I giorni mascherati: l’infortunio del Messico.
in "L'Originale Miscellanea di Slipperypond."
[Questa è una cronaca in diretta da Città del Messico, dal pernio dell'epidemia "umana" che qualcuno (ovviamente è stato un ministro italiano) vorrebbe chiamare, dimostrando una volgarità sovraumana, "messicana". Questa cronaca, che non si contraddistingue certo per il tono cinico e sarcastico dei quotidiani post slipperypondiani, è un tentativo di ricusare le colpe che potrebbero essere attribuite al Messico e alla sua popolazione, che se una colpa ce l'hanno, è forse quella di aver dato corda a Cortés circa 500 anni fa. Infine, questa cronaca è l'estratto di un lungo articolo sulla messicanità e l'epidemia che spero presto verrà presto pubblicato in Italia. Buona lettura, con o senza mascherina.]
Si potrebbe dire che una delle condizioni principali che plasmano l’essere messicano sia quella della sfortuna, el infortunio a cui ha accennato molti anni fa il filosofo Antonio Caso. Sfortuna contro la quale il messicano si ingegna per poterla di volta in volta affrontare, superare, e dal cui callo pare derivare una certa sua capacità sincretica, una capacità di adattare il ricavato delle diverse culture moderne e arcaiche, dalla tragedia alla commedia, in una sintesi produttiva, combinatoria e a tratti kitsch – si veda il rapporto “festoso” e tragicomico del messicano con la Morte. Continua »
