Incubamentazio viola
in "Calciosportif."

La nottanbuleria est spassata pleina de corsari senpieri . abe conprendido poc , e mal , osa succedanea, ma la veritas essere che li Tifoni Viola doveriano statuare in guardiola avverso i crotali serpentari strissiati intro seniculi de Frankistadio. Clepopatra Egitta inpara che li
serpenticoli vivacchiano intro lo quore baldo de li arditari Tifoni fantasmati pe Miconi , inceve noticiano le condiscion avverse pe distruggiare la bellaria Viola! Omopianta e dvd senpierate , la ville est Florentia che la bellarieta est mundial , se li ominicche spassano li quore stoppa intreppolito a lo cupolario giottario! FORZA VIOLA
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mercoledì 31 marzo 2010 alle 12:18 da Antonietto da Scandicci
Lo caucciù viola seguitaria.
in "Calciosportif."

Est uni veritas lelastico , chello che face la Viola pe ire intro la petit EUROPIA , uni vuelta essere li’ civino civino , un attra essere kilometrata plus de la’ che de qua’! Chi senpiera bene est revisitato la vuelta dop , chi mal est renvegorazio co i treppuntazi! Tifoni est cardiopalmosa la historya. Ori ecchi che lo nuestro Omopianta ce voleria lassiare , ora bocca che ce voleria stoppare intro Frankistadio attri quincuennio, meo aver la testafrullata com la purea de bicocche maciulle! Senpiero una osa ,escrivere uni letteronza overta a lo Pranda , deretta da nos TIFONI co la pregunta basaria osi’ formaldeide: SE TU TI STOPPI BENE SAI -SIENNO’ DILLO PRIM CHE LO QUORE STIANTI!
In ultimaria boni cuattriatura avverso li Udinisti , ma canta raupa intro primeiro tienpo , senbra sienpre che se vinciglia bien mappoi intra carche osa che trabant le menbra polpacce de li iocador , li budelleria cervicali se tremitano e fantasma lo catarro , MAH!!!
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lunedì 29 marzo 2010 alle 12:40 da Antonietto da Scandicci
Presentàr art.
in "L'Originale Miscellanea di Slipperypond."
Mentre spippolo tra vari siti in attesa dello streaming radiofonico di Fiorentina-Udinese [al momento della pubblicazione di questo pezzo già sarà noto il risultato: si sappia che, qualsiasi cosa possa succedere, anche da quassù continuerò sempre a sostenere la banda] mi imbatto in un articolo di Alessandro Piperno sulla solitudine dell’artista, sebbene a guardare meglio il pezzo possa funzionare anche per chi artista non è, oppure per colui che sulla definizione di artista un filo tentenni. Premetto di avere letto soltanto le prime dieci pagine di Con le peggiori intenzioni, tuttavia non per una qualche riluttanza sul testo: è successo che mi sia fermato e stop [oltretutto ho a casa anche una copia della versione in inglese del libro, arrivata in omaggio assieme alla traduzione di Margherita Dolcevita di Benni, che mai invece ho aperto.] Scrive Piperno: «stare soli, non farsi vedere, non disturbare, non mescolare la propria voce a quella degli altri, non aderire a iniziative sociali, disertare i pubblici raduni, è il migliore servigio che uno possa fare a se stesso e alla comunità. In fondo la socialità è sopravvalutata. E tra filantropia e misantropia -a dispetto di quel che dicono i dizionari- non c’è mica tutta questa differenza.» Il nesso con la scrittura o l’arte in generale è spiegato poco sopra.
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domenica 28 marzo 2010 alle 21:34 da Il Feroce Direttore
Slipperypeople. Parte ottantunesima.
in "Slipperypeople."
Michel Platinette.

