in "L'Originale Miscellanea di Slipperypond."
Artefatto chirurgicamente, incapace di accettare se stesso e l’età che avanzava, osannato dalle folle, coinvolto in torbide storie con minorenni, è morto all’improvviso.
in "L'Originale Miscellanea di Slipperypond."
Artefatto chirurgicamente, incapace di accettare se stesso e l’età che avanzava, osannato dalle folle, coinvolto in torbide storie con minorenni, è morto all’improvviso.
in "L'Originale Miscellanea di Slipperypond."
Chi lavora nella stampa sa che i reportage da luoghi esotici hanno un po’ lo stesso ruolo della celebre intervista alla mamma di Aldair apparsa su una gazzetta agostana nel 2002: tappare i buchi.
Per questo, in un momento caldissimo per la cronaca e il costume fiorentini, con Renzi che trionfa grazie alla satira preventiva di Slipperypond e i locali più frequentati dai giocatori della Viola chiusi per raglie, un pezzo sul Messico, benché ospiti al momento due membri della redazione, è assolutamente fuori luogo. Quindi, ve lo beccate.
Dal momento che a dare un prospettiva ponderata e acuta sul paese ci sta già pensando e ci penserà in futuro il Vile Cabaret, quello che posso fare io è offrire uno sguardo esterno. Esterno davvero, che non so come ci sono finito qua, io che ho sempre preferito Strindberg a Cortazar e Christiania a Lapa, ho portato la mia maglia di Guevara per una sola estate e non ho in fin dei conti mai subito il fascino del Sudamerica.
(Si, ok, il Messico non è Sudamerica, è Nordamerica. Questo per mettere subito a posto il Puntiglioso Redattore.)
Offrirò uno sguardo esterno, ma senza reportage con musica e cactii à la Puerto Escondido, che certe mitologie hanno fatto i loro danni, e insomma, se in pochi ormai prendono sul serio la psichedelia (e nessuno la sinistra buonista) è un po’ anche colpa di Salvatores. Mi limiterò invece, secondo la lezione del blog italiano di maggior successo, ad enumerare una serie di fatti sul Messico che saltano ai miei occhi di profano.
in "L'Originale Miscellanea di Slipperypond."
Un’improvvisa ventata di progressismo rinfresca questo caldo weekend di inizio estate: la Provincia di Roma vara una mozione tesa all’installazione di distributori di preservativi nelle scuole.
I preti alzano gli scudi, con la solita retorica da due soldi (“La strada maestra resta l’educazione alla responsabilità delle persone, specialmente dei più giovani, nell’uso della sessualità, che è un dono dell’amore di Dio puntando sulla valorizzazione del proprio corpo e di quello dell’altro nell’ottica del dono disinteressato di sé. In conclusione restiamo convinti e ci adoperiamo affinché la scuola, insieme alla altre agenzie educative, si impegni ad illuminare i giovani a diffidare dalle scorciatoie che non di rado conducono alla insignificanza della vita” blah blah blah): nulla di nuovo, nulla di strano (anche se non farebbe male qualche preservativo in più in canonica. O meglio qualche bambola gonfiabile. Anche piccola).
in "Calciosportif."
Ecchi lo tenpo de lo calciomarket co lo carrellazio che spasseggia pe li corridari de le scquadriglie .Chi abe plus frusciosi se portica a la maison dui canpeon a lo spesa de ugno! Chi no abe li EREUI doveria contentasse de mizzi canpeon , o canpeon co le basettozze blanche! Oppur canpeo sbiaditazzi co lo spassato da fulgidi! Ropevi chelli SEPRIDENTI che no abeano nullapiu’ da spesare , osa porticano ala table de los Tifoni? Essere Tifioni de lo Petrolere , inceve aver li problem oppostazi, cioe’ no sape ove mittere todos i canpeon spesati. Facerano man bassaria de todos , usino li EREUI com fussero le lupinarie, tanto no son minchia sui li EREUI, son de Taliani che mittino la Zenbina intro li Motorazzi attrui!!! E ori che ce statuano le feriose , regarda uni poc osa succedanea, li zeppri de le zenbine lievitazzano i lo petrolero abea senper plus EREUI!! OSI NO SE FACE, esperemo chi li intri la crisantemia intro lo portafruscianti!!!in "L'Originale Miscellanea di Slipperypond."
«Così erano i tempi. Io mi sentivo assolutamente solo, come tutti gli altri che non ce l’avevano fatta a salire a bordo del Secolo Americano, un treno che sentivamo non andare da nessuna parte ed i cui binari si interrompevano in mezzo al deserto nel quale viveva in miseria la gran parte dell’umanità. La mia disperazione, la mia sensazione di essere stato messo con le spalle al muro, si fondava su qualcosa di più che generiche impressioni. Un anno prima ero stato invitato da Jack Goodman, caporedattore presso la Simon and Schuster, a partecipare ad alcuni incontri settimanali per discutere su ciò che gli scrittori potevano fare per opporsi all’isteria che dilagava in tutto il paese, alla paura sempre più diffusa di esprimere una opinione che alla lunga potesse venire considerata di sinistra o anche solo progressista, se non addirittura filo-sovietica. Si stava avvicinando il momento nel quale un senatore americano poteva permettersi di dire che il Ministro della Difesa americano era un comunista, e ciò senza sollevare una ondata di indignazione.»
«Non vorrei che questa idea della scossa di D’Alema sia collegata ai fenomeni eversivi dell’estrema sinistra scoperti con gli arresti di presunti appartenenti alle nuove Br…»
in "L'Originale Miscellanea di Slipperypond."
Questione morale e question time. L’ultima moda italiana pare confondere l’uno con l’altro. Si è di sinistra e moralmente puri di fronte alla cosa publica, come ha dimostrato D’Avanzo su Repubblica oramai un mese fa, solo se si investe il nostro tempo prezioso, di ricerca e strenua difesa dell’informazione libera e sacrosanta, nel porre 10 domande ad un vecchio bavoso, che milioni di scellerati hanno incoronato come Presidente, al riguardo del fatto che abbia o meno abbia avuto dei rapporti -da intendere, perché no, anche maliziosamente- con una ex-diciassettenne, precedentemente fidanzata con un muratore. Con toni che potrebbero virare nel pasolinismo corrivo più spinto. Le risposte, D’Avanzo, sarebbero semplici, unificabili in una sola, scissa in due prospettive speculari: in Italia, ci sono centinaia di settantenni che pagherebbero e pagano pur di farsi fare moine da una ex-diciassettenne con sogni di gloria, e ci sono ahimé un sacco di ex-diciassettenni (quel filo di perversione tra l’under e l’over 18, che attira al bordo della legalità) disposte ad assecondare le attenzioni di settantenni pieni di potere, pur di concretare i loro sogni. Che una percentuale alta di questi si possa trovare nel PDL non sta a noi giudicarlo (ma si può sospettare.)
Proviamo però a dar credito allo sforzo di D’Avanzo -che in altre inchieste c’è parso molto più gagliardo e molto meno “pubblicizzato” dal suo giornale- e rispondiamo NOI alle domande con 10 domande in parallelo, agli italiani, domande che ci stanno ossessionando così tanto, tanto da farci perdere, oltre al Paese, la bussola post-elettorale. Continua »