Slipperypeople. Parte sessantacinquesima.
in "Slipperypeople."
Arafatboy Slim.

in "L'Originale Miscellanea di Slipperypond."
«Così erano i tempi. Io mi sentivo assolutamente solo, come tutti gli altri che non ce l’avevano fatta a salire a bordo del Secolo Americano, un treno che sentivamo non andare da nessuna parte ed i cui binari si interrompevano in mezzo al deserto nel quale viveva in miseria la gran parte dell’umanità. La mia disperazione, la mia sensazione di essere stato messo con le spalle al muro, si fondava su qualcosa di più che generiche impressioni. Un anno prima ero stato invitato da Jack Goodman, caporedattore presso la Simon and Schuster, a partecipare ad alcuni incontri settimanali per discutere su ciò che gli scrittori potevano fare per opporsi all’isteria che dilagava in tutto il paese, alla paura sempre più diffusa di esprimere una opinione che alla lunga potesse venire considerata di sinistra o anche solo progressista, se non addirittura filo-sovietica. Si stava avvicinando il momento nel quale un senatore americano poteva permettersi di dire che il Ministro della Difesa americano era un comunista, e ciò senza sollevare una ondata di indignazione.»
«Non vorrei che questa idea della scossa di D’Alema sia collegata ai fenomeni eversivi dell’estrema sinistra scoperti con gli arresti di presunti appartenenti alle nuove Br…»