Dall’ottimo Antonello da Messina riceviamo e volentieri pubblichiamo.
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sabato 27 marzo 2010 alle 22:16 da la Redazione
Earth, wings and fire.
in "L'Originale Miscellanea di Slipperypond."
Per fortuna il sentimento di sospetto nei confronti della politica e società italiana è qui in zona così radicato che si spende poco tempo ad informarsi seriamente su quello che avviene sotto le Alpi: sarebbe una faticata enorme con l’unico risultato [quasi sempre] di confermare ciò che tutti immaginano. Per intendersi in Germania filtrano solo le gesta del premier -che bastano e avanzano, a detta degli esperti- mentre il resto del circo viene fermato a Como Chiasso. Ma c’è da fare un atto di comprensione e perdono: lavorare provando a riportare ciò che sul serio accade in un altro paese è impresa difficilissima per l’infinita complessità del reale che compone qualsiasi nazione, specie poi se sei cresciuto e ti sei formato altrove, e limitarsi al livello più visibile tralasciando il colorito sottobosco può essere scivolone del tutto giustificabile. Questa la causa per la quale spesso anche i resoconti dei giornalisti dell’Economist da stati che non siano la Gran Bretagna e [forse] gli USA paiono Bignamini se confrontati con la stampa locale, di parte o meno, prodotta o meno da gente assurda. Fatto sta che in Germania non ho trovato traccia…
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giovedì 25 marzo 2010 alle 14:42 da Il Feroce Direttore
L’amour fou.
in "L'Originale Miscellanea di Slipperypond."
Non posso considerarmi un grande esperto di Facebook né di ex fidanzati/e: su Facebook ho circa duecentotrenta amici [pochi rispetto agli standard dei miei colleghi] e posso vantare un numero assai inferiore di ex fidanzate. Tuttavia oggi la mia attenzione è caduta su un articolo di Repubblica -quotidiano che leggo con estrema attenzione visto che in Germania costa due euro, la metà di una spesa alla Lidl- riguardante proprio i social network e gli amori passati. Nodo centrale il fatto che gli ex in questi ultimi anni tornerebbero alla carica frequentemente trovandoti in rete, a dispetto di mitologici tempi che furono nei quali le decisioni erano irrevocabili e i ritorni si contavano sulla punta dlle dita, stimati su fonti che tuttavia mi sfuggono. «Con un colpo di clic i fantasmi riprendono corpo -si scrive. -Mai perdere contatti con il proprio ex. Mai dire addio alla fidanzata di un tempo. È una abitudine sempre più diffusa restare in contatto, anzi rimettersi in contatto con gli amori passati.» Sempre più diffusa? Boh. E se nel ventennio 1950-1970 ci fu un commovente picco mondiale di riavvicinamenti focosi? Come lo si stabilisce? Ma non solo. «Quella curiosità un po’ sadica di sapere che fine ha fatto un vecchio amore» sarebbe aumentata per via di Facebook. E penso: davvero è aumentata? O forse è solo più visibile? «Oggi si ricicla tutto, non si butta via niente. Neanche un ex.» Oggi? E prima? Ah, ecco. «Prima si rimaneva insieme tutta la vita e se ci si separava era per sempre.» Boh, ma davvero? Mi sa che sottovaluto un sacco di cose a livello relazionale.*
* L’articolo tuttavia è stato scritto basandosi sul campione francese, i quali lo sappiamo -oltre ad essere degli inguaribili socialisti- sono pure tizi assai sensibili e capaci di strabilianti rentrée.
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martedì 23 marzo 2010 alle 15:46 da Il Feroce Direttore
«Ivy Cottage, Coldharbour: Sun and Snow.»
in "L'Originale Miscellanea di Slipperypond."
In un impeto di gentilezza -che per altro potevo assolutamente risparmiarmi- ieri ho comprato la versione ceca di «Alzate l’architrave, carpentieri e Seymour. Introduzione» [casomai qualcuno fosse interessato: «Vzhůru tesaři, do výše střechu zvedněte a Seymour: Úvod», uscito per tale Knižní klub, che vuole dire Club del Libro, togliendo però a simile nome l'aura di orrore che fuoriesce dalla versione italiana.] Acquistare Salinger in ceco -per me che apprezzo l’idioma in questione quanto l’autore in questione- è come per un religioso fan degli Who regalarsi un cd con l’Angelus recitato da Roger Daltrey, e se anche riesco ad arrivare ad ammettere che trattasi di elementi i quali assieme magari possono stridere [non sarà forse il ceco la lingua più adatta alla prosa di Salinger, ma poi chi diavolo lo dice?] l’effetto che il librettino ha fatto su di me è stato da subito un senso di grande empatia; nonostante la copertina orrenda io e quel volume ci rincorrevamo da sempre.
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giovedì 18 marzo 2010 alle 15:02 da Il Feroce Direttore