Blitzkrieg bop.
in "Slipperypolitics."
«Guardi, ormai nei corridoi molti leader dell’Unione Europea si chiedono come sia possibile che Berlusconi sia ancora il Presidente del Consiglio di un grande paese come l’Italia.»
Graham Watson, capo dei liberal-democratici al Parlamento Europeo.
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sabato 20 giugno 2009 alle 14:53 da Il Feroce Direttore
Rubber school.
in "L'Originale Miscellanea di Slipperypond., Slipperypolitics."
Un’improvvisa ventata di progressismo rinfresca questo caldo weekend di inizio estate: la Provincia di Roma vara una mozione tesa all’installazione di distributori di preservativi nelle scuole.
I preti alzano gli scudi, con la solita retorica da due soldi (“La strada maestra resta l’educazione alla responsabilità delle persone, specialmente dei più giovani, nell’uso della sessualità, che è un dono dell’amore di Dio puntando sulla valorizzazione del proprio corpo e di quello dell’altro nell’ottica del dono disinteressato di sé. In conclusione restiamo convinti e ci adoperiamo affinché la scuola, insieme alla altre agenzie educative, si impegni ad illuminare i giovani a diffidare dalle scorciatoie che non di rado conducono alla insignificanza della vita” blah blah blah): nulla di nuovo, nulla di strano (anche se non farebbe male qualche preservativo in più in canonica. O meglio qualche bambola gonfiabile. Anche piccola).
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venerdì 19 giugno 2009 alle 22:11 da Il Puntiglioso Redattore
Maronàccartismo.
in "Slipperypolitics."
«Così erano i tempi. Io mi sentivo assolutamente solo, come tutti gli altri che non ce l’avevano fatta a salire a bordo del Secolo Americano, un treno che sentivamo non andare da nessuna parte ed i cui binari si interrompevano in mezzo al deserto nel quale viveva in miseria la gran parte dell’umanità. La mia disperazione, la mia sensazione di essere stato messo con le spalle al muro, si fondava su qualcosa di più che generiche impressioni. Un anno prima ero stato invitato da Jack Goodman, caporedattore presso la Simon and Schuster, a partecipare ad alcuni incontri settimanali per discutere su ciò che gli scrittori potevano fare per opporsi all’isteria che dilagava in tutto il paese, alla paura sempre più diffusa di esprimere una opinione che alla lunga potesse venire considerata di sinistra o anche solo progressista, se non addirittura filo-sovietica. Si stava avvicinando il momento nel quale un senatore americano poteva permettersi di dire che il Ministro della Difesa americano era un comunista, e ciò senza sollevare una ondata di indignazione.»
A. Miller, Svolte. Mondadori, 1988.
«Non vorrei che questa idea della scossa di D’Alema sia collegata ai fenomeni eversivi dell’estrema sinistra scoperti con gli arresti di presunti appartenenti alle nuove Br…»
R. Maroni, La Stampa. 2009.
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martedì 16 giugno 2009 alle 16:20 da Il Feroce Direttore
Dieci domande, agli italiani.
in "L'Originale Miscellanea di Slipperypond., Slipperypolitics."
Questione morale e question time. L’ultima moda italiana pare confondere l’uno con l’altro. Si è di sinistra e moralmente puri di fronte alla cosa publica, come ha dimostrato D’Avanzo su Repubblica oramai un mese fa, solo se si investe il nostro tempo prezioso, di ricerca e strenua difesa dell’informazione libera e sacrosanta, nel porre 10 domande ad un vecchio bavoso, che milioni di scellerati hanno incoronato come Presidente, al riguardo del fatto che abbia o meno abbia avuto dei rapporti -da intendere, perché no, anche maliziosamente- con una ex-diciassettenne, precedentemente fidanzata con un muratore. Con toni che potrebbero virare nel pasolinismo corrivo più spinto. Le risposte, D’Avanzo, sarebbero semplici, unificabili in una sola, scissa in due prospettive speculari: in Italia, ci sono centinaia di settantenni che pagherebbero e pagano pur di farsi fare moine da una ex-diciassettenne con sogni di gloria, e ci sono ahimé un sacco di ex-diciassettenni (quel filo di perversione tra l’under e l’over 18, che attira al bordo della legalità) disposte ad assecondare le attenzioni di settantenni pieni di potere, pur di concretare i loro sogni. Che una percentuale alta di questi si possa trovare nel PDL non sta a noi giudicarlo (ma si può sospettare.)
