L’urlo di Giampiero terrorizza anche l’Occidente - I
in "Slippery Routard."
Riceviamo e volentieri pubblichiamo la prima parte del reportage del nostro corrispondente dal Catai.
Come uno dei commentatori più antichi di Slipperypond e insieme come maggior detrattore dello stesso, il Puntiglioso e il Feroce, di concerto con la Redazione tutta, hanno deciso di mandarmi (a mie spese) in vacanza-premio: se poi la meta è la Repubblica Popolare Cinese, e la città in questione è Pechino, prossima tappa delle Olimpiadi, allora la cosa si fa interessante.
Carico di belle speranze nei confronti dell’unico Stato che è in parte riuscito a fondere comunismo e capitalismo, scendo dall’aereo (che immancabilmente stavo per perdere) e, come se ve ne fosse bisogno, scopro che la Redazione si è nottetempo recata sul luogo per lasciarmi qua e là alcuni segnali che mi ricordino i motivi del mio peregrinare.
Impavido, col mio bel crine e forte delle mie tendenze democratiche, mi aspetto di farla da padrona, ma capisco anche troppo presto che avrò da lavorare.
Dopo appena ventiquattro ore dal mio arrivo, infatti, un tale, venendo a sapere che sono italiano, mi ha risposto esterrefatto che non aveva mai sentito parlare dell’Italia e che addirittura il giornale non ne parlava mai. A pensarci bene, non c’è certo da meravigliarci che qui il Partito stia tentando di attuare nei confronti del Belpaese una comprensibilissima damnatio memoriae, visti soprattutto gli ultimi avvenimenti di Casa Nostra. Se ti va bene, va così. Se ti va male, il tuo interlocutore ti ricorda chi è il tuo capo di Stato, e stai fresco.
Pechino è tutta presa dalle prossime Olimpiadi: manifesti e cartelloni, maxischermi e bottigliette d’acqua hanno impressi i cinque cerchi olimpici. Qui, dove le persone non sanno fare la fila, le autorità hanno istituito il Giorno Mensile della Fila (l’11 di ogni mese). Noi di Slipperypond vogliamo sperare che il CIO scelga presto l’Italia come una delle prossime sedi olimpiche affinché anche nel nostro paese si impari a fare la fila.
Visto il totale disinteresse che l’uditorio nutre per tutto ciò che non sia pizza, spaghetti e mandolino, dirò solo, a riguardo della Città Proibita, che non appena vi si entra non si può fare a meno di notare questo simpatico simbolo sul petto di Buddha, che qui in Cina richiama alla memoria pace e benessere, mentre da noi richiama questo bell’ometto.
Se poi, proprio come me, non potete vivere senza la nostra cucina e al tempo stesso avete qualche chilo di troppo da perdere (ma non c’è verso di riuscirci a casa vostra con mammà che sta ai fornelli) allora questo paese fa proprio al caso vostro.
Colui che scrive, in 5 giorni, ha già perso 3 chili. Qui si mangia tutto quello che cammina. Scordatevi il vostro beneamato relativismo culturale di cui voi e i vostri amici antropologi vi riempite la bocca! La pasta è cotta per mezz’ora e a colazione c’è di tutto, ma nulla che non ci sia anche a pranzo e a cena. Scordatevi Cappuccino e Brioche, o Corn Flakes. Qui in albergo si va di spaghetti, obbligatoriamente galleggianti in una salsa rossa o verde. E se non ti vanno puoi optare sui carciofi.
A pranzo ho mangiato zampe lesse di questo animale, e mi è stato promesso che presto gusterò anche lui. Dicono che il sapore sia molto vicino a quello di questi simpatici esseri.
C’è però anche McDonald’s, KFC e una fichissima catena di fast food in cui andrò a mangiare solo per la faccia che lo pubblicizza. So già che ci proverò una volta sola.
Sport nazionale cinese, dopo il Ping Pong, sembra essere “sputare più in là”. Girando per strada non è infatti inusuale sentire anche qualche signorina di bell’aspetto che dietro di te tira su e monta un garrino di proporzioni gigantesche, per poi rilasciarlo non lontano da un baracchino che, in un affollato mercato rionale frequentato dal Vano Tecnico, vende angurie a fette. Del resto sputare è un comportamento naturale, e nemmeno il nostro paese lo ha mai ufficialmente considerato un reato. Anzi, invito tutti voi che andrete in lussuosi alberghi della penisola ad incazzarsi come scimmie con il direttore (no, non lo metto il link a Fantozzi!) se non troverete in camera la vostra personalissima sputacchiera (sventolategli pure in faccia il punto 12).
Tornando a noi, un tombino esonda, percorrendo la strada su cui si affaccia il mercato di cui parlavo.
Per chi desiderasse un mio giudizio (superficiale, da bravo slipperypondiano), mi sembra che Pechino sia molto simile al più accanito e fedele lettore di Slipperypond: vuole andare ad una cena di Gala vestito in abito da sera, ma non si cambia le mutande da almeno un mese.
Da bravo cronista di Slippery non mi manca che parlare di tette e culi. Tette, a dire la verità, parecchio poche. Una seconda è una maggiorata. Per chi invece, alla fatidica domanda “Tette o culo?”, risponde immancabilmente “Culo!”, qui può venire a rifarsi gli occhi. Ce n’è per tutti i gusti.
Da ieri mi trovo a Zhang Jia Jie, mille chilometri a sud di Pechino, e domani partirò per Feng Huang, ancora cinquecento chilometri a sud e vi rimarrò quattro giorni, per poi spostarmi a Xi’an e tornare a Pechino fra 7 giorni.
Ci rimarrò fino al 15 agosto. Qui sviscererò per voi il fenomeno Olimpiadi.
Giampiero

Ciao Giampi!
di Baldo il 18 Luglio 2008 alle 13:26proporrei anche in Italia il giorno 11 come il “Giorno Mensile della FiHa”, tanto la fiLa non si impara di certo a falla!
RockTheChinaForMe, please..
sull’irrefrenabile voglia di sputo che si respira in Cina:

di Il Puntiglioso Redattore il 18 Luglio 2008 alle 14:29Strano che il partito non oscuri Slipperypond…
di Antonello da Messina il 18 Luglio 2008 alle 14:45Quanto allo sputare, pare sia una cosa molto simile al nostro risorgimentale “Viva VERDI”: laggiù è un modo per inneggiare al (Dalai) Lama.
Confermo la tesi del vestito elegante e le mutande zozze sotto.
di G. il 18 Luglio 2008 alle 17:00Vengo a sapere che a lavoro, la mia direttrice ha letto il mio articolo su slipperypond. Vorrei precisare che parolacce e link a donne in abiti succinti sono state aggiunte dal Puntiglioso Redattore, e che io merito senza dubbio un contratto a tempo indeterminato.
di Giampiero - from Catai il 19 Luglio 2008 alle 17:16Complimenti per l’esordio a Giampiero, che ringraziamo per il contributo.
Parafrasando Brian Eno:
di Il Corrispondente dal Contado il 19 Luglio 2008 alle 17:26How does Giampiero intend to live
when he’s in far Cathai?
I somehow can’t imagine him
just planting rice all day.
Maybe he will do a bit of spying,
with microcameras hidden in his hair.
Grande Orla.
di Gabe. il 19 Luglio 2008 alle 17:40