Slipperypeople. Parte trentanovesima.
in "Slipperypeople."
Ermanno Holmes.

in "Home of the Brave, Slipperypolitics."
Nonostante i tentativi di certa parte dei repubblicani di aizzare le folle al razzismo più bieco e viscerale, secondo diversi analisti pare che il fattore razziale sia destinato a incidere meno del previsto. A quanto sembra, infatti, la crisi economica sta facendo vacillare anche alcuni dei più incalliti razzisti del paese, su cui i repubblicani sembravano poter fare affidamento per mantenersi al comando in certi stati. Continua »
in "Home of the Brave, Slipperypolitics."
Dopo i nostri brevi pezzi sulla diffusa pratica della diffamazione a scopo elettorale, le principali testate italiane provano a rincorrerci e rilanciano riprendendo in prima pagina il caso di Cowart e Schlesselman, i suprematisti bianchi che volevano ammazzare Obama. Continua »
in "Home of the Brave, Slipperypolitics."
Se il caso di Ashley Todd è probabilmente da considerarsi l’iniziativa isolata di una giovane in cerca di attenzioni, è altresì vero che da parte dei repubblicani si fa di tutto per ricordare agli indecisi e ai riluttanti che in fondo si sta davvero mandando un negro a Washington, perdìo.
Ne derivano iniziative tra l’agghiacciante e il grottesco. Messaggi telefonici in automatico, volantini recapitati a domicilio, messaggi vari affissi un po’ ovunque. Continua »
in "Home of the Brave, Slipperypolitics."
Si avvicina finalmente la tanto attesa data del 4 novembre, giorno delle elezioni presidenziali americane, e Slipperypond, che ama gli Stati Uniti almeno quanto il primo Jovanotti, si propone di accompagnarvi con il consueto garbo verso il cruciale avvenimento con una piccola rassegna stampa a cadenza rigorosamente irregolare.
Sarah Palin inanella gaffe su gaffe, autocondannandosi al ruolo di facile bersaglio mediatico per cui sembra quasi sia responsabile di ogni piccolo incidente le capiti attorno (tipo il giocatore di hockey che si è fratturato il bacino inciampando sul tappeto rosso), e in un accesso di stress finisce con il litigare con il suo stesso staff, decidendo che la linee dettate dall’ufficio stampa del partito repubblicano sono state un macroscopico errore e che ora farà di testa sua. Continua »
Qualche riflessione a manifestazione in corso.
in "Slipperypolitics."
1. Cofferati -solo ascoltandolo e non vedendolo, poiché mentre scrivo la tv è accesa ma io fisso il monitor del pc- parla come un allenatore di calcio. Tuttavia non un cazzone tipo Mourino o Agroppi, quanto uno di quelli pieni di buonsenso del genere Boskov e/o il vecchio Nedaccio Sonetti. Cofferati si riferisce a Veltroni chiamandolo ‘Walter’ e ricorda Prandelli quando dice che Vargas in questo periodo fa cacare ma va sostenuto (sennò a sinistra chi ci mettiamo?)
2. Inoltre Saviano sa che la sua bella faccia tonda fa da sfondo alla O di PartitO Democratico? Gliel’hanno mandata una mail? Come funziona in questi casi: serve un’autorizzazione? E Obama sa di essere la E? E Kennedy la P? Boh.
3. Capezzone, degno erede di una gloriosa stirpe di paraculi, afferma che la manifestazione di oggi è fondamentalmente una stampella per Veltroni, il quale in quindici mesi è passato da uno status di semi-divinità a uno di figura grottesca che nessuno fila, neanche nelle tv che innaugura giornalmente. Simili operazioni non sono moralmente accettabili, dice. E detto da Capezzone fa davvero riflettere.
4. Venditti in studio su La7 esprime concetti intricati e lunghissimi che sembrano titoli di romanzi di Moccia. Letta Jr. glissa e risponde che a lui piacciono i Nomadi di Vagabondo.
5. Letta Jr. poi continua affermando che, nonostante il sondaggio di Repubblica, l’intesa va fatta con l’Udc e non con Di Pietro perché “in questi periodi serve fermezza e sono sicuro che l’Udc sta al centro della politica italiana e se torna di là non vinceremo mai…o quasi mai…o nel…nel breve…almeno, sì.”
…continua.
Slipperypeople. Parte trentasettesima.
in "L'Originale Miscellanea di Slipperypond."
I Grandi Stilisti di Slipperypond, I
Giovanni Lindo Ferré
“Fedele alla linea”
