Firenze è una città ridicola che fa referendum ridicoli per cose ridicole e che invita personaggi ridicoli a protestare contro iniziative prese da altri personaggi ridicoli eletti da cittadini ridicoli (tra i quali chi vi scrive, è ovvio.)

in "Firenze.co.uk"

1.JPG Dal sito Corriere.it. “Quattro modelle con il corpo dipinto sulla falsariga dei quadri di Giacomo Balla per protestare contro la tramvia a Firenze. L’iniziativa, presentata al Caffè delle Giubbe Rosse nel capoluogo toscano, è dell’artista futurista Graziano Cecchini, che nei mesi scorsi fece parlare di sé per avere tinto di rosso la Fontana di Trevi. Presente anche l’assessore alla Cultura milanese Vittorio Sgarbi.”

R come Rinascenza!

in "Firenze.co.uk"

Si sa che a Firenze gli intellettuali si contano sulla punta delle dita. Frammento[ALL IN] (ascoltatelo) rappresenta (anzi raprezent!) la coscienza in rima di una intera generazione di fiorentini, altro che i casi letterari di Sara Falli, recentemente apparsa sulla collana che Aldo Nove cura per la TEA libri, o il Premio Calvino 2005 Martino Ferro, nato a Firenze, ma residente a Milano.

Al grido di “ridateci il Centro!” (in un senso che esula totalmente da qualsiasi finalità politica) il Jay-Z nostrano descrive l’ostico mondo dei sabato sera “a strasciconi”, dagli aperitivi a basso costo dello Strizzi Garden - Gotha dei cuba-librai squattrinati della culla ebbra del rinascimento - ai problemi riguardanti il turismo americano di massa (spesso massa obesa), dalla Squadra Che Tutti Hanno ‘Ni Core, la tanto decantata Fiorentina, fino a trattare dei conflitti che una generazione di giovani precari violenti ha inevitabilmente con quelli che una volta, negli anni ‘80 del vecchio Novecento, erano la Movida fiorentina e andavano al Tenax con Tondelli, ed adesso costituiscono la Irremovida delle poltrone dell’amministrazione locale. Balzata all’attenzione nazionale per l’ingegno ardito del nostro Graziano Cioni Cash, l’assessore rock alla sicurezza sociale più veloce del west - a scendere in piazza, o mettersi a tavola, o ad un semaforo - al quale, il nostro cantore Frammento, novello Marasco, fa allusione più volte nei suoi versi.

Firenze, Santa Maria Novella, la Rinascenza parte da qui, da Frammento[ALL IN]. Beccatevi questa nuova alluvione, pardon, profusione di parole in rima. Yo!

A real live one. Disney contro le metafisiche: precariato violento version.

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despairs.jpgRabbia gggiovane? Despairs! live at Giubbe Rosse.
Oggi a Firenze ore 17.00.
Piazza della Repubblica 13/14.

Condoglianze a Cesare Prandelli

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La Redazione di Slipperypond porge le più sincere e sentite condoglianze a Cesare Prandelli, uomo di raro valore, per la scomparsa della moglie Manuela.

Il sabato sera dei creativi tra McLuhan, i Joy Division e Joshua Davis.

