Il golf: finalmente uno sport per tutti.

in "L'Originale Miscellanea di Slipperypond."

Se, come noi di Slipperypond, siete uomini bianchi tanto benestanti quanto pigri, ma con il desiderio di poter dire in giro che praticate uno sport, di sicuro amerete il golf.

E se amate e praticate il golf, conoscete non solo i piaceri ma anche i piccoli fastidi di questo magnifico sport. Cosa c’è di più irritante di un caddy imbranato? Avete già capito: pisciarsi sotto alla quarta buca – o, a seconda della vostra situazione, magari persino alla seconda.

Il mondo del golf ha per anni balbettato davanti al problema, incapace di dare risposte efficaci sia a livello regolamentare che a livello di sportswear. Ma oggi esiste la soluzione! (Se siete tra quelli che non arrivano alla terza buca, andate prima in bagno e dopo cliccate su continua che poi il post diventa irresistibile).

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Nemo Propheta in Patria, parte III: Bruno Ferrara.

in "L'Originale Miscellanea di Slipperypond."

In questi anni di crisi e recessione sono sempre meno i motivi d’orgoglio nazionale per noi Italiani. Con l’Euro che ammazza le esportazioni e riduce il numero di tedeschi e olandesi in Riviera, l’italiano medio non solo ha meno soldi da spendere e meno turiste da sedurre, ma anche meno prodotti noti internazionalmente di cui vantarsi. La Ferrari, qualche stilista, un paio di vini. Continua »

L’Italia dei vecchini.

in "L'Originale Miscellanea di Slipperypond."

Il Corrispondente dal Contado fa le corna a Slipperypond con Scrittori Precari:

il suo articolino sulla crisi dell’Italia spiegata attraverso il Mondiale di calcio e le discussioni da bar si trova qui.

Ultimissime.

in "L'Originale Miscellanea di Slipperypond."

La prolungata assenza dal nido può causare singolari e inaspettate mancanze. Io ad esempio -dopo alcuni mesi fuori sede- scopro di provare una fortissima nostalgia per Matteo Renzi, il quale nel frattempo parrebbe essere stato eletto sindaco di Chicago.*
Che poi in Slipperypond coviamo laceranti divisioni politiche le quali vanno -senza fare nomi, tranne uno- dal vendolismo totale alla sintonia più intima con Papandreou [questo sono io: entrambi infatti chiediamo soldi alla Germania, che ce li nega] passando per l’evomoralesismo e la social-lisergia. Finora potevamo vantare un solo renziano convinto, tuttavia l’intervista di oggi* al sindaco di Chicago farà certo saltare questo equilibrio. Le parole: «no all’inciucio, sì alle emozioni [fresca è l'aria nella città di Obama.] No a Mario Draghi o Montezemolo, sì a Nichi Vendola. [...] Fini doveva fare la rivoluzione e dice che fa un seminario. Doveva fare una corrente e farà uno spiffero. Doveva portare Berlusconi alla realtà e per adesso Berlusconi ha riportato Fini alla lealtà. Per diciassette anni ha fatto Cip e Ciop con il Cavaliere votando tutte le sue leggi ad personam senza un sussulto e siccome si parla tanto di memoria storica, ricordo bene le sue gitarelle in Europa con Le Pen.»
Questo per quanto riguarda il Pdl. Sul Pd: «basta con il tristismo della sinistra. Quando andiamo in televisione sembra che ce l’ha ordinato il dottore di fare politica.»
Avesse un proprio terzo e piccolo partito da fare crescere, ci troveremo in casa un para-Nick Clegg pronto da servire a tavola. Ma è giovane ed ha tutto il tempo di fondarne uno, il Renzi.

* L’ho lasciato l’Italia a inizio febbraio e lui era lì. Oggi torno ad avere sue notizie e ancora sta lì.

Ultime.

in "L'Originale Miscellanea di Slipperypond."

“Raimondo Vianello avrebbe potuto essere il David Niven italiano.
Sandra Mondaini è stata per lui una zavorra orribile.”
Uno spera sempre in un entusiasmante dibattito.

Earth, wings and fire.

in "L'Originale Miscellanea di Slipperypond."

