Mentre da Napoli giunge voce di un’aggressione a David Guetta, Slipperypond manifesta la solidarietà a tutti i cronisti sportivi locali che, nell’ipocrisia di un giornalismo mainstream che si finge imparziale, hanno costruito una carriera su cronache smaccatamente di parte.
Portiamo ad esempio l’immortale voce di Vèzio Benetti, segnalata dal sempre ottimo Figliol Profugo Kakkolainen.
In scia alla nobile attitudine di eseguire furti su commissione, accetto la sollecitazione ed eseguo un articolino su commissione: il grande manovratore dietro l’operazione è quel CdC che, trascorrendo ore e ore al giorno online per motivi prettamente accademici [*], ci sta che ogni tanto si distragga e incappi in altro. Stavolta dalla piattaforma cui è franato mi segnala quanto segue: starebbe verificandosi un curioso revival in Europa Centrale del celebre pezzo Jožin z Bažin di Ivan Mládek. E d’altronde la trama del brano, il ritmo e l’abbigliamento dei protagonisti della clip ad accompagnarla non potevano che attrarre l’attenzione del nostro e risvegliare in lui la vecchia e tormentata anima b-boy, ardente benché nascosta sotto i carboni deposti dal tempo che passa.
Per quanto riguarda il sottoscritto, avendo la fortuna sfacciata di trovarmi in zona e soffrendo di una fastidiosa monotematicità negli argomenti, non posso esimermi dall’obbedire alla richiesta e scriverci una cazzatina al riguardo, adempiendo così al mio ruolo in Slipperypond e nel mondo. Ma procediamo con ordine.
C’è questo articolo* che riporta le somiglianze e le differenze tra il Maggio Francese del sessantotto e la Primavera cecoslovacca dello stesso anno; per quanto riguarda me, ne scrivo poiché ho avuto modo di dibattere sull’argomento con una parigina qui a Berlino arrivata in veste di provocatrice. Proverò a riportare quanto è emerso dalla lettura del pezzo e dalla chiacchierata che abbiamo avuto in un piccolo salotto di Kreuzberg, facendo filtrare solo in minima parte la mia innata fascinazione per gli eventi della Pražké jaro e la connaturata antipatia verso il Maggio Francese, incrementata da film orrendi come «The Dreamers.»
Il TG5 annuncia gaudioso con un ampio servizio che il 2 marzo esce in libreria l’indispensabile volume che raccoglie i “migliaia di messaggi di solidarietà” che hanno “sommerso” il Presidente Silvio Berlusconi dopo che aveva preso il duomo in faccia a Milano. In coda alla gustosa raccolta edita, ça va sans dire, da Mondadori, si apprezzano contenuti extra interessanti: Inserto a colori “Il governo del fare”; Testo del discorso della “Discesa in campo” ; Brani del discorso di Berlusconi al congresso fondativo del PDL. Continua »
Ci sarebbe tanto, tantissimo da dire in merito allo sciagurata candidatura per un quarto mandato di Formigoni a governatore della Lombardia, noi ci limitiamo a segnalare questo.
Osserviamo con viva partecipazione il dramma degli operai della Berlinale intenti a srotolare lunghissimi tappeti rossi sul metro di neve che cade ogni giorno sopra la città; l’effetto che si crea è una trappola per i tacchi delle dive e le camminate fascinosi dei corrispettivi maschi. Il motivo del boicottaggio di Slipperypond ai danni della 60esima edizione del Festival è la mancanza in cartellone del nostro film preferito, nonché quell’invito al buffet mai arrivato alla star italiana più glamour [protagonista della pellicola in questione] nonostante le belle parole spese dal maestro Herzog sull’interpretazione del medesimo. Tutto questo è inaccettabile e ce ne andiamo a bere altrove.
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