Perché fare l’avvocato è meglio che scrivere racconti.

in "Sala Lettura."

Ebbene scopro oggi che l’ultimo libro di Faletti è una raccolta di racconti. Tale colpevole ritardo sulla tabella di marcia del perfetto letterato deriva dal fatto che fino a oggi non ho letto neanche una riga scritta da Faletti, e i motivi sono due. Il primo è perché sono uno snob orrendo che non compra libri con copertine così brutte; il secondo è perché la paura che in me venga offuscato il ricordo di Vito Catozzo a tratti si fa insostenibile. Alcuni tizi che conosco hanno incontrato Faletti ad una fiera del libro (dicono, luoghi popolati per lo più da gente con un’innata propensione per chiacchierare solo dei cazzi propri) e mi hanno riferito che trattasi di un uomo ferocissimo nonché piuttosto volgare. Non so, forse i tizi che conosco sono soltanto gelosi delle fortune di Faletti come autore di narrativa, o pieni di rancore per la sua scelta di abbandonare così presto lo slogan “porco mondo che c’ho sotto i piedi.” Ad ogni modo oggi il punto è un altro, ossia…
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