Jožin.
in "L'Originale Miscellanea di Slipperypond."
In scia alla nobile attitudine di eseguire furti su commissione, accetto la sollecitazione ed eseguo un articolino su commissione: il grande manovratore che sta dietro l’operazione è quel CdC il quale, trascorrendo ore e ore al giorno online per motivi prettamente accademici [*], ci sta che ogni tanto si distragga e incappi in altro. Stavolta dalla piattaforma mi segnala quanto segue: starebbe verificandosi un curioso revival in Europa Centrale del celebre pezzo Jožin z Bažin di Ivan Mládek. E d’altronde la trama del brano, il ritmo e l’abbigliamento dei protagonisti non potevano che attrarre l’attenzione del nostro e risvegliare in lui la vecchia e tormentata anima b-boy. Per quanto riguarda il sottoscritto, avendo la fortuna sfacciata di trovarmi in zona e soffrendo di una fastidiosa monotematicità negli argomenti, non posso esimermi dall’obbedire alla sua richiesta e scriverci una cazzatina al riguardo, adempiendo così al mio ruolo in Slipperypond e nel mondo. Ma procediamo con ordine…
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giovedì 11 marzo 2010 alle 14:54 da Il Feroce Direttore
Utilizzo strumentale di assurde letture.
in "L'Originale Miscellanea di Slipperypond."
C’è questo articolo* che riporta le somiglianze e le differenze tra il Maggio Francese del sessantotto e la Primavera cecoslovacca dello stesso anno; ne scrivo poiché ho avuto modo di dibattere sull’argomento con una parigina qui a Berlino in veste di provocatrice. Proverò a riportare quanto è emerso dalla lettura del pezzo e dalla chiacchierata che abbiamo avuto, facendo filtrare solo in minima parte la mia innata fascinazione per gli eventi della Pražké jaro e la mia connaturata antipatia verso il Maggio Francese, incrementata senza dubbio da film orrendi come The Dreamers.
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giovedì 4 marzo 2010 alle 13:16 da Il Feroce Direttore
Sempre più unto.
in "L'Originale Miscellanea di Slipperypond."
Il TG5 annuncia gaudioso con un ampio servizio che il 2 marzo esce in libreria l’indispensabile volume che raccoglie i “migliaia di messaggi di solidarietà” che hanno “sommerso” il Presidente Silvio Berlusconi dopo che aveva preso il duomo in faccia a Milano. In coda alla gustosa raccolta edita, ça va sans dire, da Mondadori, si apprezzano contenuti extra interessanti: Inserto a colori “Il governo del fare”; Testo del discorso della “Discesa in campo” ; Brani del discorso di Berlusconi al congresso fondativo del PDL. Continua »
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lunedì 1 marzo 2010 alle 13:08 da Il Corrispondente dal Contado
L’intimo splendore.
in "L'Originale Miscellanea di Slipperypond."
Slipperypond vi ha abituato a introdurre per primo in Italia le più originali tendenze che spopolavano nel jetset internazionale.
Questa volta suggeriamo una pratica molto à la page in America che promette di farsi apprezzare presto anche da noi: il vejazzling. Continua »
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venerdì 26 febbraio 2010 alle 9:05 da Il Corrispondente dal Contado
Insieme per la bellezza (di vent’anni).
in "L'Originale Miscellanea di Slipperypond."
Ci sarebbe tanto, tantissimo da dire in merito allo sciagurata candidatura per un quarto mandato di Formigoni a governatore della Lombardia, noi ci limitiamo a segnalare questo.
Non senza un brivido di incredulità.
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martedì 16 febbraio 2010 alle 10:39 da la Redazione
«Noi siamo quella razza che al cinema s’intasa.» Parte seconda.
in "L'Originale Miscellanea di Slipperypond."

Osserviamo con viva partecipazione il dramma degli operai della Berlinale intenti a srotolare lunghissimi tappeti rossi sul metro di neve che cade ogni giorno sopra la città; l’effetto che si crea è una trappola per i tacchi delle dive e le camminate fascinosi dei corrispettivi maschi. Il motivo del boicottaggio di Slipperypond ai danni della 60esima edizione del Festival è la mancanza in cartellone del nostro film preferito, nonché quell’invito al buffet mai arrivato alla star italiana più glamour [protagonista della pellicola in questione] nonostante le belle parole spese dal maestro Herzog sull’interpretazione del medesimo. Tutto questo è inaccettabile e ce ne andiamo a bere altrove.
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sabato 13 febbraio 2010 alle 12:12 da la Redazione
Senza fine.
in "L'Originale Miscellanea di Slipperypond."
“Per carità, poveracci”.
“Va buò”.
“Io stamattina ridevo alle tre e mezzo dentro al letto”.
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Uno degli indici più impietosi della situazione allarmante dell’Italia attuale è il logorio e scolorimento delle parole.
Ci sono parole che si stanno consumando, spegnendo, volatilizzando.
Da un lato, per l’abuso maligno e doloso che ne viene fatto: libertà, democrazia, ideologia. Si tratta di un abuso che è sia qualitativo (ad esempio, nelle leggi liberticide fatte passare per baluardi della democrazia) che quantitativo (il dibattito politico è ridotto alla ripetizione parossistica di poche parole-chiave). Dico l’ovvio: questa è la conseguenza terribile di una comunicazione politica che punta ormai quasi esclusivamente su tecniche di marketing e comunicazione di massa, e non aspira a nient’altro che a vendere un partito o un candidato come un detersivo, o a fare entrare concetti elementari nelle menti pigre degli italiani, sotto forma di locuzioni preconfezionate e già note. Continua »
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venerdì 12 febbraio 2010 alle 1:03 da Il Corrispondente dal Contado