Proviamo però a dar credito allo sforzo di D’Avanzo -che in altre inchieste c’è parso molto più gagliardo e molto meno “pubblicizzato” dal suo giornale- e rispondiamo NOI alle domande con 10 domande in parallelo, agli italiani, domande che ci stanno ossessionando così tanto, tanto da farci perdere, oltre al Paese, la bussola post-elettorale. Continua »
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domenica 14 giugno 2009 alle 6:51 da This Vicious Cabaret
Nothing is gonna change my world.
in "Slipperypolitics."

L’idea del Superblog elettorale di Repubblica non è stata malaccio e devo ammettere che spesso sono capitato in zona, sia per tenere sott’occhio quali saranno le future sorti del parlamento europeo, sia per interessi ben più personali e biechi, ovverosia copia-incollare le considerazioni maggiormente succose riguardanti gli esiti elettorali in Europa Centrale e schiaffarli poi in un altro sito, spacciandole per mie. Tuttavia quel briciolo di integrità che mi è rimasta -ben esemplificata dai convincenti comizi per Valdo Spini tenuti al seggio elettorale- ha fatto sì che desistessi dal gesto, da quella opzione-furto assai in voga tra noi. E dunque cosa scrivere di più o meno inedito qui, specie ora che ci troviamo in mezzo a quest’onda di adesivi che sta sommergendo la città?
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martedì 9 giugno 2009 alle 10:29 da Il Feroce Direttore
I doveri inderogabili del lettore slipperypondiano, chiamata alle armi e vademecum elettorale.
in "Slipperypolitics."

E siamo all’ennesima tornata elettorale; slipperypond, la casa dei moderati, da sempre porta avanti una convinta adesione ai valori di qualsiasi gruppo, lobby, loggia possa vantare in Italia un qualsivoglia stabilito potere, e come tradizione distribuirà equamente per ogni dove i preziosi voti della redazione.
Spaziando dalla storica, convinta, professione di fede anarchica e libertaria dell’Illuminato, alla tradizionale sfilata del Feroce Direttore sotto le bandiere di ogni ben organizzata oligarchia autoritaria, il trinariciuto naso della redazione, caninamente sensibile a cogliere, sul territorio, i sentori dell’opportunità e della convenienza spicciola, saprà come sempre ben interpretare anche questo nuovo regolamento di conti sul campo delle locali amministrazioni – votate dunque per chi caspita vi pare, e tanti auguri.
Passando alle liste per l’Europa piuttosto; ecco, si vota Emma Bonino, e pochi discorsi. Il lettore di slipperypond è persona sofisticata e di superiore cultura, eviteremo perciò di offenderne l’intelligenza elencando i cento e più motivi che rendono la scelta obbligatoria e doverosa. Lasciamo direttamente la parola alla diretta interessata:
Intervista della Bonino all’Era Glaciale
A questo punto non vi resta che andare a votare la lista radicale alle europee, tenendo bene a mente che, anche nel segreto dell’urna, il Feroce Direttore vi guarda e giudica; e che ad ogni voto di un lettore slipperypondiano per DiPietro, le speranze di sopravvivenza della razza umana sul pianeta si dissolvono inesorabilmente.
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venerdì 5 giugno 2009 alle 23:57 da Collaboratore a Progetto
Le murs de la séparation.
in "East Köast., Slipperypolitics."
“Dicono tutti i popoli del mondo,
che in Europa una stella splende:
beato chi trova sulla propria via
la stella che brilla in Albania.”
Il ditirambo che avete appena letto -o, mi auguro, cantato- è parte dell’inno Lunga vita Enver Hoxha che -con musichetta- ha aperto per lungo tempo ogni avvenimento pubblico in Albania. Traggo dal libro di Besnik Mustafaj Albania (Garzanti 1993) numerosi spunti che mi spingono ad ulteriori approfondimenti e copia/incolla.
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mercoledì 27 maggio 2009 alle 13:32 da Il Feroce Direttore