Analisi della distribuzione areale di gnomi [«Kabouter»] negli ex territori di area socialista.
in "L'Originale Miscellanea di Slipperypond."
Il titolo originale del volume è «Leven en werken van de Kabouter» con testi di Wil Huygen e illustrazioni di Rien Poortvliet; tuttavia nella traduzione francese [ad opera di Maddy Buysse] il testo diventa semplicemente «Les gnomes*.» Nei Paesi Bassi la prima pubblicazione risale al 1976 ad opera della casa editrice Unieboek B.V. di Van Holkema & Warendorf, Bossum; in Francia le stampe sono invece merito della Édition Albin Michel [sebbene con colpevole ritardo e solo nel 1976] con sede in 22 rue Huyghens [curiosa assonanza tra via Huyghens e il cognome dell'autore olandese Huygen] a Parigi, 75014.
Un grosso cartonato le cui prime pagine risultano essere di essenziale didattica: uno gnomo maschio adulto va attorno i 300 gr. mentre il corrispondente femminile può variare dai 250 ai 275. Disgrazia simile a quella umana, anche le gnome vivono più degli gnomi: 346 anni di media per le femmine contro i 275 dei maschi.
Al di là della essenzialità dei paragrafi riguardanti il rapporto tra gnomi e civette e/o gnomi e serpi, o sullo strabiliante livello di tecnologia aerea degli gnomi grazie a sacche di spago appese al collo dei fagiani, l’attenzione del lettore non può che cadere sulla cartina dell’Europa di pagina otto, splendidamente pre-1989 e proprio da qui il tema del breve post che segue, ossia la distribuzione media di gnomi in paesi di area socialista.**
Proseguiremo suddividendo l’argomento in cinque punti corrispondenti alle principali nazioni della zona.
1. Germania Est/DDR. Al riguardo il tomo è chiarissimo: gli Heinzelmännchen risiederebbero principalmente tra le vaste pianure della Sassonia, sopra Dresda e appena sotto Lipsia, luoghi chiave delle prime contestazioni interne contro il regime comunista. Tuttavia, a conferma della tesi che la Stasi poco usava [sbagliando] interessarsi ai piccoli abitanti del bosco***, chiazze rosse [ossia una presenza di Heinzelmännchen superiore alle 1000 unità per km²] possono notarsi anche a ridosso del confine con la Germania Ovest di von Weizsäcker e Kohl, o l’Austria di Sinowatz.
2. Cecoslovacchia/Československo. Evidente come all’interno del territorio ancora unito coesistessero [pacificamente?] due differenti tipologie di gnomi [in ceco/slovacco: skritek] ossia il ceppo dissidente [macchiolina a ridosso del confine occidentale] e i fedeli del Komunistická strana Československa vale a dire gli gnomi presenti nel territorio della attuale Slovacchia fino e oltre i bordi di quella che fu la ex U.R.S.S, nonostante siano anche i luoghi di Alexander Dubček. A smentire la supposta magia del luogo, Praga da sempre scarseggerebbe di esemplari di skritek, a discapito della meno celebrata Brno cuore di una popolosissima e rumorosa colonia.
3. Ungheria/Magyar Népköztársaság. Ad una prima analisi risulterebbero le provincie di Bács-Kiskun e Borsod-Abaúj-Zemplén quelle più popolose di gnomi [sebbene il ceppo Bács/Kiskun occupi una zona di confine tra stati amici, ossia l'ungherese-jugoslavo.] Nessuna traccia di gnomi attorno alla Budapest del primo ministro György Lázár, capace evidentemente di azioni efficaci contro la prolificazione [al netto di equivoci il«Leven en werken van de Kabouter» non riporta di politiche sul figlio unico, azione tra l'altro difficilmente realizzabile vista la tendenza -citata a pagina 21- degli gnomi a fare circa dodici di figli dopo gestazioni di soli tre mesi.]
4. Romania/România. Numerosi indizi portano ad ipotizzare un diffuso sentimento di ostilità degli gnomi rumeni verso il fu leader Ceauşescu dato che la mappa indica con chiarezza un areale abitativo esteso ma distante dalla capitale Bucarest e i principali luoghi del potere.
5. Polonia/Rzeczpospolita Polska. Al contrario, in Polonia troviamo poche e limitati areali abitativi attorno la Danzica dei movimenti contestatori [tutta la zona baltica e i territori bagnati dalla Vistola risultano essere pressoché privi di gnomi] a dimostrazione di una chiara adesione degli esserini alle politiche della capitale Varsavia, nella quale invece pullulerebbero; confermando la tendenza non riformatrice degli gnomi polacchi, notevole agglomerato è registrabile nel Voivodato di Varmia-Masuria, terre conservatrici al confine est, non lontano da quella che attualmente è la Bielorussia del dittatore Aljaksandar Ryhoravič Lukašėnka e dalla quale non pervengono dati attendibili sulla presenza di gnomi.
* Numéro d’edition: 8488. Dépôt légal: 1984.
** Per la complessità della situazione degli gnomi balcanici [patuljak] non tratterò la ex Jugoslavia; idem per l’U.R.S.S [Domovoi Djédoesjka.] Circa la Bulgaria [djudjè] invece nessun cenno sarà dovuto all’apparente assenza di gnomi nel territorio [dato comunque in via di verifica; Poortvliet 1976.]





