza: fatevi eleggere ambasciatori del buongusto italico, e potrete dire tutte le cazzate che vi pare. Sembra divertente.
P.s. Ammetto di non essermi occupato dell’itinerario cittadino di Armani, ma dubito che il Maestro sia passato tra i kebbabari di via Panicale. Al limite avrà fatto su e giù per il Ponte Vecchio dove -tra un milione di nordamericani- sarà restato inorridito da tre senegalesi con una borsa imitazione delle sue. Direi che ci sono elementi a sufficienza per formare un giudizio credibile su una comunità.

Ovvio che Armani è inorridito. La maggior parte degli italiani compra le imitazioni delle sue borse e delle sue fibbie sul Ponte Vecchio. E’ una questione di bilancio a fine anno.
di This Vicious Cabaret il 25 Giugno 2008 alle 13:40L’articolo parla anche (e come potrebbe essere altrimenti?) della “necessità di sicurezza per i cittadini” e si chiede dove sia finita la famosa “tolleranza-zero della quale tutti sentiamo un bisogno matto.” Trattasi di interrogativi davvero intriganti.
di Fonte Ansia. il 25 Giugno 2008 alle 13:46C’ho una tolleranza zero che mi cresce e non riesco a toglierla…qui, sulla punta del medio…
di L'Illetterato Garzone il 25 Giugno 2008 alle 16:55Avesse fatto un salto in santo (e in alto) di ambulanti ne avrebbe visti tanti (e alti..o alticci) e non so quanto avrebbe gradito la nuova moda lanciata dal Feroce..”una maglietta alla settimana è un vero toccasana”
di La sexy psicologa il 26 Giugno 2008 alle 12:11Nota bene: per “ambulanti” intendo persone che deambulano..senza una mèta…e con lo sguardo perso nel vuoto..di bottiglia.
di La sexy psicologa il 26 Giugno 2008 alle 12:13Il Feroce non ha sempre la stessa maglietta. Ha solo l’armadio pieno di magliette tutte uguali, quindi uno si confonde.
di Anonimous. il 26 Giugno 2008 alle 12:56["Nota bene: per “ambulanti” intendo persone che deambulano..senza una mèta…e con lo sguardo perso nel vuoto..di bottiglia."]
di the architect il 26 Giugno 2008 alle 13:34A chi si stava riferendo la sexy psicologa?
Mi sento stranamente chiamato in causa…
…mumble mumble…
Ti senti chiamato in casa…
di La sexy psicologa il 27 Giugno 2008 alle 12:40