Fortuna che il sentimento di sospetto nei confronti della politica e società italiana è qui* così radicato che si spende poco ad informarsi seriamente su quello che avviene sotto le Alpi**: sarebbe infatti una fatica enorme con l’unico risultato [quasi sempre] di confermare ciò che tutti immaginano, ossia di rapportarsi con un troiaio solo parzialmente scosso da impeti di normalità.
Per intendersi in Germania filtrano solo le gesta del premier -che bastano e avanzano, tra l’altro- mentre il resto del circo viene fermato a Como-Chiasso da solerti agenti orwelliani. Ma c’è da fare un atto di comprensione e perdono verso i media che alcune cose fanno filtrare, spesso sommariamente: lavorare provando a riportare ciò che sul serio accade in un altro paese è impresa difficilissima per l’infinita complessità del reale che qualsiasi nazione compone, specie se sei cresciuto e ti sei formato altrove, e limitarsi al livello più visibile -tralasciando il colorito sottobosco- può essere scivolone del tutto giustificabile. Questa la causa per la quale spesso anche i resoconti dei giornali serissimi da stati che non siano la Gran Bretagna e [forse] gli USA paiono Bignamini se confrontati con la stampa locale, di parte o meno, prodotta o meno da gente assurda. Fatto sta che in Germania non ho trovato traccia di un evento che davvero avrebbe appassionato i tedeschi, vale a dire il rogo di Calderoli di circa trentamila leggi inutili [ma sui numeri potrei sbagliare] con tanto di risata mefistofelica davanti la pira. Dannunziano wannabe o più semplicemente -come si è scritto- un Nerone dalla faccia rubizza e spaesata, il nostro avrebbe molto affascinato i tedeschi sia per un po’ di sano comparativismo con i tempi nei quali erano loro a bruciare i libri, sia perché cosa c’è di più colorato, folkloristico e fascinoso di un bel fuoco che arde in Italia, e pace se dentro una caserma di pompieri allibiti e non lungo una spiaggia nella notte mediterranea.
Oppure il ministro Carfagna che canta in fluente napoletano per regalare qualche voto al candidato Pdl in campania? Nada. Nessuno ne parla sui giornali tedeschi. Ed è un peccato perché è donna del sud come piacciono qui, di quelle che mordono i polpi sugli scogli e sanno consolarti alla bisogna, capace di cinguettare melodie intriganti e stimolarti come da migliore tradizione sud-europea [per la cronaca è stata intonata «Comm' è bella la città 'e Pulcinella» nella taverna Anema e core, a sostegno della candidatura di Stefano Caldoro. Un successo stellare sarebbe stato in Germania, altro che.]
Però zero. Solo Berlusconi a rubare le scene o il Papa, il quale italiano non è ma solo cattolico furbo, disprezzatore delle donne e che non paga le tasse. Dunque italiano considerato de facto.

* Germania nord-orientale.
** Italia nella propria, desolante interezza.

L’amour fou.

in "L'Originale Miscellanea di Slipperypond."

Non posso considerarmi un grande esperto di Facebook né di ex fidanzati/e: su Facebook ho circa duecentotrenta amici [pochi rispetto agli standard dei miei colleghi] e posso vantare un numero assai inferiore di ex fidanzate. Tuttavia oggi la mia attenzione è caduta su un articolo di Repubblica -quotidiano che leggo con estrema attenzione visto che in Germania costa due Euro- riguardante proprio i social network e gli amori passati. Nodo centrale il fatto che gli ex [in questi ultimi anni] tornerebbero alla carica frequentemente trovandoti in rete, a dispetto di mitologici tempi che furono nei quali le decisioni erano irrevocabili e i ritorni si contavano sulla punta dlle dita [cit.] stimati su fonti che tuttavia sfuggono. «Con un colpo di clic i fantasmi riprendono corpo -si scrive. -Mai perdere contatti con il proprio ex. Mai dire addio alla fidanzata di un tempo. È una abitudine sempre più diffusa restare in contatto, anzi rimettersi in contatto con gli amori passati.» Sempre più diffusa? Boh. E se nel ventennio 1950-1970 ci fu un commovente picco mondiale di riavvicinamenti focosi? Come lo si stabilisce? Non solo. «Quella curiosità un po’ sadica di sapere che fine ha fatto un vecchio amore» sarebbe aumentata per via di Facebook. E penso: ma davvero? O forse è solo più visibile? «Oggi si ricicla tutto, non si butta via niente. Neanche un ex.» Oggi? E prima? Ah, ecco. «Prima si rimaneva insieme tutta la vita e se ci si separava era per sempre.» Boh, ma giura? Mi sa che sottovaluto un sacco di cose a livello relazionale.*

* L’articolo tuttavia è stato scritto basandosi sul campione francese, i quali sappiamo -oltre ad essere inguaribili socialisti- sono pure tizi  sensibili e capaci di strabilianti rentrée.

Siamo tutti osservatori.

in "L'Originale Miscellanea di Slipperypond."