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Derrick De Kerckhove è stato allievo del grande sociologo e teorico della comunicazione Marshall McLuhan (quel tizio che Woody Allen estrae da dietro un pannello mentre sta in fila al cinema in Io e Annie) con cui per più di dieci anni ha lavorato in veste di traduttore, assistente e co-editore, tanto da esserne considerato il più autorevole erede intellettuale: la tesi di McLuhan, come tutti sanno, è che ogni portato della tecnologia -dalla ruota all’I-Pod 180 G del nostro Puntiglioso Redattore- deve essere considerato come media e cioè come estensione della corporalità umana. Derrick De Kerckhove è professore al Dipartimento di Francese all’Università di Toronto nonché membro del McLuhan Program in Culture and Technology di Toronto dal 1972 al 1980, di cui naturalmente è l’attuale direttore plenipotenziario. Consulente di molti governi per lo Sviluppo delle Telecomunicazioni, questo strano tizio in visita a Firenze è rappresentante della politica culturale delle comunità francofone nel mondo e perciò è stato insignito dal governo francese con la Palma Accademica. Come prevedibile si occupa con estrema verve delle interazioni tra la tecnologia e il corpo, i media e la cultura, l’arte e la comunicazione, svolgendo studi sperimentali sul rapporto tra cervello umano e nuove tecnologie comunicative. Il suo lavoro su internet e intelligenza connettiva lo ha reso uno dei più autorevoli teorici della comunicazione: io mi perdo il suo show perché non resisto e ordino una seconda birra allo spazio Switch.
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Festival della Creatività Collettiva o Festival dell’Unità 2.0? Slipperypond si accomoda nella Cripta.

in "Firenze.co.uk"

Vittime di quei cambiamenti climatici che hanno valso ad Al Gore il premio Nobel per la Pace, la Truppa Slipperypondiana arriva alla spicciolata al Festival della Creatività: entriamo che fa un caldo tropicale, usciamo al Polo Nord. Nel mezzo due ore di tavola rotonda ottimamente moderata dal nostro Illuminato, per l’occasione novello Maurizio Costanzo, e noi cinque Darii Vergassola in adorazione. Oltre alla banda usuale anche un rappresentante di Ippolita (Eleuthera) con Ciumeo, nonché esponenti del Festival del Copileft di Arezzo e futuri gestori di un nuovo magazine di attualità-controinformazione in rete da questa domenica: vi faremo sapere. Molte Birre Moretti in lattina aggratis, zero donne nel pubblico: che l’editoria -e in particolare il copyleft- sia a tutti gli effetti un mondo sessista e chiuso? Per quanto ci riguarda tendiamo a pensare che purtroppo l’assenza di signorine non sia una imposizione degli scrittori, quanto una libera scelta delle signorine stesse, che a noi preferiscono le visual-installazioni. Ma andiamo avanti con il resoconto dell’incontro. Il Festiva della Creatività, dicevamo…
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Troppa trama: ascesa e rovina di un colosso fiorentino.

in "Firenze.co.uk"

E’ di oggi la notizia che il celebre cinema porno Arlecchino di Firenze chiuderà per sempre. Al suo posto un centro commerciale e un supermercato della catena il Centro: è la vittoria della logica consumistica sull’onanismo? Vediamo un po’.
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Osmannoro calling.

in "Firenze.co.uk, Slipperypop. La musica."

Lo so. Il titolo fa schifo però permette a chi sta scrivendo una piccola nota essenziale per il proseguo del post: scordatevi ogni tipo di oggettività da qui in avanti (elementi tipo una corretta analisi musicale o ambientale della terza serata di Italia Wave) poiché ieri sera ho visto Paul Simonon dal vivo e l’emozione continua ad impedire al mio cervello ogni forma di ragionamento non malato o eccessivamente indorato. Paul Simonon quello della copertina di London Calling e Guns of Brixton. Paul Simonon quello che con Joe Strummer, Mick Jones e Topper Headon è stato membro dell’unico gruppo inglese (definizione di un mio caro amico, valente musicista) “con groove”, vale a dire gli immensi Clash: the only band that matters. Paul Simonon che arriva a Firenze non come Bobo Vieri -ossia tra lo scetticismo generale- ma come un eroe (e non può essere altrimenti, o almeno dal mio punto di vista) e che non dice neanche una parola alla folla, salendo sopra il palco. Ma d’altronde cosa c’è da spiegare che già non sappiamo? Il suo progetto si chiama The Good, the Bad and the Queen e si basa sulla mente e la voce di Damon Albarn, Tony Adams alla batteria e il chitarrista dei Verve Simon Tong. Il concerto inizia più o meno a mezzanotte, quando si comincia a respirare per il fresco della sera e una barista di Forlì mi accusa del furto di una Tuborg.
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