Senza fine.

in "L'Originale Miscellanea di Slipperypond."

“Per carità, poveracci”.
“Va buò”.
“Io stamattina ridevo alle tre e mezzo dentro al letto”.

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Uno degli indici più impietosi della situazione allarmante dell’Italia attuale è il logorio e scolorimento delle parole.
Ci sono parole che si stanno consumando, spegnendo, volatilizzando.
Da un lato, per l’abuso maligno e doloso che ne viene fatto: libertà, democrazia, ideologia. Si tratta di un abuso che è sia qualitativo (ad esempio, nelle leggi liberticide fatte passare per baluardi della democrazia) che quantitativo (il dibattito politico è ridotto alla ripetizione parossistica di poche parole-chiave). Dico l’ovvio: questa è la conseguenza terribile di una comunicazione politica che punta ormai quasi esclusivamente su tecniche di marketing e comunicazione di massa, e non aspira a nient’altro che a vendere un partito o un candidato come un detersivo, o a fare entrare concetti elementari nelle menti pigre degli italiani, sotto forma di locuzioni preconfezionate e già note. Continua »