I segni del declino

in "Slippery Routard."

montezemolo.jpgL’Italia è sul viale del tramonto, pare. Tutti a cercare i segni del declino, le stigmate dello sbando. Qualcuno li vede nel fatto che stiamo per eleggere un parlamento in cui quasi tutti hanno già il posto sicuro. Qualcun altro nei trasporti pubblici allo sbando e nei tagli ai treni (o nelle bombe sui treni, ma quella è un’altra storia). Qualcun altro ancora nel sorpasso da parte della Spagna e nelle nostre infrastrutture fatiscenti. Gli spiriti più artistici si preoccupano perché una volta c’erano Pasolini e Monicelli e oggi Muccino e Pieraccioni. C’è chi vede le stigmate del declino nel fatto che in Italia teniamo cocainomani in parlamento e arrestiamo i ragazzini per una canna, e chi nel fatto che siamo una delle poche
teocrazie rimaste al mondo.
Ma la redazione di Slipperypond no. Il declino non si vede da queste cose, per quanto terrificanti: l’Italia non ha mai brillato in democrazia, lavori pubblici, diritti civili, rapporti stato-chiesa. Certo, le cose stanno andando sempre peggio, ma

Continua »

Stati canaglia

in "Slippery Routard."

iaa2782.JPGPremessa: mi ero loggato per fare il post che avrebbe dovuto fare la redazione, quello che dice che l’Illuminato del Quartiere si è spostato QUI, con tutto il carrozzone di personaggi precari, miniserie e comunicati stampa. Purtroppo, proprio in quel momento dei signori molto gentili con delle divise militari e dei fucili semiautomatici mi hanno sequestrato il computer (probabilmente perché una delle tab stava su pornotube e l’altra qui).
Bevendo succo di melograna (bevanda nazionale) a profusione, mi hanno spiegato che lo avrei avuto indietro solo se avessi immediatamente scritto sul giornale più atlantista tra quelli per cui lavoro qualcosa sulle bellezze del loro fertile paese. Il co.uk ha deciso per me, e mi accingo a descrivere le meraviglie di quaggiù.
Ce ne sono in effetti molte.
1) Il paese è governato con pugno di ferro da Fabio Fazio. Questo fa sì che tutti siano estremamente pacati e spiritosi.
2) Ci sono molti meno kebabbari che a Firenze, e sono molto più buoni.
3) Ci sono statue del Feroce Saladino con scritto “salvatore di Gerusalemme” e dipinti che lo commemorano mentre sgomina orde di crociati sanguinari. A noi porci relativisti la cosa piace molto.
4) Tutti i siti appena più atlantisti di Slipperypond sono oscurati. Ad esempio, questo (non è una battuta).
5) I ristoranti sono aperti fino alle due di notte e c’è il wireless negli hammam (e a questo punto mi asciugo un secondo, sloggo e vado a mangiare).

La Pelle degli Ocelot. Cronache messicane

in "Slippery Routard."

ocelotl.jpg

Questa è il primo post tratto da un progetto di guida turistico-spirituale al Messico dal titolo “Il Serpente e il Colibrì”. I fatti narrati sono un mixage di notizie certe, appunti di viaggio e esplosi di cultura messicana. Non me ne voglia Octavio Paz.

La disfatta degli Aztechi, che ancora oggi i messicani sembrano portarsi appresso, contiene in sé un paradosso irrisolvibile, un rivolgimento delle forme, una doppia e fatale illusione della vita: il ritorno utopico di un dio, Quetzalcoatl, avvenimento da venerare grandemente, avrebbe coinciso con la fine concreta e repentina di un’epoca, la sconfitta ideale del Colibrì Azzurro, protettore e fondatore spirituale della Città del Messico, sarebbe consistita nella concreta e inflessibile depredazione di ogni persona, bene e luogo sacro ad opera della cecità spagnola. La sorte negativa di Moctezuma fu proprio quella di dividersi tra il Serpente Piumato, dio di saggezza e semidio di tutta la Mesoamerica, nelle sembianze del quale il tlatoani di Tenochtitlán raffrontò fatalmente quelle di Hernan Cortéz, e il Colibrì Azzurro Huitzilopochtli, il potente dio della guerra e del sole, al quale la stessa città splendente fondata per sua indicazione sul lago Texcoco era votata. Continua »

Maya trionfante #1 - Preludio con indovinello.

in "Slippery Routard."

pix1.jpg

Premessa: questo è il primo di una serie di post. Il Feroce Direttore recentemente ha ordinato maggiore pathos, quindi non dirò neanche dove sono stato inviato stavolta, ma sfido i lettori a indovinare (i facilissimi giochi dell’editoria popolare di una volta). Il primo che ci dà, vince un set di due Slipperypin, negli esclusivi colori giallo e bianco, da affiancare rispettivamente ai vostri abiti bianchi e gialli.

Scendo dall’aereo e sento un’odore uguale a quello che rimane nell’aria se tiri un raudo in uno spazio chiuso: sarebbe stata
Continua »

Vacanze in Canada.

in "Slippery Routard."

Tra i tanti mostri creati da 11/9/2001 uno dei più visibili è senza dubbio il fatto che gli statunitensi (guai a generalizzare e chiamarli “americani”: un qualsiasi canadese potrebbe risentirsi assai della svista) hanno preso a girare il mondo con una foglia d’acero ben impressa sullo zaino. Infatti ovunque -da Baghdad a Oxford- nessuno può provare rancore verso questi simpatici e piuttosto inoffensivi coloni inglesi o francesi (leggi: anglofoni o francofoni, ma anche molti italiani facilmente riconoscibili) detti canadesi, al contrario del diffuso rancore indirizzato verso i cittadini USA, i quali all’estero vivono sempre con il terrore di un imminente linciaggio (maschi) o palpata (femmine) causa una politica di guerra discutibile, Kid Rock e l’usanza di portare le infradito ai piedi anche con la neve. E proprio il Canada sarà l’oggetto di questo nostro post domenicale, che partirà con qualche parola sulla geografia del paese, e come questo appare dall’aereo quando atterri.
Continua »

Vacanze in America

in "Slippery Routard., Slipperyfood."

Your appetite has signed a check

only a sandwich of this magnitude can cash.

Spot per la catena Subway, 2007

.

.

.

.

Spazientiti dalla mia piagnucolosa insistenza riguardo alla necessità di tornare a fare una corrispondenza dall’estero come ai bei tempi, i membri della Redazione di Slipperypond hanno venduto tutto l’oro della comunione e mi hanno pagato un biglietto per spedirmi Oltreoceano. In effetti i soldi erano pochi, ma per fortuna alla Brown ho trovato un lavoro che faceva per me.

Continua »